
di TONINO DETTORI
Il 12 Luglio 2025 verrà ricordato come una data storica per l’inserimento del sito seriale “La tradizione funeraria nella Sardegna preistorica. Le domus de Janas” nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO con 17 componenti:
1) La Necropoli di Anghelu Ruju –Alghero
2) La Necropoli di Puttu Codinu -Villanova Monteleone
3) La Necropoli di Monte Siseri/S’Incantu-Putifigari
4) La Necropoli di Mesu e’Montes-Ossi
5) La Necropoli di Su Crucifissu Mannu-Porto Torres
6) Domus de Janas dell’Orto del Beneficio parrocchiale -Sennori
7) Domus de Janas della Rocca dell’elefante-Castelsardo
8) Parco dei Petroglifi-Cheremule
9) La Necropoli di Sant’Andrea Priu-Bonorva
10) La Necropoli di Sa Pala Larga-Bonorva
11) La Necropoli di Sos Furrighesos di Anela
12) La Necropoli di Ispiluncas-Sedilo
13) La Necropoli di Mandras/Mrandas-Ardauli
14) La Necropoli di Brodu –Oniferi
15) La Necropoli di Istevene Mamoiada
16) Parco archeologico di Pranu Mutteddu-Goni
17) La Necropoli di Montessu-Villaperuccio
Il merito del risultato raggiunto è da attribuire all’opera dell’ Archeologa Giuseppa Tanda, già Prof.ssa ordinaria di Preistoria e Protostoria presso l’Università degli Studi di Cagliari e Presidente del Centro Studi Identità e Memoria, vera anima del progetto, del Direttivo di questo organismo ( Barbara de Nicolò, Vice-Presidente, Giuseppina Marras, Luca Doro, Marco Di Gangi, Gian Paolo Cossu, Sara Mameli) e del Comune di Alghero , capofila della rete e dei Comuni aderenti alla proposta progettuale.
Dalla sintesi di rilevazione di ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) sul sito seriale con 26 componenti si rileva che “ la serie nominata non descrive il quadro completo della preistoria della Sardegna, come inizialmente previsto nel dossier di candidatura, a causa della scarsità di prove tangibili che permetterebbero di ricostruire alcuni aspetti legati all’organizzazione sociale e alla vita quotidiana delle comunità locali. ll campo funerario è meglio conosciuto, dimostrato da numerose tipiche strutture ipogee, le domus de janas, spesso utilizzate per millenni. Icomos ritiene che il bene nominato abbia il potenziale per giustificare il valore universale eccezionale sulla base del criterio 3 se la narrazione e la serie vengono riviste e rifocalizzate sulle pratiche funerarie delle comunità preistoriche della Sardegna, sulla loro evoluzione e sui cambiamenti nel tempo sotto l’influenza di sviluppi ideologici o di altro tipo, come dimostrato dalla varietà e complessità delle forme delle domus de janas utilizzate per lunghi periodi di tempo”.
“ ICOMOS raccomanda che la candidatura dell’arte e architettura nella preistoria della Sardegna,le domus de janas da parte dell’Italia, sia rinviata allo Stato per consentirgli di riformulare la giustificazione per l’iscrizione, concentrandosi sui modi in cui le domus de janas riflettono lo sviluppo delle pratiche e delle credenze funerarie delle comunità preistoriche, inclusi cambiamenti ideologici spirituali, sociali o di altro tipo nel tempo che possono essere osservati grazie alla longevità d’uso di queste strutture funerarie. Si raccomanda inoltre di ridurre la serie includendo solo le strutture ipogee note come domus de janas e di riconsiderare la selezione delle parti componenti per garantire che ciascuna di esse contribuisca individualmente in modo sostanziale al potenziale valore universale eccezionale, assicurando al contempo che i legami culturali, sociali o funzionali tra le parti componenti nel tempo forniscano un senso di connettività all’intera serie rivista e stabiliscano un adeguato sistema di governance per il bene nominato rivista, tenendo conto di tutte le parti interessate rilevanti”.
“Dopo ICOMOS è intervenuta la Grecia che ha presentato un emendamento co-redatto con il Messico e la Repubblica di Corea, secondo il quale il sito seriale, con l’esclusione di alcuni componenti, soddisfa pienamente il Criterio 3 ed è pronto per l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale.
