
Jacopo e Giacomo nell’immagine di Giulia Camba
di ELISA MELE SEUL
Certe risate ti restano addosso come un profumo familiare.
Ad Oristano, il 19/20/21 Settembre 2025, Jacopo Cullin e Gabriele Cossu hanno ricordato a tutti che la comicità, quando è intelligente, unisce.
Dopo aver registrato il tutto esaurito in Sardegna e nelle principali città italiane, lo spettacolo È inutile a dire arriva a Bologna il 2 novembre per l’ultima data del tour nazionale. Un’occasione da non perdere per i tanti sardi che vivono lontani, ma che attraverso il teatro possono ritrovare un contatto profondo con la propria terra d’origine e con quella autoironia che è da sempre la sua più grande forza.
Autentico cult della comicità contemporanea, È inutile a dire ha conquistato il pubblico con il suo equilibrio perfetto tra spontaneità e intelligenza, tra risata e riflessione. Jacopo Cullin, affiancato da Gabriele Cossu e accompagnato dal vivo dai musicisti Matteo Gallus (violino), Riccardo Sanna (fisarmonica) e Andrea Lai (contrabbasso), porta in scena le sue maschere più amate: dal Signor Tonino a Salvatore Pilloni, fino ad Angioletto Biddi ’e Proccu, in un’opera teatrale che mescola comicità irresistibile e momenti di recitazione disarmante.
A Bologna, lo spettacolo sarà proposto nella sua forma originale, con solo minime traduzioni per rendere comprensibili alcune espressioni tipiche. Ma la comunicazione fisica di Cullin va ben oltre la lingua: ogni pausa, ogni sguardo, ogni gesto dell’attore dice più di mille parole.

Jacopo (foto di Sara Montalbano)
Diviso in tre atti, È inutile a dire scorre con ritmo brillante grazie a Gabriele Cossu, che fa da filo conduttore e accompagna Cullin in un viaggio fatto di ironia, tenerezza e grande empatia. Insieme portano in scena una Sardegna di oggi, sospesa tra tradizione e cambiamento, dove la risata diventa antropologia emotiva.
Nel Campidano, si usa l’espressione “daor’e barrasa” per dire che si è riso troppo, letteralmente dolore alle mandibole, l’unico effetto collaterale garantito da questo spettacolo.
Trovarsi tra centinaia di persone che ridono assieme ristabilisce una connessione umana necessaria e speciale. Cullin e Cossu non sono solo comici o attori, sul palco si esprimono come artigiani delle emozioni, capaci di trasformare la quotidianità in arte e di restituirci, attraverso la risata, uno sguardo onesto su noi stessi.
In un mondo che scorre veloce e virtuale, È inutile a dire ci ricorda che ridere insieme è un atto d’amore, ci ricordano quanto sia reale, e vitale, ritrovare un’umanità che il mondo digitale tende a disperdere.
Come direbbe Pirandello, “siamo uno, nessuno e centomila”, ma per fortuna, almeno per una sera, grazie a Cullin e Cossu, possiamo essere tutti la stessa cosa: un pubblico che ride, si emoziona e si riconosce.

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