
in primo piano l’Assessora Desirè Manca e il Presidente F.A.S.I. Bastianino Mossa
di BARBARA REGINA
All’indomani della difficile chiusura dei lavori dell’8° congresso F.A.S.I. Federazione Associazioni Sarde in Italia, svoltosi ad Alghero, dal 16 al 19 ottobre, la sensazione è bipolare.
Da una parte la gratitudine di appartenere, anima e pelle, ad un circuito e ad un popolo così appassionato e vivo nel creare momenti di protezione della propria appartenenza e del legame con la terra madre, di cui orgogliosamente si fa porta bandiera nel mondo; dall’altra l’amarezza nel vedere come da un intento nobile e generoso si passi in un attimo a dinamiche che assomigliano troppo alle manovre della politica partitica della peggior specie.
Quello che si è vissuto nei 4 giorni algheresi, da appartenenti ai circoli a qualsiasi livello, dal delegato e presidente di Circolo, ai direttivi dei vari organi di governance, non può non accendere in ognuno un segnale di emergenza.
Le elezioni del direttivo della Federazione, sono state costantemente accompagnate da mozioni, contestazioni, esacerbazione di animi, che non esprimono semplicisticamente passione sanguigna e attaccamento alla causa, ma sono la denuncia a voce alta di un allontanamento dai valori primigeni di coesione e vicinanza.
Le prese di posizione intolleranti e il reiterato mancato ascolto della platea, i passi indietro promessi e poi disattesi, le tensioni alimentate da spiegazioni e modalità fumose, hanno portato al crearsi di due fazioni, il che è quanto di più lontano dai valori dell’associazionismo.
Una profonda spaccatura che, nonostante gli strenui tentativi di ricomposizione non si è sanata fino alla fine, anzi, è diventata, ad un certo punto, anche fisica, come al Parlamento: una “fazione” seduta nei sedili di un lato del Cinema Miramare, che ospitava il Congresso, e l’altra seduta alla parte opposta. Manca, come anche, per via di un sistema elettorale a lista bloccata, completamente l’area centrale, così come mancherà nel direttivo la rappresentanza dell’opposizione, mancanza generata dal sistema elettorale scelto.
Come delegati ci siamo ritrovati di rientro in aeroporto, a ricevere sguardi biechi e silenzi da chi era seduto dalla parte opposta nell’Assemblea, consci di aver ricevuto etichette usate come strumenti di potere che non corrispondono ai valori che si stanno portando avanti, mentre avremmo dovuto tornare a casa sodali e con gioia impaziente del prossimo incontro, seppur con idee divergenti.
Gli scrutini di questo travagliato confronto elettorale si sono conclusi solo a tarda notte e si trascinano dietro molte incertezze.
Un divario di appena 17 voti, che non può considerarsi una vittoria soddisfacente, di fatto rappresenta una maggioranza debole, che non riscuote pienamente la fiducia dei circoli che rappresenta, che sarà messa in discussione per tutto il mandato e che spingerà, come già si è sentito dire, molti circoli a riprendersi autonomia e non contare sull’azione condivisa.
Questo rappresenta nella vita della F.A.S.I. il primo grande fallimento: la rinuncia alla forza motore della base, in favore di una gestione verticistica perseguita ad ogni costo.
Si è parlato tanto di coinvolgimento dei giovani ma ha vinto un direttivo in cui un solo componente ha intorno ai 50 anni mentre la stragrande maggioranza supera di misura i 60, tenendo fuori i giovani con la scusa della non esperienza, anche se si tratta di trentacinquenni o quarantenni che hanno già dimostrato di aver lasciato la Sardegna giovanissimi ed essere riusciti a crearsi posizioni di lavoro e responsabilità di tutto rispetto.
Si è parlato di rinnovamento per competenze moderne e nuove, ma la lista che conteneva laureati che lavorano ogni giorno in un mondo moderno, ha dovuto fare un passo indietro davanti a pensionati che faticano a lasciare spazio al nuovo.
Grande però la consapevolezza positiva che esce alla fine dei conti:
nonostante il tentativo di rendere i giovani (che, per cronaca e per contesto, si estendono fino ai 50 anni) un puro presenzialismo, si è materializzata invece la loro forza, che basa le sue fondamenta su trasparenza, democrazia, rispetto e inclusione.
E’ nata una compattezza i cui principi e valori hanno comunque fatto un miracolo.
Come ha ricordato Sara Nicole Cancedda, la cui lista non ha passato per un soffio la tornata elettorale: “è stato un bell’esempio di democrazia diffusa, orizzontale, qualche volta anche troppo, ma ha rafforzato il nostro senso di essere squadra e di condivisione delle scelte”.
Si è fatto un cammino insieme che ha permesso di veder rafforzate relazioni e amicizie ed una maggiore conoscenza e consapevolezza.
Tutto quanto successo, fino all’epilogo, potrebbe sembrar lasciare l’amaro in bocca, è invece un ottimo punto di partenza da cui lavorare sempre e comunque per ritrovare l’unità completa della
F.A.S.I. e con tutti i circoli, puntando alla collaborazione con tutti i vertici possibili.
Un progetto degno dei valori e dell’animo che hanno sempre spinto i movimenti sardi a ritrovare “forza paris”.
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Bravissima Barbara,ottimo articolo!!!
la spaccatura che si è creata, di cui si è parlato tanto, non è qualcosa che ci appartiene, specialmente tra emigrati. Forse in Sardegna di più, per tanti motivi, perchè alcune cose lì si danno per scontate, ma tra chi è fuori si tende ad avvicinarsi, a lasciare le differenze di pensiero in cambio dello stare insieme, perchè questo ci fa sentire a casa, non soli. Perciò, molti che hanno assistito a quanto accaduto, per come è stato indotto e condotto, rifiutano questo modo di sentire e agire da “vespri sardi”. Il motto “tottus in pari”, il detto “forza paris” è il nostro simbolo e, noi dei circoli sardi in Italia, non ci rinunceremo.