In seguito al commento della Grecia anche Corea, Belgio, Ucraina, Vietnam, Qatar, India, Giamaica, Argentina, Kazakistan, Libano, Saint Vincent e Grenadine, Ruanda appoggiano l’emendamento presentato dalla Grecia e chiedono l’immediata iscrizione del sito seriale con l’esclusione di alcune componenti e lasciando solo le domus de janas. Anche India, Giappone, Kenia, Senegal, Zambia e Bulgaria, che non hanno avuto la possibilità di intervenire per questioni di tempo, si dichiarano favorevoli.
Il sito seriale è stato iscritto sulla lista del patrimonio mondiale in base al Criterio 3 relativo al patrimonio culturale, ossia, una testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà, vivente o scomparsa. Questo criterio valuta quanto un sito o un elemento culturale rappresenti in modo eccezionale una specifica tradizione, sia essa ancora viva o appartenente al passato”.
Le fasi progettuali sono state lunghe. Infatti, già dal “26 Ottobre 2018 il CeSim (Centro Studi Identità e Memoria) presentava per la prima volta l’idea progettuale al Convegno Internazionale di Studi “Le domus de Janas decorate: patrimonio dell’Umanità?“, tenutosi a Nuoro.
“Il 21 Marzo 2021 fu trasmessa la richiesta di iscrizione del sito seriale “Arte e Architettura nella Preistoria della Sardegna, Le Domus de Janas” nella Tentative List dell’Unesco, con 35 monumenti/ complessi monumentali candidati (strutture civili, strutture di culto e strutture funerarie).
L’8 Aprile 2021 venne accolta la richiesta di iscrizione del sito seriale nella Lista Propositiva Italiana.
Il 15 Gennaio 2024 fu consegnato all’UNESCO un dettagliato Dossier di candidatura necessario per la valutazione dell’iscrizione del sito seriale “Arte e Architettura nella Preistoria della Sardegna, Le Domus de Janas” nella lista del Patrimonio Mondiale. Dopo una prima selezione il sito seriale è stato ridotto a 26 componenti.
Con tanta tempestività, il 25 Gennaio 2024, Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha deliberato il sito seriale quale UNICA CANDIDATURA ITALIANA alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’ UNESCO per il 2025.
Fra il 20-30 Agosto 2024, un Ispettore ICOMOS, lo spagnolo José Simon Gornés Hachero, visitò il sito seriale e, contemporaneamente, l’ICOMOS proseguì l’analisi di tutta la documentazione fornita.
Il 12 LUGLIO 2025, il sito seriale “LA TRADIZIONE FUNERARIA NELLA SARDEGNA PREISTORICA. LE DOMUS DE JANAS” è stato finalmente inserito con unanime successo nella LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE UNESCO con 17 componenti.
Si tratta del 61° sito Italiano inserito nel Patrimonio Mondiale UNESCO.
La Necropoli di “ Sos Furrighesos” di Anela (SS), inserita dovutamente in tale lista contiene “ la più alta concentrazione di Arte Ipogeica in Sardegna”, come aveva sostenuto con grande competenza il grande Archeologo Prof. Giovanni Lilliu,Docente ordinario di Antichità Sarde-Facoltà di Lettere dell’Università di Cagliari e Accademico dei Lincei, durante un convegno regionale di studi su ”Arte e Religione in Sardegna nella Necropoli di Sos Furrighesos di Anela (SS)”,tenutosi il 20 Dicembre 1987 nella nuova aula consiliare di questo Comune , organizzato dall’allora Sindaco Antonio Dettori e dall’Amministrazione Comunale che rappresentava. La presenza della Prof.ssa Giuseppa Tanda, allora Docente Associata di antichità Sarde-Facoltà di Magistero-Università di Sassari, autrice dell’opera in due volumi “Arte e Religione in Sardegna nella Necropoli di Sos Furrighesos”, ed. Chiarella, del Prof. Ercole Contu, Docente Ordinario di Antichità Sarde-Facoltà di Magistero dell’Università di Sassari e di altri Archeologi hanno illustrato esaurientemente l’importanza di questa Necropoli a livello Regionale, Europeo e di valenza Mediterranea.
Costituita da 18 Domus de Janas, scavate su un esteso costone trachitico che costeggia il fiume Butule e su Pranu de Oschiri, ai confini del Comune di Anela e quello di Nughedu S. Nicolò, domina un’incantevole zona lussureggiante, oltremodo suggestiva dal punto di vista geomorfologico, naturalistico e paesaggistico, impreziosita da Arte, Storia e Leggende.
