TRE PIETRE NURAGICHE FONDAMENTALI NELL’ATTIVITA’ CENTENARIA DEL GREMIO DEI SARDI DI ROMA: IL SOSTEGNO DELLA REGIONE, L’APPARTENENZA ALLA F.A.S.I., LA SINERGIA COI SOCI E AMICI DELLA SARDEGNA

l’autore del contributo congressuale, Presidente del GREMIO DEI SARDI di Roma

Massimiliano, stupito e sinceramente dispiaciuto del mancato invito, incomprensibile e ingeneroso rispetto ai tuoi meriti,  a te e a Tottus in paris a partecipare al Congresso, ti sarei grato se potessi pubblicare il mio intervento nella mia qualità di presidente del Gremio di Roma, svolto, nell’ambito previsto dalla scaletta: “ 10 – 13, Interventi delegati”   la mattina di sabato 18.

 Intervento interrotto, dal presidente dell’Assemblea verso la fine, mi mancavano 2 minuti.  Mi erano stati assegnati 3 minuti, poi portati a “malagana” a 5 e utilizzati, strappandoli  a 6

 Era presente l’Assessora Desirè Manca che il giorno prima 17 non aveva potuto nella scaletta per lei prevista, arrivata proprio appena io avevo iniziato a prendere la parola, lamentandomi ovviamente dell’esiguità del tempo assegnatomi.

Piccola ma importante puntualizzazione, sperando che valga per il futuro: è mai possibile che ai soci della Fasi si riservino 3-5 minuti per esporre le loro valutazioni, è invece si concedano, giustamente e per doverosa educazione e ospitalità, tempi adeguati  a politici, sindacalisti, giornalisti, scrittori, industriali e altri ospiti?  Su questo c’è da riflettere. Noi delegati ci muoviamo dalle nostre case per 4 giorni, e poi non possiamo avere 7/8 minuti, per dire la nostra?

Prima di leggere il mio testo, ho fatto questa premessa:

Ho dei seri dubbi e grosse perplessità sul fatto che il voto di ieri pomeriggio sia un voto buono, un voto valido,  perché a mio avviso quella decisione che è stata presa ieri di approvare le modifiche dello Statuto e dei Regolamenti  è stata presa attraverso una votazione confusa difficile da leggere e da interpretare, i numeri sono stati raccolti e contati in una maniera confusa, del tipo: chi è d’accordo alzi la mano in una sala ridotta a bolgia. Occorreva una chiamata nominale per esprimere il voto da parte di chi identificato ne aveva il diritto. Allora avremmo avuto un voto compiuto, quindi io penso che quel voto di ieri sia nullo o comunque annullabile.

Detto questo, Signori, ecco il mio intervento:

Ci sono 3 pietre nuragiche fondamentali, tre pilastri alla base della più che centenaria attività culturale e sociale dell’Associazione dei Sardi di Roma, il Gremio nata nel 1911, che ho l’onore e il piacere di rappresentare, pro tempore:

1)  Il sostegno della nostra Regione

2) L’appartenenza alla FASI

3) La vicinanza e partecipazione dei nostri Soci e Amici della Sardegna

Tre requisiti imprescindibili senza i quali, o in carenza di uno di essi, il Gremio di certo, ma penso tutto l’Associazionismo dei Sardi, andrebbe a ridursi e persino a sparire.

Rappresento a Roma, l’Unar – L’unione delle Associazioni regionali, e posso dire che solo poche altre Regioni sostengono le loro Associazioni, così come fa la nostra Sardegna attraverso la legge regionale n. 7 del 15-1-1991.  Legge da rivedere.

TUTTO QUESTO non ci esime, comunque, dal fare, con spirito di collaborazione, alcune valutazioni e osservazioni.

Per quanto concerne la Regione auspichiamo fortemente la rivisitazione e modifica delle indicazioni dateci ad inizio anno circa le modalità di ripartizione, utilizzo e gestione dei contributi. Peraltro, ridotti, ma su questo punto mi astengo per rispetto delle esigenze di bilancio della Regione.

Il vincolo sull’entità e l’utilizzo del contributo in relazione al solo numero dei soci “sardi”, appare obsoleto e non tiene conto dei soci non sardi.  Che sono tantissimi, innamorati e innamorandi della Sardegna. ANCORA, vincolare la gestione ad attività che siano finalizzate al turismo, ci crea difficoltà operative e incertezze. La distribuzione delle risorse andrebbe meglio calibrata, anche e soprattutto sui criteri della numerosità e della qualità delle iniziative.

Confidiamo, inoltre, da parte della Regione in una più tempestiva erogazione del contributo: sarebbe il caso e di grande aiuto se l’intera cifra, o una buona parte, ci venisse accreditata entro i mesi di gennaio-febbraio, al fine di poter affrontare gli eventi d’inizio anno con più serenità e efficacia.

Per quanto riguarda la FASI, ribadendo ancora che il filo che ci lega rimane indissolubile, indispensabile e prezioso, e ringraziando sempre chi se ne fatto e se ne fa carico con impegno e passione da volontariato, a scapito di interessi personali e familiari, osserviamo alcune cose, maggiormente delineatesi in questi ultimi anni e ci permettiamo rilevare alcune criticità. 

Ci referiamo a tre aspetti di cui ci auguriamo un approfondito esame in un prossimo Consiglio Nazionale Direttivo e, se conveniamo, una correzione di marcia.

