UN VIAGGIO IN MUSICA RICCO DI SENTIMENTI: I SILENZI DEL MONDO DI IGNAZIO DELIGIA

Ignazio Deligia

Osservare il mondo, cogliere le sue infinite sfumature, essere consapevoli della varietà di ciò che ci circonda. Guardare ciò che si ha davanti, soffermarsi su tutto questo e farlo proprio, mettendolo poi in musica dando vita a un mosaico sfaccettato e ricco di dettagli. Ignazio Deligia, poliedrico e talentuoso artista cagliaritano cinquantanovenne, nato e cresciuto nel quartiere di San Michele con cui ha un rapporto unico e di grande affetto, è riuscito pienamente in questo intento, realizzando un nuovo disco come ‘’I silenzi del mondo’’ che non rappresenta semplicemente un album – il terzo, nello specifico, del suo percorso solista dopo ‘’Dentro al cuore’’ e ‘’Doppia anima’’ – ma un manifesto di ciò che Ignazio è: ironico, profondo, sarcastico, pungente, schietto e, soprattutto, estremamente genuino nella propria attività artistica – dove un ruolo centrale hanno avuto le tante avventure vissute con gli Amakiaus – così come nella propria quotidianità.

Il disco, pubblicato il 25 settembre e presentato in compagnia di Roberto Castrechini lo stesso giorno alla Casa della Cultura di Monserrato in via Giulio Cesare, contiene al suo interno 20 tracce che si legano bene l’una con l’altra, amalgamandosi perfettamente grazie alle tante tematiche affrontate con entusiasmo e risolutezza. Ad aprire le danze ci pensa la titletrack, un flusso graffiante dove si riflette sul proprio ieri pieno di perché. Il brano è una dichiarazione di intenti che ricorda, con malinconia e consapevolezza, la fugacità del tempo. ‘’Brindo alla vita’’ è il grido di un sognatore che segue il proprio istinto, conscio dell’inquietudine profonda del mondo in cui si vive. Un accompagnamento dolce all’insegna delle note del piano caratterizza ‘’Come stai’’, tra i pezzi più sofferti e intimi del disco. Un ritmo funkeggiante ritmato permea ‘’Insolito’’ in cui Ignazio ricorda l’importanza dell’essere ironici in una società complessa che si prende troppo sul serio, erroneamente.

In ‘’Serpente’’ emerge la tristezza e la delusione per essere stato tradito da chi si riteneva amico, ‘’Questa è casa nostra’’ è una lettera d’amore alla propria terra, la Sardegna, nonché una schietta presa di posizione contro tutti coloro che – in qualsiasi ambito – cercano di abusarne e di circuirla con false lusinghe. L’ironia sferzante è protagonista in ‘’Gira voce in città’’ brano da cui traspare anche la certezza di essere rimasto sempre fedele ai propri ideali. La speranza per una nuova luce, la magia dell’amore e la necessità della pace sono i leitmotiv che contraddistinguono ‘’Vivrò aspettando’’, mentre in ‘’Fostei’’ è l’eleganza della lingua sarda a caratterizzare il tutto.

Sarcasmo e piglio da vero intrattenitore sono i capisaldi di ‘’Influencer per caso’’, brano che riflette sui social network e sul loro uso spesso smodato e poco consapevole. ‘’Mi sento un bambino’’ è un invito a godere di ogni momento felice che la vita offre, ‘’Lei non sa’’ è una ballata delicata e al contempo sofferta che trasmette speranza, il tutto arricchito nel finale da un giro di archi raffinato. Tra le canzoni più intense del disco risalta ‘’Quelli che restano’’, brano che elogia chi resta, chi non cambia bandiera, chi ricerca i ricordi perduti, chi con occhi disillusi osserva il mondo. ‘’La mia tempesta’’ è un pezzo dai tratti esistenzialisti, uno sguardo disincantato sul mondo che ci è stato dato e che, troppo spesso, lascia attoniti e confusi.

Rabbia, orgoglio e coraggio sono i sentimenti che traspaiono da ‘’Un giudice ingiusto”, ritornano invece il brio insieme alla vivacità della lingua sarda in ‘’A babbu das biu’’. Significativo anche ‘’Di generazione in generazione”, brano con sonorità reggae che trascinano in un flusso esistenziale in cui si analizza il confronto tra età e fasi della vita differenti dove, nonostante tutto, ci sono comunque tanti punti e aspetti che si ripresentano. In ‘’Occhi di vita’’ la scrittura si fa sognante e allo stesso tempo concreta, tratteggiando la purezza di uno sguardo che resta impresso. Sguardi che lasciano un segno unico e che ritornano anche in “Occhi negli occhi’’, traccia dove l’amore viene descritto con sincera passionalità e maturità. Il gran finale è sancito da ‘’La libertà’’, brano da cui emerge il desiderio di liberarsi dal grigiore del mondo. Un desiderio che, da sempre, caratterizza Ignazio Deligia, sempre pronto a mettersi in gioco e a creare qualcosa in grado di offrire un sorriso e spunti di riflessione a chi ha il piacere di ascoltarlo. Un sorriso da tenersi stretti, capace di scaldare i cuori delle persone in questi tempi tutto fuorché facili.

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