Come sostiene la Prof.ssa Giuseppina Marras, Direttivo CeSIM, “le prime notizie riguardanti la Necropoli risalgono ad Antonio Taramelli (1931) al quale, dopo un lungo silenzio, segue una segnalazione del Prof. Ercole Contu del 1970”. Nel 1984 vengono pubblicati i due volumi della Prof.ssa G. Tanda in cui “riporta gli esiti degli scavi compiuti negli anni 1973 e1974, il catalogo degli ipogei, lo studio dei monumenti e dei suoi elementi funzionali, architettonici e decorativi “. Occorre sempre vigilare, salvaguardare e valorizzare costantemente nel tempo questo preziosissimo monumento per garantirne a tutti la fruibilità ed Eternità. E bene ha fatto l’Amministrazione Comunale di Anela a seguire con attenzione i lavori progettuali che dovevano portare negli anni ’80 del secolo scorso.
All’imbrigliamento delle acque del Butule e del Calambru attraverso la realizzazione di due invasi collegati da una galleria lunga circa 5 Km. con la capacità complessiva di 80 milioni di mc.
La D.ssa Fulvia Lo Schiavo, Sovrintendente ai Beni Archeologici delle Province di Sassari e di Nuoro chiese immediatamente di conoscere ed averegli elaborati tecnico-scientifici sull’opera in questione alle competenti autorità ed al Consorzio di Bonifica di Santa Lucia, Comune di Bonorva, con sede a Sassari, informando nel contempo le Amministazioni comunali di Anela e di Nughedu S.Nicolò sull’eventuale sommersione di alcuni ipogei,ricadenti nei rispettivi Comuni. Nella nota del 21/02/1985 della stessa soprintendenza si legge testualmente che” quattro ipogei di Sos Furrighesos verrebbero sommersi ed altri cinque parzialmente interessati dalle acque”. La nota sottolineva altresì che “Le Domus de janas di Sos Furrighesos (Anela) e la Fonte Sacra di Cuccuru Mudeju (Nughedu S. Nicolò), ambedue notificate rispettivamente con D.M. 24 Novembre 1971 e con D.M. 10/10/1984, sono non solo i monumenti archeologici più rilevanti interessati dall’area di invaso, ma altresì di altissima rilevanza scientifica perl’archeologia della Sardegna in quanto unici nel loro genere”. Il Comune di Anela preparò le opportune strategie, le azioni e proteste più efficaci a seguito di un ampio dibattito sugli atti ufficiali esaminati dal Consiglio Comunale e votate all’unanimità dai Consiglieri presenti (Delibera del CC. Del 16/03/1985). Si ebbero risposte rassicuranti in merito dagli organismi competenti e continuaronole proposte di valorizzazione della Necropoli con le richieste finanziarie annuali, corredate da relazioni di autorevoli Archeologi, in primis dalla Prof.ssa G. Tanda, indirizzate ai vari Assessorati regionali della Sardegna, rimaste purtroppo e spesso inevase.
Unica nota di merito: l’intervento progettuale portato avanti dalla VII Comunità Montana del Goceano negli anni ’80-90 del secolo scorso per la costruzione della strada da “ Base eliportuale montana di Anela-Sos Furrighesos”, su proposta dei due Assessori di Anela( Dettori A. e Sanna A.L.), con fondi della Cassa DDPP. , recentemente oggetto di straordinarie pulizie del sito effettuate e dall’acquisto dell’area del sito archeologico da parte della attuale Amministrazione Comunale, inserita, dopo alcuni decenni di trattative con i Proprietari , nei beni comunali,in vista dell’ultimo sovralluogo del Commissario UNESCO e della proposta di inclusione nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
La Necropoli di “Sos Furrighesos”, risalente al III millennio a.c.,utilizzata anche per molti secoli successivi, comprende 18 Domus de Janas,17disposte su tre livelli fino ad arrivare a 20m di altezza e La tomba XV sul pianoro, nei pressi della casa Bullitta , di un Nuraghe e dei resti di alcune capanne circolari di un villaggio nuragico. L’accesso alle Domus, in ascesa ed in discesa al e dal pianoro è garantito da piccole tacche e pedarole, scavate sul costone. Le canalette, scavate ai lati delle Domus, le hanno protette efficacemente dall’azione erosiva delle acque meteoriche.
