QUEL FILO SPEZZATO TRA LA RIVISTA ‘TOTTUS IN PARI’ E I CONGRESSI DELLA F.A.S.I.

Siamo alla vigilia dell’ottavo Congresso della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia, che si terrà ad Alghero dal 16 al 19 ottobre.

Un evento che nelle precedenti edizioni, dal punto di vista dell’informazione, ha sempre visto in prima fila anche il supporto della testata online ‘Tottus in Pari’. Aveva un anno di vita quando nel 1998 presenziò al Congresso di Olbia. Presidente fu eletto il coriaceo Filippo Soggiu.

A coordinare la sala stampa per la Federazione, c’era Paolo Pulina, colui che da quell’anno in poi, divenne a titolo personale, una sorte di pigmalione nel mondo pubblicistico.

‘Tottus in Pari’ è nato a Cinisello Balsamo, presso il circolo AMIS di cui ero vice Presidente, dall’allora gruppo giovani dell’associazione. Fra la testata e la F.A.S.I. c’è sempre stato un filo conduttore importante e una sinergia d’intenti. La peculiarità principale di ‘Tottus in Pari’ è sempre stata quella di essere dedita al mondo dell’emigrazione sarda organizzata.

Così è stato a Genova 2002 e Milano 2006, con l’elezione di Tonino Mulas.

Ad Abano Terme nel 2011 e a Quartu Sant’Elena nel 2016, dove la presidenza è spettata a Serafina Mascia.

L’atto, quello di Milano 2021, ultima rappresentazione teatrale in sala stampa del sottoscritto e di Paolo Pulina (scomparso lo scorso anno), ha realmente cambiato le circostanze.

Con l’elezione alla Presidenza di Bastianino Mossa, il mondo F.A.S.I. sostanzialmente ha cambiato d’abito, modificando le priorità.

Con il passare dei mesi e degli anni, il “vecchio modello F.A.S.I.” ovattato e notevolmente considerato, formato da pregevoli ed innumerevoli iniziative e grandi progetti che mettevano in evidenza la cultura dell’isola, è stato messo ai margini, per adottare un sistema di conduzione oligarchica narcisistica, complessivamente diversa.

Tuttavia, mi limito a riflettere sul “mio mondo”, quello della comunicazione, nel pieno rispetto delle parti.

Con la testata in questi 27 anni sono stati dedicati numeri speciali ai Congressi F.A.S.I. focalizzandoci sui resoconti delle giornate di dibattito. Ma anche numeri speciali che anticipavano gli eventi, dedicati alle discussioni delle Circoscrizioni e alle Tesi Congressuali, di cui quest’anno non si son viste nemmeno le ombre.

Al fianco della F.A.S.I. abbiamo fatto da piccola cassa di risonanza quando si è “battagliato” per una giusta continuità territoriale nei trasporti, per dar sostegno all’isola nell’economia, nel lavoro, nella promozione del sistema enogastronomico dei territori. O negli innumerevoli progetti creati in sinergia con la Regione Sardegna nel sorreggere varie qualità dell’isola: dalla cultura alla musica, per fare alcuni esempi.

Al Alghero fra pochi giorni, ‘Tottus in Pari’ non sarà presente, ci limiteremo a “rubare” le notizie che appariranno qua e là, per dare una giusta continuità al nostro lavoro. E per coloro che da sempre ci seguono.

Il filo si è spezzato.

Ci sono grossi nuvoloni nel cielo sul futuro della F.A.S.I., dove i risvolti umani di un tempo, sono un disegno antico in cui il linguaggio espressivo d’insieme, ha perso consistenza e concretezza.

Nonostante tutto nei mesi scorsi abbiamo dato voce a coloro che hanno sempre sostenuto il nostro spazio nell’informazione, affrontando le tematiche F.A.S.I. che portavano ai contesti prettamente congressuali.

