LA SCLEROSI MULTIPLA NON FERMA MATTEO: DETERMINAZIONE E CORAGGIO LUNGO I SENTIERI DEL CAMMINO DI BONARIA E DEL MINERARIO DI SANTA BARBARA

Con il pranzo di commiato in un noto ristorante nella splendida spiaggia di Torre dei Corsari si è concluso “In Sardegna… con Matteo”, progetto fortemente voluto con impegno e determinazione da Federica Laneri, lombarda di Voghera, docente sul sostegno psicofisico, naturopata, impegnata a far crescere il benessere sociale e personale, amante della Sardegna e in particolare della Costa Verde. Giunti ormai al termine, si può dire che sia stato un grande successo soprattutto per la risposta delle comunità incontrate in cammino e per le nuove amicizie e collaborazioni che usciranno in progetti rivolti soprattutto all’inclusione. Il progetto pensato per far conoscere, in un territorio tanto aspro quanto accogliente e meraviglioso, la realtà di Matteo Gamerro, ingegnere piemontese di 46 anni che convive con la sclerosi multipla da quando ne aveva venti, comunica solo con il puntatore oculare e pur con grandi difficoltà motorie, ha fatto grandi imprese, in joelette, una carrozzina da trekking, con il supporto della famiglia e dei suoi “angeli custodi”, allegramente chiamati “muli”. Il progetto articolato in sette appuntamenti, ha percorso ì sentieri del Cammino di Nostra Signora di Bonaria nel terralbese e del Cammino Minerario di Santa Barbara nel guspinese-arburese-iglesiente.
Prima tappa a Terralba, dove Matteo è stato accolto a teatro dal sindaco Sandro Pili e l’amministrazione comunale insieme alla cittadinanza accorsa numerosa per l’incontro e per assistere alla proiezione dei due spezzoni dei docufilm “Si può fare” e “Si può fare…non ti preoccupare” girati durante i 1.300 km percorsi del Cammino di San Michele.

Il giorno successivo, nella mattinata l’incontro con la comunità scolastica terralbese dell’IIS De Castro e dell’Istituto Comprensivo particolarmente attenti all’inclusione, per la seconda proiezione dei docufilm e un dialogo aperto guidato da Federica Laneri che ha portato emozione tra i ragazzi e i docenti. Nel pomeriggio, dopo la visita e degustazione a una cantina locale, il gruppo è partito in cammino da Terralba alla frazione di Marceddi con una folta partecipazione di camminatori, tra cui il sindaco e buona parte della giunta comunale, gli amici guide Giuseppe Frau, Oscar Carboni e Manuela Fa e le associazioni di volontariato fra le quali la Livas, Granate Rosa, Intercultura, Selas, la Consulta giovanile.

Tutti “hanno “scortato” Matteo alla chiesa del borgo dei pescatori dove il sindaco di Terralba e il parroco don Mattia Porcu hanno consegnato le credenziali del Cammino di Nostra Signora di Bonaria a tutti i partecipanti al percorso.

Nella terza tappa, la carovana con in testa Matteo e il suo gruppo ha preso il via da Portu Maga per dirigersi verso Piscinas, attraversando il fiume rosso e le sue dune, dove è stato accolto dal vicesindaco di Arbus, Simone Murtas e dal numeroso gruppo dell’Atletica Arbus, diretto da Matteo Pusceddu e dai giovani di Intercultura di Guspini, guidati da Alessandra Piredda e dai volontari Roberta Porcella e Massimo Serra. I giovani di Intercultura, provenienti da sette nazionalità extracontinentali hanno accompagnato Matteo allietandolo con i loro canti. Straordinaria anche la sorpresa organizzata con Giovanni Antonio Sanna per far ascoltare agli ospiti “la musica delle piante che ha armonizzato l’Anima in un profondo contatto con la Natura”. La giornata si è conclusa con la visita a Pozzo GAL e al villaggio minerario di Ingurtosu, guidata da Maria Beatrice Soddu di Zampa Verde.

Ancora una giornata speciale per la comitiva del giovane ingegnere, quarta tappa Guspini – Montevecchio, al suo arrivo a Guspini, tra due ali di folla festanti è stata accolta dal sindaco Giuseppe De Fanti che ha consegnato a Matteo le credenziali del Cammino di Santa Barbara.

Tante anche le associazioni da Sa Mena, Atletica Guspini e gli amici camminatori del Cammino Minerario di Santa Barbara e non, che hanno accompagnato la carovana alla Miniera di Montevecchio, percorrendo il sentiero dei minatori “Sa ia de sa mena” (Cammino di S. Barbara), scortata dalle staffette della Protezione Civile Gentilis. Nel pomeriggio i camminatori hanno potuto visitare la miniera e il borgo minerario di Montevecchio con una particolare sosta nella piazza dedicata alle cernitrici, dove i soci e le socie dell’associazione dei minatori “Sa Mena”, hanno raccontato aneddoti e la storia delle donne e degli uomini che hanno lavorato nelle gallerie. Nella serata infine visita con cena conviviale realizzata da Alessandro Mancosu al Mulino Garau di Guspini, dove è stato proiettato il docufilm, sempre introdotto dalle riflessioni di Federica Laneri, alla presenza di Francesca Tuveri, assessora alla cultura e di un numeroso pubblico.