Buongiorno sono emigrati da quasi 50 🤔venni quia 109 anni nel lontano 1977 lasciando il mio lavoro da pastore dai 13 anni ai 19 .durante una gita diciamolo così 😉mi trovai che mi dissero se stai qui c’è il lavoro. C’è la casa .io insieme al mio coetaneo nonché paesano torniamo in paese e vendiamo le pecore e via in su continente 😓dopo frequento il circolo di Bologna x anni più avanti il circolo di Fiorano Modenese dove con alcuni soci mettiamo su un gruppo di ballo io sono il suonatore dato che marrangio con. L’armonica a bocca 😉dopo 4.5 anni purtroppo il gruppo si disfa xchè non vogliono più venire xchè tra i parenti dei ballerini c’era sempre dei musi xchè facevano ballare questa e non quella e così via.ritorno al circolo di Bologna dopo tanti anni di dare una mano un po’ x tuttee manifestazioni.🤔mi danno il circolo in gestione oramai ridotto ad una m…. Xchè erano sempre in lite e i gestori di prima avevano lasciato tanti debiti 😓io con la mia famiglia lo mandiamo avanti con amore trattando tutti dico tutti sardi e non sardi come uno di famiglia 🤔nel corso degli anni me ne hanno combinato di tutti i colori.nel 2008 lasciamo la gestione xchè non era più possibile uno xchè non ce la volevano dare secondo xchè eravamo anchi stanchi noi ma no della gestione 🤔ma di tanti soci che lo volevano loro .alla fine facciamo i conti e ci devono dare 9.900 euro di merce che noi abbiamo comprato e che rimaneva nel bar.lanno controllata in 4 persone pezzo x pezzo .alla fine di settembre.ci dicono che verrò liquidato entro una settimana ma passano ben tre mesi e siamo a dicembre che durante una riunione mi fanno sapere che non mi avrebbero pagato il pane carasau che non si vendeva il pane carasau lo portato dal mio paese si primi di agosto e aveva scadenza gennaio 2009 .io li faccio presente che il pane lo dato a loro fine settembre ed era in ottime condizioni .ma loro niente non volevano pagarlo.torno a casa ne parlo con mia moglie .🤔io il giorno dopo telefono al presidente di allora un tale Tonino Mulas li spiego la faccenda .e mi disse di arrangiarmi che alla fasi non interessava niente 😌 ne parlo con mia moglie e mandiamo una lettera dal nostro avvocato 🤔un casino come ti permetti di mandare una lettera al circolo??? Bè era l’unico modo per essere tutelato.dopo un paio di mesi io essendo anche vicepresidente vicario del circolo mi fanno responsabile dell’andamento del bar.xche da settembre ad marzo il bar lo tenevano alcuni soci .come mi fanno responsabile del bar . subito organizzano una assemblea e vengo espulso 😓 motivazione?? 🤔X aver mandato la lettera dall’avvocato.io telefono di nuovo al presidente tale sempre Tonino Mulas e mi risponde di arrangiarmi ancora che a loro della fasi non interessava niente.ok mi rivolgo dal mio avvocato è rimando un’altra lettera e denuncio tutto e mando la lettera anche alla nostra regione.come la regione viene a sapere della denuncia chiama il tale presidente della fasi x delle spiegazioni .cosa dicono??? 😓Di non credere a una sola parola della mia denuncia che io x 8 anni che avevo il circolo in gestione non ho mai pagato mai nulla 😓anzi che il circolo stesso mi dava i soldi x le compete e mai restituite al circolo stesso 😭😭mi chiama la responsabile della regione e mi fa sapere Tutto quello che gli a detto il tale. Io li faccio sapere che noi dal primo giorno che abbiamo preso in mano la gestione abbiamo sempre pagato quello che ci avevano chiesto.e che abbiamo tutte le ricevute dal primo giorno all’ultimo giorno .mi disse se potevo mandarle in regione e io dissi di si abbiamo spedito tutto ed è scoppiato il casino .la regione non voleva più saperne della fasi e allora il tale mi ha incominciato a bombardare di telefonate e di invii di persone legate alla fasi e lui stesso Venne a. farmi cambiare e levare la denuncia.la denuncia gli ho detto che la levavo solo che quelle persone che mi anno espulso ingiustamente🤔 solo x gli affari loro che venissero espuse .niente di niente .si fanno i processi e guarda caso li a vinti chi??? Ma io xchè avevo ragione di questi labbari.dopo questo che e successo mi hanno boicottato nei vari circoli x aver denunciato il loschi individui .scusate se mi sono permesso e che molti non hanno il coraggio di denunciare quel che succede buona lettura e buona giornata a tutti 🤔 meno a chi ha causato tutto questo il primo la banda di Bologna il secondo il tale il terzo la presidente di Padova .il quarto su soringhe il quinto il dottor magre’l’ultimo???? Il saggio 👎👎👎e pensare che ogni volta che sono stato al suo circolo come poi in tutti i circoli portavo al mia allegri portavo gente e mai preso nulla in cambio ecco questa è comme io descrivo questa associazione 👎👎👎👎😭😭😭che si vergognino ad approfittarnsene delle persone buone
Bell’articolo QUESTO, apprezzato dal direttivo DEL CIRCOLO GRAZIA DELEDDA di VICENZA