Ragionamenti validi e di valore, screditati talvolta da dissimulatori con commenti ostili nel nostro sito, preparati a tavolino che hanno fatto sorridere (eufemismo).

Cito i pregevoli contributi di Tonino Mulas, Elio Turis, Angelino Mereu, Dina Meloni, Maria Vittoria Serru, Sandra Capuzzi. Plauso personale dovuto a Maurizio Sechi che dal punto di vista tecnico, si è sempre preso cura del nostro sito tenendolo in vita, soprattutto nell’ultimo periodo che ha subito un duro attacco hacker.

Per ‘Tottus in Pari’ è arrivato il momento della riflessione. In prossimità dei trent’anni (nel 2027), è necessario cogliere i segnali. Fare una pausa di valutazione.

Avevo 28 anni quando usciva il numero 1 di TIP, ne ho 56 oggi che siamo in prossimità del numero 1060.

Il campo di schietto confronto è sempre stato l’online e le piattaforme social. Quest’anno tocchiamo i 4 milioni di visitatori dalla trasformazione in sito (2017) e la pagina facebook è in prossimità del 13mila followers.

Tanti? Pochi? Non lo so, non spetta a me dirlo.

Ma un numero sufficiente per aver rispetto di tutte le persone che ci hanno regalato un contributo, un clic o un like, giusto per utilizzare temini moderni.

Non abbiamo mai avuto le risorse per un creare un qualcosa di diverso da quello che quotidianamente viene proposto. Nel frattempo la testata è cresciuta molto anche in Sardegna, che ad oggi ha quasi il 70% dei visitatori quotidiani.

Anche grazie alle sinergie con altre testate online dell’isola, che coltiviamo da sempre.

Siamo sempre rimasti indietro di un passo dal Messaggero Sardo, fino a quando i fratelli De Candia uscivano con una edizione cartacea.

Mezzo passo indietro (e anche meno direi) con l’Unione Sarda nel breve periodo in cui l’editore Zuncheddu, da Milano, aveva dato spazio all’emigrazione sarda organizzata con una pagina settimanale nel primo quotidiano dell’isola denominata “I sardi nel mondo”.

E oggi, con un Messaggero Sardo che ha tirato i remi in barca, TIP si mantiene un passo indietro a chi ha il canale privilegiato nella comunicazione, ovvero lo spazio curato dal giornalista Luciano Piras sulla Nuova Sardegna.

Fino a qualche anno fa, grazie alla mia presenza attiva nei circoli con la partecipazione agli eventi, ai Direttivi Nazionali F.A.S.I., alle riunioni di Circoscrizione, il nostro bacino d’utenza per eccellenza, era la Lombardia.

Oggi posso affermare, che il baricentro si è spostato molto più a sud, tra la Toscana e il Lazio, dove il seguito è maggiore. Ed è giusto da parte mia, rendere omaggio ai followers di quel territorio.

Ma le porte saranno sempre aperte fino a quando la testata rimarrà in vita, a tutti i sardi nel mondo, alle associazioni sarde che vorranno dar credito al nostro piccolo e forse prezioso lavoro.

Ad Alghero si terrà l’VIII Congresso F.A.S.I. e mi auguro di tutto cuore, che le nuvole cariche di pioggia in cielo, possano essere spazzate via da una semplice brezza leggera di umanità, di armonia d’intenti.

Di un lavoro di squadra che è sempre stato il fiore all’occhiello del mondo F.A.S.I. negli anni passati.

Sin da quel giorno in cui partecipammo alla Stazione Marittima di Olbia nel 1998 ad un viaggio che mi ha giornalisticamente parlando, coinvolto e appassionato.