1) Aspetti gestionali: c’è da riflettere sulla opportunità di condurre la FASI verso un Super Circolo, come ora ci pare si stia verificando, impegnato a realizzare in proprio eventi, in sostituzione dei Circoli, deresponsabilizzandoli: Circoli che, a parte l’ospitalità del loro logo in contropartita di un contributo, andrebbero invece stimolati a fare in autonomia e quando necessità aiutati, con tutte le risorse della FASI, soddisfatti   i bisogni della Federazione.

Ci piacerebbe, invece, una Fasi che si organizza e struttura per darci in continuità assistenza legale, amministrativa, contabile, fiscale e gestionale…   Visto che le competenze oggigiorno richieste per condurre un’attività come la nostra sono aumentate, complicate e difficili.

2) Aspetti di democrazia: i Circoli che formano il Consiglio Nazionale Direttivo, ed ogni tre- quattro anni il Congresso, come oggi in Alghero, andrebbero coinvolti e informati SEMPRE con trasparenza e tempestività nelle decisioni che si intraprendono, specie quando queste decisioni interessano la formazione, l’allocazione e l’utilizzo delle risorse finanziarie e patrimoniali della Fasi e partecipate.  Occorre previamente e diffusamente informare il Consiglio Nazionale Direttivo per ottenere condivisioni e autorizzazioni democratiche e consapevoli. Limitando la procedura della “RATIFICHERIA” (passatemi il neologismo) alle cose di emergenza, come da Statuto.   Ad esempio, siamo del parere che: non si chiamano i soci al voto per modifiche allo Statuto e Regolamenti e/o per l’approvazione di bilanci e rendiconti SENZA PRIMA informare, per tempo, con dettagli e relazioni le modifiche, gli aggiornamenti e le poste di bilancio che si richiede di approvare.

3) Aspetti patrimoniali e di bilancio: su questo tema mi riferisco alle due partecipate, alle due società S.r.l., definite di servizio sociale. Noi Gremio da sempre abbiamo riconosciuto la caratteristica di servizio sociale alla Eurotarget S.r.l., impegnatissima sul tema della continuità territoriale e che, attraverso apposite convenzioni con i principali vettori, riesce ad assicurare ai soci e famiglie dei Circoli prezzi di viaggio più favorevoli. Dall’inizio, invece, non abbiamo riconosciuto questa prerogativa alla Sarda Tellus S.r.l. che opera, come noto, nel settore del commercio on line dei prodotti agroalimentari sardi. Attraverso questa iniziativa, ci pare, che la FASI abbia imboccato una strada impropria e rischiosa, che sa troppo di commercio e poco di cultura. Rispettiamo naturalmente le iniziali motivazioni e le buone intenzioni, finalizzate al tentativo di ottenere alcuni risultati in termini di risorse per i Circoli e di aiuto all’economia dell’Isola. Ma è un settore puramente commerciale, altamente competitivo che richiede grandi competenze e risorse adeguate.

 No mi paret roba pro nois! 

È vero come Circoli dobbiamo sostenere, per quanto possiamo, la nostra economia, e abbiamo la consapevolezza che il cibo è anche cultura. Il Gremio, come ritengo gli altri Circoli, è impegnatissimo, in tutti gli eventi a pubblicizzare e sostenere la cultura, le tradizioni, la storia e la geografia della nostra Terra e le sue eccellenze agroalimentari. Altra cosa però è l’acquisto e la vendita in proprio di questi prodotti, CON TUTTE LE IMPLICAZIONI DEL CASO.

E su questo, chiediamo che alcune difficoltà presenti, emerse nel corso del tempo, vengano chiarite, e portate a soluzione non appena possibile, nell’ambito dell’Assemblea dei soci. Riconsiderare e valutare in profondità il tema è doveroso, eliminando da subito anche eventuali situazioni di conflitto di interessi, che si hanno quando il Controllore è anche il Controllato.

Chiudo, richiamando la terza PIETRA: Soci e Amici, che in questi anni non ci hanno mai fatto mancare il loro preziosissimo contributo e soprattutto la loro vicinanza e affetto. 

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6 commenti

  1. Pietro Catzola

    Bravo

  2. Bravo Antonio❣️❣️❣️

  3. Caro Presidente, condivido il tuo intervento. Avrei bisogno di sapere se la Regione Sarda ha solo una funzione di sostegno nei confronti della Fasi, oppure una di vera e propria autorità vigilante o regolatrice o simile. Perchè in questo secondo caso andrebbe assolutamente chiamata in causa perchè adempia rigorosamente al suo dovere anche in materia di statuto, metodo congressuale e sua applicazione, etc. Nel primo caso, invece, cioè nel caso che la Fasi sia una semplice e libera federazione di circoli, sono del parere che il Gremio debba assumere una posizione ancora più ferma e pubblica sulla pratica democratica trasparente di essa. Altrimenti… potrebbe non valere la pena di impegnarcisi, e si alimenterebbe la osservazione di chi dice che in fondo anche i sardi sono facili a lamentarsi ma meno facili a testimoniare coerenza. Giuseppe Ecca.

    • Antonio Maria Masia

      Sulla base della Legge regionale del 1991, la Regione sostiene finanziariamente la FASI, ed anche i Circoli, ed ha poteri in materia di Statuto e Regolamenti.

  4. angelino mereu

    Bravo Antonio Maria Masia!

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