
di STEFANIA ANGIUS
Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza di genere , rappresenta un momento di riflessione che interroga profondamente la nostra società. È un momento che invita tutti e tutte a fermarsi, riflettere e prendere consapevolezza di quanto il tema sia attuale, diffuso e radicato.
Proprio in occasione di questa ricorrenza, La Rassegna letteraria Muraverese, in collaborazione con La Forgia, Radio La Voce e La consulta anziani, ha scelto di organizzare un evento aperto alla cittadinanza, un’occasione preziosa per affrontare insieme, con sensibilità e rispetto, una realtà che spesso rimane nascosta tra le pieghe delle vite quotidiane.
L’incontro nasce dal desiderio di creare uno spazio di ascolto e confronto, dove parole, esperienze e testimonianze possano intrecciarsi e restituire una comprensione più profonda del problema. Attraverso la presenza di esperti, ospiti e lettori che interpreteranno brani selezionati, si vuole offrire un percorso fatto non solo di informazioni, ma anche di emozioni, perché è spesso attraverso le storie che riusciamo a comprendere davvero il peso e la complessità della violenza di genere.
La violenza, infatti, non si manifesta sempre in forma evidente. Può iniziare in modo sottile, con commenti svalutanti, controlli mascherati da attenzioni, isolamento affettivo, economico o sociale. Spesso si sviluppa all’interno di quel ciclo ripetitivo in cui, dopo un’esplosione di tensione e aggressività, seguono fasi di apparente calma, scuse e promesse di cambiamento. Questo andamento altalenante disorienta, confonde, intrappola, rendendo difficile trovare il coraggio o le condizioni per chiedere aiuto.
Ma la violenza non colpisce soltanto la vittima diretta. A risentirne sono anche tutte le persone che vivono intorno a lei. I bambini e le bambine, soprattutto, sono tra le vittime collaterali più vulnerabili: anche quando non vengono toccati fisicamente, respirano un clima di paura che può lasciare segni profondi sul loro percorso di crescita, sulla fiducia negli altri, sulle relazioni future. Accanto a loro ci sono i familiari, gli amici, chi osserva e comprende ciò che accade senza sempre riuscire a intervenire, vivendo una sofferenza fatta di impotenza, preoccupazione e timore. E poi c’è la comunità intera, perché ogni episodio di violenza modifica gli equilibri sociali, mina la percezione di sicurezza e ricade sui servizi, sulle relazioni, sulla fiducia collettiva.
Parlare di violenza di genere significa quindi riconoscere che si tratta di un fenomeno che riguarda tutti. Nessuno ne è davvero estraneo, perché coinvolge modelli culturali, educativi e relazionali che appartengono all’intera società. È solo attraverso la conoscenza, la condivisione e l’ascolto che è possibile sciogliere quei nodi culturali e emotivi che spesso impediscono di vedere, capire o agire.
L’evento rappresenta proprio uno spazio dedicato a questo: un momento in cui la voce degli esperti si affiancherà a quella delle parole scritte, trasformando le letture in strumenti capaci di avvicinare il pubblico al vissuto emotivo delle vittime. Testimonianze, brani letterari e riflessioni permetteranno di dare volto e profondità alle statistiche, ricordando che dietro ogni numero ci sono vite reali, legami spezzati, coraggi nascosti.
La serata, che si terrà a Muravera, Martedì 25 novembre presso il salone dell’oratorio parrocchiale “ Madre Teresa di Calcutta” a partire dalle 18. 00, vedrà la partecipazione dell’Onorevole Piero Comandini, Presidente del Consiglio Regionale, dell’Onorevole Camilla Soru, Presidente della commissione permanente, cultura, lavoro e formazione professionale e della Dottoressa Monia Piroddi, dirigente Psicologa presso Asl 8 di Muravera, figure di riferimento nei rispettivi ambiti, che offriranno prospettive complementari e strumenti per comprendere, prevenire e riconoscere i segnali della violenza.
Affrontare la violenza di genere significa trasformare il silenzio in parola, la solitudine in rete, la paura in possibilità. Questo evento vuole essere un invito a farlo insieme: a guardare la realtà con occhi nuovi, a sostenere le vittime – dirette e indirette – e a contribuire alla costruzione di una cultura fondata sul rispetto, sull’uguaglianza e sulla sicurezza di ogni persona.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare e a condividere questo momento di riflessione. Ogni voce, ogni sguardo, ogni presenza può essere un tassello fondamentale per costruire un futuro libero dalla violenza.
Views: 96





































































