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16 commenti

  1. Cristoforo Puddu

    Ciao Max, condivido pienamente la tua serena e precisa disamina; non posso che sottoscrivere l’analisi e sottolineare la profonda disattenzione verso Tottus in Pari dell’attuale Fasi e l’abbandono totale alla deriva della storica testata del Messaggero Sardo (la motivazione ufficiale: “non è stato rinnovato l’incarico dalla Regione”… nemmeno per realizzare i due numeri di giugno e dicembre 2025!).
    Rimpiango, come persona e amico, l’indimenticabile Paolo Pulina -voce dell’emigrazione- ed ho timore che il suo esempio e messaggio comunicativo sia stato già dimenticato.
    La FASI ora vola alta… distante dalla base dell’emigrazione sarda???
    Isperamus in menzus dies!!!

    • Vittorio Castellini

      Ciao Cristoforo e Ciao Massimiliano, condivido tutto quello che avete scritto,e ricordando tutto quello che ha fatto Paolo Pulina.🙏 Un caro saluto e Forza Paris sempre con Tottus in Pari!💙💪❤️

  2. angelino mereu

    Che dire Massimiliano: la realtà è davanti agli occhi di tutti e quanto scrivi lascia un po’ di amaro in bocca, oltre alle preoccupazioni per quanto la FASI sta facendo e per quanto farà.
    Ad Alghero, per mia precisa scelta, non ci sarò neanche io. Il circolo ACSIT di Firenze ha espresso dei delegati all’insegna del ricambio e del rinnovamento. Delegati che vengono fuori da esperienze discusse e condivise all’interno dell’Associazione, in grado, quindi, di portare una “sana” ventata di novità e rinnovamento che, mi pare, sia “la merce” che in questo momento più manca alla FASI.
    Un caro saluto e ci vediamo presto sulle pagine di TiP che, a prescindere dalle scelte della Federazione, rimane uno strumento fondamentale per il mondo dell’emigrazione sarda.
    Saludos

  3. maria vittoria serru

    Un grazie sentito e un augurio che un vento “nuovo” spazzi le nuvole nere…❤

  4. Giovanni Cervo

    Ho letto “Quel filo spezzato…..” e sono molto dispiaciuto
    per la mancata presenza di TOTTUS IN PARI al prossimo Congresso Fasi, presumibilmente perché dalla sua presidenza è ignorato e fortemente sottovalutato.
    Hai perfettamente ragione che il futuro della FASI è attualmente sovrastato da grossi nuvoloni. E’ certo che questo Congresso sia fra i più complicati (nei precedenti vi ho partecipato sin dal 1982 al Teatro Carignano di Torino). Vi è un certo malcontento che serpeggia nell’organizzazione della Federazione dove i Circoli constatano, purtroppo, l’affievolirsi del loro punto di riferimento.
    Mi auguro che la politica del personalismo venga fortemente ridimensionata e ci riporti a quei “vecchi” valori che oggi però sono ancora attuali e che hanno consentito alla nostra organizzazione di contare su delle grandi risorse umane e anche sul loro sacrificio personale senza alcun loro pentimento che oggi, invece, è soggetto ad una seria riflessione.

  5. letto e condivido in pieno…

  6. Rosà Policarpo

    Buon pomeriggio Max, sei una bella persona e condivido ciò che hai scritto. Conosco l’amarezza che si prova quando dai tanto e ti ritrovi in un angolo. Ma tu sei forte e sei molto seguito per cui che dire? Forza paris, sperando che quelle ‘nuvole’ siano spazzate via dal sole che splende nei cuori dei puri.

  7. Credo che i circoli degli emigrati sardi, così come concepiti negli anni settanta, oggi non abbiano più motivo di esistere. La FASI ha altri interessi, non certo far crescere le associazioni. Il declino è inesorabile ed è figlio del tempo. E’ fisiologico.

  8. Il Presidente della FASI? e CHI è?

  9. Pier Bruno Cosso

    Un filo spezzato è sempre motivo di rammarico, e le tue parole lo spiegano bene, ma Tottus in PARI ha gambe e fiato per correre e stare con grande onestà intellettuale sempre dalla parte di tutti, dei sardi; e chi non lo apprezza perde una opportunità.

