
di DANIELA MARCHETTI
Si è svolta ad Alghero la Convention dei giovani sardi in Italia e nel mondo, promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, per iniziativa dell’Assessora Desirè Alma Manca. Presente la Presidente della Regione Alessandra Todde, che ha chiuso la sessione istituzionale del 24 ottobre.
“Obiettivo principale della Conferenza è stato quello di rafforzare i legami tra i giovani sardi che vivono fuori dalla Sardegna e il loro territorio d’origine. In particolare, si è puntato a garantire una maggiore partecipazione dei giovani nei circoli sardi nel mondo, affinché possano svolgere un ruolo attivo nella promozione della cultura sarda, nella valorizzazione delle tradizioni locali e nel rafforzamento della rete di solidarietà che unisce i sardi in Italia e all’estero”.
L’evento, dal titolo “Radici nel mondo, futuro in Sardegna”, ha riunito da due giorni oltre un centinaio di giovani provenienti da numerosi Paesi – tra cui Stati Uniti, Australia, Giappone, Argentina, Francia, Germania e Regno Unito – per un confronto sulle sfide e sulle opportunità della nuova emigrazione sarda.
L’assessora del Lavoro Desirè Manca ha tracciato le linee guida della tre giorni di incontri nella città catalana, dove, per l’occasione sono giunti i giovani delegati dei 111 Circoli degli emigrati sardi nel mondo, di età compresa tra i 20 ed i 41 anni, iscritti alle Associazioni degli emigrati sardi da almeno un anno.
“Il coinvolgimento delle nuove generazioni di sardi emigrati nella vita culturale, sociale e politica dei circoli sardi in Italia e all’estero – ha osservato l’esponente della Giunta – rappresenta una necessità, ma soprattutto si configura come una grande opportunità dal momento che i giovani, la risorsa più preziosa per la Sardegna, possano contribuire attivamente ad un processo di costruzione di un futuro più inclusivo, innovativo e dinamico per la Sardegna e per tutti i sardi, ovunque essi vivano”.
Durante i lavori della Convention, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su una serie di tematiche cruciali, tra cui la promozione della cultura sarda in Italia e all’estero, come utilizzare gli strumenti per facilitare la comunicazione e la collaborazione, la creazione di nuovi canali di partecipazione attiva per i giovani nelle politiche di sviluppo della Sardegna e nei progetti internazionali che coinvolgono la diaspora sarda.

E così, è toccato alla presidente della Regione Alessandra Todde ad aprire i lavori dell’ultima giornata, che sono proseguiti con l’intervento dell’assessora del Lavoro Desirè Manca. A seguire la parola è stata data ai giovani delegati dei 111 Circoli degli emigrati sardi nel mondo che hanno illustrato i risultati dei lavori della Convention.
“In questi giorni il centro storico di Alghero si è popolato di tanti giovani dalle radici sarde residenti all’estero ma anche nella Penisola. È un grande piacere – ha commentato la Governatrice – vedere che l’obiettivo principale della Convention, quello di rafforzare i legami tra i giovani emigrati sardi e il loro territorio d’origine, è stato centrato. Vogliamo costruire un futuro dell’emigrazione sarda nel mondo che parli un linguaggio giovane, perché sono i giovani il motore del cambiamento e del rinnovamento. Questo è solo un primo passo di un lungo percorso che intendiamo portare avanti, e che siamo convinti debba partire innanzitutto dal confronto e dall’ascolto, delle storie di vita, dei sogni e delle ambizioni di questi ragazzi”.
“Essere qui oggi, davanti a voi – ha continuato la Todde – mi emoziona profondamente. Questo incontro è un modo per tessere un filo che unisce la Sardegna ai sardi nel mondo. Un filo che, come ci ha insegnato Maria Lai, ci lega e che lega la nostra isola al resto del mondo, proprio grazie a voi”.
“Per anni abbiamo parlato di emigrazione come di una perdita – ha detto la presidente – ma oggi dobbiamo guardarla come un valore. Chi vive fuori continua a generare cultura, competenze e connessioni. Voi siete ambasciatori della Sardegna, portate nel mondo la nostra identità e potete essere i protagonisti del suo cambiamento”.
Nel corso del suo intervento, Todde ha sottolineato la necessità di trasformare l’andare via o restare in Sardegna in scelte libere, non obbligate, e di costruire una regione capace di valorizzare le esperienze di chi, pur vivendo altrove, mantiene un legame profondo con la propria terra. “Chi guarda la Sardegna da fuori la vede con occhi diversi, forse più idealizzati ma pieni d’amore. Sono questi legami – ha aggiunto – che danno forza e identità, che ci permettono di costruire insieme l’isola nuova di cui oggi vogliamo iniziare a parlare, con coraggio e visione.”
“Come assessora del Lavoro della Regione Sardegna sento la responsabilità, e anche il privilegio, di ascoltarvi. Perché nessuna politica del lavoro – ha sottolineato l’Assessora Manca – ha senso se non parte dalla realtà viva di ogni persona. E voi siete realtà viva, siete la generazione che conosce il mondo e che ha affrontato la sfida della mobilità. Lo sappiamo: la Sardegna ha tante sfide aperte ma non è tutto fermo e alcuni ambiti ci indicano chiaramente dove e in quale direzione agire”.
In conclusione l’Assessora ha espresso una riflessione: “A chi tra voi pensa di tornare, dico: non aspettate che le condizioni siano perfette, aiutateci a costruirle insieme. A chi ha deciso di restare fuori, dico: non smettete di essere sardi. Portate questa terra dentro le vostre battaglie, ovunque siate. E a chi è ancora indeciso, dico: sappiate che qui c’è una Regione che vuole ascoltarvi, con rispetto, con fiducia, con responsabilità, con il desiderio di riconoscervi protagonisti. La Sardegna che immaginiamo non è nostalgica, tantomeno malinconica. È fiera delle sue radici ma proiettata al futuro. E voi siete parte di questa visione. Non domani, oggi”.
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Sono stati/e meravigliosi/e 🥰 una grande lezione di partecipazione, serietà, democrazia e profonda sardità, con oltre 50 temi discussi e 15 proposte operative concrete, frutto di confronto, di dialogo e di condivisione. In soli due giorni. La Presidente e l’Assessora erano positivamente sorprese e edificate. Bellissimo e commovente vedere i giovani che “interrogano” la politica e i politici che ascoltano per una intera giornata.
Se vogliamo rifondare la FASI lo dobbiamo fare partendo da questi ragazzi.
A volte basta far passare una settimana per scoprire l’altra faccia della Luna. Dai giovani una grande lezione di confronto e partecipazione che i “grandi” dovrebbero analizzare per capire dove realmente va il mondo dell’emigrazione e con quali metodi si affrontano i problemi.
Che bella gioventù … avanti tutta