Quinta tappa “Guspini – Arbus. Prima dell’inizio del viaggio verso Arbus, Matteo e i suoi accompagnatori sono stati salutati con il canto di “A Diosa”, meglio conosciuta come “No potho reposare” canzone “Nostalgica” scritta da Giuseppe Rachel nel 1920. Molti i guspinesi che in segno di ringraziamento per averli onorati della visita hanno voluto accompagnare Matteo a Genn’e Frongia, percorrendo il sentiero “de su montisceddu”.

Con il passaggio di staffetta tra guspinesi e arburesi a Genn’e Frongia è iniziata la visita ad Arbus dove Matteo è stato accolto dai volontari e dai ragazzi dell’Associazione Famiglie Insieme di Arbus che percorrendo tutta la via principale hanno raggiunto il Museo Corda nel cuore del paese. Onori di casa da parte dei proprietari Antonio e Graziella Corda che con Monica Saba e alcune socie del museo hanno organizzato un buffet di accoglienza con i prodotti del territorio. Dopo la visita guidata del museo, si è svolta la quarta proiezione, del docufilm, introdotta da Federica Laneri, con la presenza del sindaco Paolo Salis e l’assessora Sara Vacca, oltre ai rappresentanti dell’Associazione Archeologica Cugui e dell’Atletica Arbus che con tutti i presenti hanno potuto interloquire con Matteo.

Sesta e penultima tappa da Nebida a Masua. La giornata ha avuto inizio a Nebida con l’incontro degli Amici del Cammino Minerario di Santa Barbara, dell’Associazione Pozzo Sella, e con le guide escursionistiche Le Janas, nelle persone di Loredana Lai e Francesca Mocco, che insieme ai minatori, Elio, Claudio e Armando hanno argomentato la passeggiata del belvedere di Nebida sulla Laveria Lamarmora, con storie e aneddoti della vita in miniera. A seguire, dalla spiaggia di Masua e fino a Porto Flavia il gruppo ha proseguito il Cmsb, con una breve sosta per il pranzo durante la quale è stato raggiunto da altri amici e dal presidente del consiglio comunale di Iglesias, Matteo Demartis e dall’assessora alle Politiche sociali, Angela Scarpa. Il gruppo ha poi fatto visita alla struttura mineraria di Porto Flavia arrivando all’affaccio sul Pan di Zucchero dove i partecipanti hanno potuto godere di un panorama straordinario che certamente li ha ripagati delle fatiche di questo lungo, ma indimenticabile viaggio nelle zone minerarie della Sardegna. In serata è stata degustata una tipica cena del pastore imbandita dalle sapienti mani di Monica Saba, custode di tante tradizioni culinarie locali.

A Federica Laneri abbiamo chiesto perché la scelta del viaggio nella zona del terralbese, guspinese, arburese e iglesiente? Perché sono arrivata qui 18 anni fa per lavoro e in questi 18 anni ho avuto una grande trasformazione. Questo territorio l’ho conosciuto in diverse sfaccettature e ho capito che c’erano tanti talenti sia nelle persone che nell’ambiente, nel territorio, nelle vostre tradizioni, nell’aspetto enogastronomico che non sono valorizzati a sufficienza. Avevo già provato un’altra volta a valorizzarlo, ma stavolta ho trovato un grande stimolo nel proporre il mio progetto a Matteo Gamerro con l’associazione “Si può fare con Matteo” che ho conosciuto l’anno scorso a novembre, a scuola, mentre stavo facendo anche il TFA per la disabilità. Ho proposto a Matteo due cose, mettendo a sua disposizione le mie risorse: se voleva che io facessi la tesi sulla sua storia e se voleva fare un cammino in Sardegna. La tesi l’ho presentata all’Università Link di Roma, il lavoro è piaciuto molto e sono stata invitata con Matteo a Roma per la presentazione dando dimostrazione concretamente del mio lavoro. Successivamente ho portato Matteo in carcere a Voghera. «La disabilità non ci può fermare è il messaggio che Matteo vuole dare», precisa Federica Laneri., «“Il cammino di Matteo”, il modo in cui Matteo ha trovato un’altra forma per viaggiare, secondo me è condivisibile da tutti, insegna tanto a tutti ed è anche un modo per vivere il territorio in modo diverso, per sentirsi più uniti, collaborativi, dai ragazzi fino alle persone anziane perché se ci guardiamo attorno, ci sono tutti: i bambini, i ragazzi, gli adulti e gli anziani. Tutti vogliono dare qualcosa e se non avessi organizzato questo progetto, nessuno avrebbe avuto l’opportunità di mettersi in gioco. Ringrazio me stessa quel giorno di aver avuto la forza di proporre queste due idee a Matteo e la sua risposta sul comunicatore “per me non ci sono problemi”, mi è risuonata come un grande patto che ho voluto assolutamente rispettare e alla quale ho pensato nei diversi momenti di sconforto ed incertezza avuti durante l’organizzazione avvenuta soprattutto nel periodo delle mie vacanze estive. Devo anche dire che ho incontrato tantissime persone fantastiche che mi hanno sostenuto nei sopralluoghi e creando rete. Tutto questo ha arricchito me, Matteo e gli altri».

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