
Sara Nicole Cancedda e Rita Danila Murgia
di SARA NICOLE CANCEDDA e RITA DANILA MURGIA
Alla Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, all’Assessora al Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna Alma Desirè Manca, a tutte le Consigliere Regionali, alla Consigliere di Parità Maria Tiziana Putzolu, alla Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Vittorina Baire, Presidenti dei circoli FASI, Delegati al Congresso, referenti Donne e referenti Giovani.
Gentile Presidente, Gentile Assessora, Gentilissime Consigliere, Gentili Presidenti, Delegati, referenti Donne e referenti Giovani.
Scriviamo la presente per portare alla Vostra attenzione alcune preoccupanti ed inaspettate proposte di modifica dello Statuto, del Regolamento di Attuazione e del Regolamento Congressuale della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia – FASI APS, che andrebbero a minare in modo gravissimo la partecipazione di giovani e donne alla vita democratica della Federazione.
In base all’attuale Statuto ed al Regolamento di Attuazione, al Congresso FASI per ciascun circolo partecipano con diritto di voto il presidente, un delegato, una delegata donna e un delegato giovane. Ciascuno di essi ha diritto di voto per la nomina dei componenti del Comitato Esecutivo e degli altri organi sociali nazionali, in un assetto che mira a garantire ed incentivare l’equa partecipazione di genere ed il coinvolgimento dei giovani nella vita della Federazione.
Tuttavia, a pochissimi giorni dall’8º Congresso della FASI, previsto ad Alghero dal 16 al 19 ottobre, senza alcun preventivo dibattito in merito, il presidente della Federazione Bastianino Mossa ha presentato al Comitato Esecutivo una proposta di modifica dei dello Statuto, del Regolamento di Attuazione e del Regolamento Congressuale in base alla quale, tra i soggetti sopra indicati, soltanto i presidenti di circolo avrebbero diritto di elettorato attivo e passivo per il Comitato Esecutivo e per gli altri organi sociali nazionali.
Tale proposta, se accolta, abrogherebbe il diritto al voto della delegata donna e del delegato giovane (oltre che dell’ulteriore delegato) ed escluderebbe totalmente la possibilità per questi ultimi di presentare la propria candidatura, confinandoli nei rispettivi coordinamenti.
Alla luce di questa proposta di riforma, la partecipazione di giovani e donne al massimo consesso della Federazione sarebbe puramente “scenica”, parteciperebbero al Congresso come figuranti, senza poter prendere parte ai processi decisionali della Federazione, dei quali sarebbero semplici spettatori passivi.
Tale proposta risulta inaccettabile e scandalosa in un momento storico in cui, al contrario, è doveroso assicurare la parità di genere in ogni contesto e incoraggiare la partecipazione dei giovani alla vita politica e sociale del Paese.
Parità di genere e partecipazione giovanile sono infatti pilastri cardine di ogni società democratica che abbia una visione del presente e del futuro. Giovani e donne hanno contribuito alla nascita della Federazione e fanno parte integrante e fondamentale della sua storia.
Peraltro, è grandissima l’amarezza nel rilevare che una simile proposta nasca proprio nel mondo dell’emigrazione sarda, una emigrazione fatta di giovani e donne!
Non dovrebbe essere necessario ricordare che l’emigrazione sarda è un unicum per la sua costante alta componente femminile: “una storia di donne in cammino”, dalle donne di ieri, alle studentesse e alle lavoratrici di oggi, tutte con una storia di integrazione e inclusione nei territori che le hanno accolte.
Non dovrebbe servire neanche ricordare l’emigrazione di giovani dalla Sardegna in costante aumento: 13mila sardi tra il 2021 e il 2023 sono emigrati per studio o lavoro. Questi giovani costituiscono una preziosa risorsa per la Federazione e i circoli, e il loro apporto dovrebbe essere valorizzato e non marginalizzato.
Ancora di più sconcerta che una simile proposta, che riduce il grado di partecipazione dei giovani ai processi decisionali della Federazione, giunga proprio a pochi giorni dalla prima Convention dei Giovani Sardi nel Mondo, che si terrà ad Alghero dal 22 al 24 ottobre 2025, e che indica la chiara volontà della Regione Sardegna di accogliere e valorizzare i suoi giovani emigrati.