  10. Antonio Maria Masia

    Per la questione FASI, ti sono NON vicino, vicinissimo

    • Alessandro Calia

      Caro Massimiliano

      grazie di essere sempre attento alle nostre ed a tutte le iniziative dei circoli nel mondo e non solo quelle. Purtroppo ti capiamo benissimo poiché non sempre il lavoro viene riconosciuto (non scrivo ripagato perche’ nessuno ci paghi ) nel giusto modo, ma questo non deve far si che ci lasciamo condizionare da tale situazioni a dir poco spiacevoli. 

      Noi siamo con te, come sono sicuro tutti quelli che ti conoscono anche solo online e sanno quanto sia importante il tuo contributo per far conoscere la Sardegna ed i sardi nel mondo.

      un forte abbraccio e sempre forza Paris

      Alessandro Calia e tutti i membri del circolo Sardica

  11. Angela Solinas

    Un pensiero dalla lontana Argentina

  12. Gianraimondo Farina

    Caro amico Max Perlato , nonché mio direttore. Condivido in toto quanto da te affermato. A breve lo “rafforzero'” con un mio dovuto contributo anche da vicepresidente di un circolo sardo fra i più attivi. Ma che è fuori dalla Fasi. Il mondo dell’emigrazione sarda va oltre lq Fasi in Italia. Nonostante la grande storia che rispetto, i tempi sono cambiati. Quel filo “spezzato”, come altre volte ti ho scritto, purtroppo ora si è manifestato realmente per via di una federazione e di un direttivo, tesi a seguire tutt’altre strade. E tu, logicamente, da signore quale sei, hai evidenziato il “legame spezzato” con l’organizzazione. Non con le persone. Perché le persone si rispettano. Ad iniziare da un grande. Come Paolo Pulina, ormai finito nel dimenticatoio Fasi dopo la sua morte. E di cui, nonostante le divergenze, il primo a scriverne con uno storico e documentato “coccodrillo” proprio per “Tottus”, è stato il sottoscritto, vicepresidente di un circolo fuori dalla Fasi. Nel silenzio quasi totale dell’emigrazione sarda organizzata, incapace persino di ricostruire una nota biografica storica di Paolo. Il legame, quindi, prima che con Tottus, purtroppo si è spezzato con tutto il resto che è sardo fuori. Perché la cultura è stata messa in subordine, a vantaggio di meri interessi di bottega e locali. E lo scrivo con cognizione di causa. Da sardo e goceanino . Come l’attuale presidente della Fasi. Che conosco personalmente, essendo io di Anela e lui di Bultei. E che, a suo tempo, avevamo, inutilmente, invitato anche a Monza al fine di poter trovare un comune terreno d’intenti anche per una collaborazione esterna. Tutto vanificato. Nessun confronto. E nessuna collaborazione. Ognuno per la sua strada. Ed il filo che si è spezzato. Ulteriormente. Tenuto in vita solo da Tottus in PARI , che rimane ora l’unico organo dell’emigrazione sarda nel mondo . Andiamo avanti insieme!

  13. Anche fuori dall’isola purtroppo si respira l’individualismo dei sardi. Non è accettabile che si faccia comunità soltanto davanti a Unu Porceddu arrustiu

  14. Barbara Regina

    Non sapevo di questo articolo e di questi fatti. Credevo davvero di vederti lì. Ho pensato che la tua mancanza dipendesse da fatti personali. Purtroppo constato che anche tu sei stato vittima di questo editto bulgaro alla sarda. Mi dispiace moltissimo, soprattutto per la figura meschina che stiamo facendo tutti per colpa di pochi. Per fortuna chi tira troppo la corda si ritrova con la corda spezzata. Questo è già in atto. E c’è già chi tesse non più corde che legano e pesano, ma fili di seta che ci uniscono, che vibrano insieme, leggeri ma preziosi.

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