“NEVE, VENTO, SASSI”, LA PUBBLICAZIONE DEL POETA EMIGRATO DI OROTELLI: GIGI NATALE, QUANDO IL CALCIO DIVENTA POESIA

Gigi Natale

Fra le tante storie romantiche che circondano e riempiono lo sport, e soprattutto, il calcio, ve ne è una che merita di essere raccontata adeguatamente. Che ben si lega a quel radicato filone di sport e letteratura cui, peraltro, attingevano i validi cronisti sportivi di una volta. Che erano anche dei fini letterati. Alla Gianni Brera, solo per citare i professionisti della carta stampata. O alla Niccolò Carosio per quelli radiofonici. Senza dimenticare i televisivi seri a partire dai serissimi e competenti Gianni Minà, Tito Stagno e Paolo Valenti. 

Qua, però, la letteratura, a farla, non sono i giornalisti, ma i calciatori. Ed è questo il caso emblematico di Luigi Natale, giocatore, ora scrittore e poeta.  Perché raccontiamo la sua storia? Per vari ordini da ragioni. In primo luogo Gigi, come si fa chiamare, è un sardo e nuorese (è di Orotelli) che ha fatto anche lui la storia della Nuorese, la squadra “faro” della Sardegna centrale. 

Ora vive a Pordenone e fa’ lo scrittore e poeta affermato.  Gli è da inossidabile “spalla” l’amata moglie friulana Antonella Riem, rinomata linguista ed accademica, già prorettrice dell’Università di Udine, conosciuta in Sardegna. Sardegna e Friuli rappresentano, quindi i “luoghi dell’anima” di questo celebre terzino ora letterato. La cui carriera calcistica è sapientemente schematizzata in questi passaggi. Dal campo polveroso del rione orotellese di Mussinzua alle soglie della Serie A con il Cagliari. Passando, ovviamente, per la Nuorese. In Serie D.  Esperienza divisa in due parti. Nella prima, siamo nella metà degli anni Settanta, l’esplosione calcistica, culminata anche con la convocazione, essendo calciatore verdeazzurro, per la Nazionale Under 17, quella di futuri campioni del mondo, per intenderci. Quando l’Italia era piena di interessantissimi vivai. Poi, dopo essere stato acquistato dal Cagliari, il “giro” al Mantova, nuovamente Cagliari, con l’esordio in B nel 1977-78.  Ed ancora Civitavecchia, Livorno in C1, la Torres in C2 nel 1983-84, di nuovo la Nuorese in C2 nel 1984-85. Facendo da “chioccia” ad un giovanissimo Gianfranco Zola. Per chiudere la carriera in Calabria con il Rende nel 1985-86. E da lì intraprenderne un’altra di successo come scrittore e poeta. Ed è questa la seconda ragione per cui abbiamo deciso di raccontare Gigi scrittore e poeta. Che però, pur mantenendo solide le sue “radici”, lo è fuori dalla Sardegna. In Friuli, a Pordenone, dove tutt’ora vive.  Fra le sue opere di maggior successo, si segnalano “Ospite del tempo”, 1988, “Il Telaio dell’ombra”, 2001, con prologo di Mario Luzi, “Orizzonti sottili”, 2005 e “L’orlo del mondo”, 2012.  E, da ultimo, nel 2024, ” Neve, vento, sassi”. Nel calcio il suo ruolo era quello di libero o di terzino destro. Come da lui dichiarato in un’intervista di qualche anno fà erano trent’anni che non vedeva una partita di calcio. L’occasione gli fu offerta dalla splendida scalata dei ramarri friulani del Pordenone, sua seconda città, dal dilettantismo alla Serie B ed allo spareggio per la Serie A. E fu una presenza costante allo stadio “Bottecchia” negli anni “ruggenti” 2018-2022. A raccontare di Sardegna, di Nuorese e di Cagliari. Finita quella mitica esperienza neroverde, con il fallimento dei “ramarri” e la loro ripartenza dall’ Eccellenza (come anche la Nuorese), Gigi ha “ridato ulteriore voce” alla sua “quinta dimensione”. “Cos’è, appunto, questa “quinta dimensione”?  Lo si capisce maggiormente nelle precise e puntuali note introduttive del linguista Fabio Finotti a proposito dell’ultima “fatica letteraria” dell’ex calciatore, “Neve, vento sassi”. Un vero e proprio caso letterario che ha portato Natale alla ribalta, con premi e menzioni. Ultimo riconoscimento proprio dalla sua Sardegna, con il ritiro del prestigioso “Premio Guasila”. Ecco, allora, ben spiegata da Finotti la “quinta dimensione” di Natale nelle note introduttive:”(…) Fino alla quarta dimensione il mondo è dominato da una logica lineare. Che ci si muova in uno spazio piatto, tridimensionale o temporale, il percorso va sempre da un qui a un lì. Ma nella quinta dimensione i lontani coincidono, esattamente come quando ricordiamo. Tempi e spazi diversi si intrecciano e si mescolano. Il qui e il lì sono la stessa cosa: le pagine di un libro si chiudono ed ecco, parole distanti si toccano (…)”. Ed è proprio in questo “unire e quasi toccare” parole e mondi apparentemente lontani e diversi che si può trovare maggiormente la “chiave di volta” per leggere ed apprezzare un grande poeta, già ex calciatore, come Gigi Natale.  Una quinta dimensione dove calcio, letteratura e poesia, vita e morte, Sardegna e Friuli si incontrano. In quella “turbolenza in quota” ben evidenziata da Enzo Santese nella sua bella prefazione in www.amicando.it. Una “turbolenza” che “scatena gli elementi atmosferici, cioè le parole”, perfettamente sintetizzate da “Neve, vento, sassi”: tre legati naturali tra loro.  “Tre fattori”- evidenzia ancora Santese- “che indicano la sferzata di energia poetica immessa in una raccolta dalle molteplici sfaccettature significanti”.  È il Gigi Natale che va oltre il suo sfogo “autobiografico” e che, da sardo ed ex calciatore, cerca e trova, con un “nuovo campo da gioco d’espressione”, il suo ” Quadrivio dell’anima” (il Quadrivio è lo stadio di Nuoro che ha visto, conosciuto ed apprezzato, le prime gesta del Natale calciatore nella grande Nuorese degli anni Settanta, n.d.r.). Un “campo” dove l’io incontra il noi, dove, per riprendere ancora Santese, “la parola è battito d’emozione e respiro d’esistenza”. Parola che, per chi è sardo, ha un valore sacrale, scolpito nella pietra de sa limba, la lingua sarda che Gigi mai rinnega. E che, anzi, riesce ancora a sdoganare perfettamente, portandola seco nell’ “oltre” della poesia.  Da Mussinzua alla quinta dimensione.

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Un commento

  1. Saturnino Satta

    Grande Gigi che ho conosciuto a Firenze nella primavera dell’ anno 1977 tramite un giocatore e amico del Novara Gigi Dell’ Acqua.

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