FRANCESCO PINTORE, IL PRIMO SINDACO COMUNISTA: UOMO DI GRANDE UMANITA’ HA GUIDATO NUORO NEL 1945, IL RICORDO DELLA FIGLIA GRAZIA

Francesco Pintore

Preceduto da Mario Ciusa Romagna e Antonio Dessena, eletti all’indomani dell’8 settembre, Francesco Pintore è stato il primo sindaco comunista di Nuoro dal 1945 al 1946, suggerito al Prefetto dal CLN Provinciale.

Nato a Nuoro nel 1903, Franceschino Pintore primogenito di Edoardo zillerarju e di Serafina casalinga, dopo i primi studi a Nuoro e il liceo a Sassari, si è iscritto alla facoltà di Medicina a Firenze. Per mantenersi agli studi ha lavorato come educatore alla Badia di San Bartolomeo, luogo di culto cattolico fuori dal centro abitato di Fiesole. Non gli venne concesso di arruolarsi in marina per aver rifiutato la tessera del partito fascista e dal ‘29 al ’39 ha esercitato la professione di medico ad Irgoli dove imperversava la malaria e dilagava la miseria.

Mio padre – ricorda la figlia Grazia che vive a Firenze -, strappava le lenzuola per ricavarne garze per i pazienti che spesso riforniva anche di cibo. Era un uomo straordinario, faceva tutto: il medico, il veterinario, il dentista. È stato un diagnostico eccezionale”.

Nel 1938 aveva sposato Nina (Caterina) Piredda figlia di Predu Piredda,uno dei fondatori del partito sardo nuorese,un prinzipale molto stimato votato al commercio di formaggi e legnami con l’America. Rimasto schiacciato da un clamoroso fallimento aveva onorato i suoi debiti attingendo all’enorme ricchezza sua e della moglie Grazia Guiso. A seguito di questo fatto, Nina decise di frequentare un corso d’infermiera a Milano e in questo ruolo aiuterà sempre il marito nel suo lavoro”.

Dopo la nascita del primogenito Gianfranco – futuro giornalista, fu tra i fondatori di “Su Populu Sardu”, Sa Sardigna, Radio Supramonte, Il Solco, Sardigna Natzione -, nel ’39 lasciò Irgoli per Nuoro dove frequentava Antonio Dore, Gaetano Virdis, Francesco Ciusa e Salvatore Satta.

Aveva rinunciato alla condotta di Torino prima e di Empoli poi perché non voleva vivere lontano dalla Sardegna. Infine quando nel 1951 vinse l’incarico a Bagno a Ripoli, si stabilì definitivamente con la famiglia nella vicina frazione di Grassina. “Avevo 8 anni – confessa la figlia -, ho sofferto tanto quando siamo andati a vivere in Toscana. Mio padre non era per niente felice di vivere in quella nuova sede e fino a quando la legge glielo ha consentito non ha mai preso la residenza perché voleva esercitare il suo diritto di voto a Nuoro”.

Suo padre, come ha vissuto la presenza in famiglia di Pasca Piredda, sorella di sua madre, assurta agli onori della cronaca per aver fatto parte della X° Flottiglia MAS? “Ovviamente avevano rapporti di famiglia, però quando arrivavano personalità dal continente e zia Pasca era in Sardegna, poiché tutti si vergognavano di avere una fascista in casa, la mandavano a soggiornare al monte Ortobene”.

È vero che dopo la sua condanna a morte dottor Pintore si è prodigato per ricondurla in Sardegna sottraendola alla fucilazione? “Si, questo è vero. Mio padre, uomo di grande umanità, l’ha salvata dalla condanna a morte perché c’era tanto affetto fra loro ma non ha mai condiviso il suo operato, tanto è vero che mentre sulla nave che la riportava a casa lei vomitava a causa del mare mosso, lui le disse: “Bombe! Bombe! Bombe totu su male chi juchese intro ‘e corpus”! (Vomita! Vomita! Vomita tutto il male che hai addosso.

Mio padre – prosegue Grazia-, era molto contrastato dal suo stesso partito perché estremamente umano e scevro da compromessi. In quanto ufficiale sanitario aveva concesso ad un umile cittadino di Grassina di postare in un viale un panchetto per la vendita delle angurie, venne fortemente criticato dai suoi compagni perché quel poveraccio, seppur onesto, era fascista”.

“Ma se tutto è a posto, perché non glielo devo concedere”?  Fu la netta risposta del dottor Pintore che guardava le persone non le etichette.

Franceschino Pintore, era in pensione da circa 10 anni quando il 18 febbraio del ‘73 venne a mancare per arresto cardiaco. Per sua espressa volontà oggi riposa nel cimitero di Nuoro, nella tomba di famiglia accanto alla moglie Nina. Ci ha lasciato un diario con annotazioni personali sulla sua vita che vanno dal 1921, anno d’iscrizione all’Università fino al 1927 anno di laurea. L’amministrazione comunale gli ha dedicato una via in memoria.

http://ortobene.net/

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2 commenti

  1. Marina Moncelsi

    Era una splendida persona, come lo era la moglie. Grazia Pintore può essere ben orgogliosa dei suoi nonni.

  2. Maria Rosa Tuffa

    Bella storia.

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