Come sostiene la Prof.ssa G. Marras (CeSIM) “Le planimetrie prevalenti sono di tipo semplice,monocellulari,bicellulari, a “T”; assenti gli schemi complessi e disordinati. La Necropli restituisce la più alta concentrazione di motivi figurativi d’arte preistorica dell’Isola, siano essi a carattere funzionale, architettonico o cultuale scolpiti, incisi e dipinti, all’interno o all’esterno delle sepolture. All’interno degli ipogei si osservano pilastri, colonne,lesene, fasce in rilievo, rappresentazione del tetto a doppio o unico spiovente, zoccoli, setti divisori, banconi, lettucci funebri. “Risale al 2011 il completamento dello scavo stratigrafico della tomba XV da parte da parte della Prof.ssa Giuseppina Marras, al quale seguì il restauro.
“Tra le incisioni si riconoscono anche antropomorfi, tra i quali si sottolineano quelli incisi a martellina nella parete d’ingresso dell’anticella della tomba XV, uno dei quali definito come “orante”. “Tra le figurazioni di carattere magico-religiosohanno particolare interesse i motivi che compaiono nelle tombe II, VI, VIII, IX, XI, XII, XV.
Frequente il motivo corniforme, rappresentato in diversi stili, singolo o multiplo,più o meno stilizzato”. Nella tomba VI è presente l’unica protome bovina scolpita in stile naturalistica. Forse a causa di vari atti vandalici distruttivi, fra i quali è da citare quello che ha interessato irreparabilmente la protome taurina della Tomba IX “Sa Tumba ‘e Su RE“, una delle più importanti della Necropoli. “Nella cella maggiore della tomba II una complessa decorazione interessa tutta la parete, messa in risalto dalla pittura rossa; è costituita da una falsa porta e fasce piatte in leggero rilievo ai lati dell’architrave, sovrastata da un’altra fascia continua.
La stessa decorazione si ripete nella parete opposta di ingresso, ma in essa la falsa porta è sostituita dal portello vero e proprio.
Più stilizzati i motivi cultuali incisi nelle tombe VIII, IX e XI in cui il corniforme è rappresentato con un rettangolo non concluso in alto.
La falsa porta è presente scolpita nelle tombe II, VI e VIII, dipinta nella tomba XII. In quest’ultima tomba è presente un focolare realizzato nel pavimento, con quattro cerchi concentrici incisi. Altri motivi: armi, motivi stellari, motivi geometrici”.
“Nelle raffigurazioni sono state individuate diverse fasi cronologiche. Mentre i motivi scolpiti sono più recenti, i motivi incisi a martellina si dividono in quattro fasi d’ambito preistorico e protostorico.” Per quanto riguarda l’utilizzo ed il riadattamento delle Domus in periodi successivi, la Prof.ssa G. Marras, concludendo il suo autorevole intervento su “La Necropoli di Sos Furrighesos -Anela verso il riconoscimento UNESCO”, qui opportunamente più volte citato, rileva che nella facciata tomba IX è stata abbattuta, in età nuragica, l’anticella e sostituita dall’ingresso monumentale della stele centinata scolpita nella roccia che ancora oggi possiamo vedere”. Da ricordare che nel 2021 la Prof.ssa G. Tanda fece “un’attenta e dettagliata analisi dei motivi figurativi dell’arte preistorica sarda in cui, la Necropoli di Sos Furrighesos, ha una parte rilevante”.
Secondo la mitologia sarda, le Domus de Janas rappresentano le dimore delle fate tessitrici che vi nascondevano i loro tesori. Le strutture architettoniche delle tombe rappresentano le case dei vivi con tanti sorprendenti dettagli. Caratteristiche che ci apparentano a tradizioni funerarie diffuse in molte parti del mondo.
Come valorizzare questa Necropoli, una “Pietra Miliare” del Turismo “ARCHEO-Culturale della Sardegna? E’ obbligo sociale suggerire la creazione di una caratteristica “location” per soddisfare e garantire le varie esigenze turistiche e migliorare la viabilità per raggiungere questa meravigliosa zona sub-montana del territorio comunale di Anela. Sono comunque molte le escursioni effettuate dalla montagna di Anela verso la Necropoli con tanto di qualificate Guide Turistiche. Tale obiettivo va inserito nel quadro di una valorizzazione armonica del nostro territorio che offre ampiamente bellezze uniche dal punto di vista ambientale, naturalistico, paesaggistico e culturali. Da non trascurare “l’Educazione del Rispetto” di questo sito, condannando gli episodi vandalici che lo hanno a volte deturpato e impoverito per contribuire a rafforzare il buon senso civico e tramandare ai Giovani competenze culturali che potrebbero diventare anche occasioni di lavoro e normale e intelligente collegamento per le future generazioni. La Necropoli di Sos Furrighesos di Anela è ormai Patrimonio dell’UMANITA’.
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