Potremmo fare tante considerazioni sulla legittimità della proposta e delle modalità con cui è stata avanzata, sulle carenze logiche, giuridiche ed etiche del testo proposto, ma vogliamo qui limitarci ad un dato centrale: la proposta limita fortemente la partecipazione di giovani e donne alla vita democratica della Federazione e su questo punto vogliamo porre una ferrea opposizione.
Chiediamo quindi, con questa lettera, il vostro supporto ed il vostro sostegno per difendere la partecipazione democratica di donne e giovani alla vita della Federazione con una mobilitazione ed una presa di posizione trasversale alle istituzioni ed ai partiti politici di appartenenza.
Siamo certe e certi che su questo punto troveremo pieno sostegno da chiunque abbia a cuore il presente e il futuro del mondo dell’emigrazione organizzata.
Per il Coordinamento Donne FASI: Rita Danila Murgia
Per il Coordinamento Giovani FASI: Sara Nicole Cancedda
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Blá,blà,blà,e poi blà.
Enzo Cugusi 🤔
Esageradasa !! Sezisi torrende a arzare su muru e Berlino! Auguri meda! Cando amusu a imparare a iscurtare Ada a essere tempus coladu!
Enzo Cugusi che brutta risposta!
Enzo, il solito modo di porsi. Ma nulla di concreto, come tua consuetudine
Un commento inappropriato. Enzo Cugusi: hai letto attentamente la lettera?
Tottus in PARI le consuetudini belle vanno difese…queste sono pessime consuetudini e vanno respinte al mittente. Il confronto è sempre un valore, così come la diversità di opinioni!
Enzo Cugusi MONDO DELL’EMIGRAZIONE SARDA DA RESETTARE IN TOTO!
Enzo Cugusi , sono passati almeno 30 anni da quando ti conosco, dalla tua bocca non è mai uscita una frase che abbia avuto senso. Neanche il fatto che sia stato eletto ,presidente del circolo di Civitavecchia ha senso, i soliti manini di qualche circolo pur di non perdere visibilità e contributi. Dopo più di mezzo secolo fate un passo indietro, vi farebbe solo onore !!
Riguardo alla lettera inviata alla Regione da parte delle ragazze che giustamente hanno denunciato un fatto increscioso, nella mia esperienza cinquantennale al circolo di Bologna e 10 anni in FASI in qualità di membro dei probiviri, non ho mai assistito ad una ingiustizia del genere, le donne e i giovani sono sempre stati un valore aggiunto ,per circoli e congressi.
Le cose sono due ,o si ha paura della potenza di donne e giovani, oppure il presidente ha sicuri i voti di tanti uomini e non delle donne e giovani. Questa la chiamo , paura di perdere le elezioni. Chiedo perdono per la mia schiettezza, chi mi conosce sa che certe ingiustizie non le condivido.
Enzo esplicita meglio la tua posizione
Maria Olianas tutti i nodi stanno venendo al pettine. E lo denunciamo da tempo come circoli fuori dal ‘sistema Fasi’. Ma sempre presenti ed attivi!
Gianraimondo Farina basta un po di maschilismo in meno nei circoli e nei congressi, tutto andrebbe liscio. Ho fatto 6 congressi da delegata e candidata, qualcosina la posso dire !
Maria Nives Cabizzosu si, ahimè. Confermo,un vero e trito blà, blà.
Maria Olianas signora Olianas non la conosco ma mi piace la sua schiettezza. Complimenti
Sandra siete troppo forti. Avanti tottus in pari
Rosa Policarpo grazie, non riesco a fare la falsa , poi magari mi faccio odiare ,ma non fa niente.🤗🤗
Se i delegati di donne e giovani non hanno diritto di voto la loro esistenza stessa diventa solo scenica. Le quote di rappresentanze speciali servono esattamente a dare parola a persone che, per dinamiche varie, spesso restano escluse dalle posizioni decisionali. In sintesi: è come se la FASI dicesse che gli stessi coordinamenti di donne e giovani sono solo delle concessioni di facciata… Non è per niente una bella figura.
Anche solo il pensiero di togliere il voto a Donne e Giovani è un grave atto di autoritarismo e discriminazione oltre che un sopruso. Ho sottoscritto la lettera di Sara e Rita e confermo che avallare questa proposta sarebbe come tornare indietro nel tempo, vanificando gli sforzi fatti da donne, giovani e uomini che credono nella democrazia e nella parità dei diritti.
Dina Meloni Presidente Circolo Peppino Mereu di Siena
Non è necessario alcun cambiamento, i regolamenti FASI sono ottimi così.
Che proposta indecente