LA CENA DELLE ANIME: UN VIAGGIO ALLA RICERCA DELLE RADICI NEL LIBRO DI MARIA LAURA BERLINGUER

L’ho letto in poche ore, dalla sera fino a notte fonda, senza staccarmi mai da quelle pagine. “La cena delle anime”, il libro di Maria Laura Berlinguer (ed. Harper Collins), mi ha catturato fin da subito. Confesso che mi ha pure fatto sobbalzare quando, alla pagina 36, ho letto che uno dei protagonisti ha il mio nome, sia pure con un grado di nobiltà: don Tonino Oppes! Beh non sono io e non solo perché la storia narrata è ambientata alla fine dell’Ottocento ma perché la mia famiglia non ha nessun titolo nobiliare di cui fregiarsi.

“La cena delle anime” ha radici profonde che portano a Padria, piccolo ma grazioso paese del Meilogu: la bella chiesa di Santa Giulia, la piazza, i tre colli che hanno nomi di santi, i siti archeologici custodi di preziosissimi reperti della civiltà nuragica, il nuraghe Longu, un pozzo sacro culla di un segreto di famiglia, la campagna ricca di selvaggina che si spinge fino alle pendici del Monte Minerva e ai suoi rilievi quasi inaccessibili. Sono i luoghi che fanno da sfondo alla storia della famiglia Dessì (in particolare della giovane Mimì, sposa malinconica e ribelle), narrata con grande efficacia grazie a una scrittura coinvolgente e continua, quasi filmica, che non concede pause.

Padria è il paese dove tutto accade, tra luci e ombre, misteri e segreti, in un intreccio di generazioni che, tra passato (1899) e presente (2022), quasi annullano le distanze e si ritrovano insieme in ogni angolo della vecchia casa, ormai vuota da molto tempo. Eppure è qui che, a  Iride, pronipote di Mimì, sembra di sentire il rincorrersi di parole antiche, scorgere sguardi furtivi e cogliere i profumi del pane appena sfornato, dei papassini e degli arrosti di carne: segni di un ambiente, un tempo, saturo di ogni forma di vita e di sapori.

Ma quella foto ingiallita di Mimì!

Con i ricordi lontani e le mezze voci sussurrate si riaffaccia la storia della bisnonna e del suo amore travolgente e scandaloso con il bandito Emanuele. La fuga da casa e dal paese è l’unica via di salvezza dalla infelicità di una vita coniugale vuota, priva di slanci e povera di affetti: e allora si parte, oltre il mare, per un sentiero ignoto. Alla ricerca di sé stessi, anche se il prezzo da pagare è alto.

La Sardegna arcaica dell’Ottocento, fatta di ferree regole sociali, credenze e superstizioni, fatalismo e passioni, tradimenti e complicità, si intreccia, come in un gioco di rimandi temporali, con il presente. Che spesso è fatto di ricordi, con un costante richiamo alle radici; che non sono soltanto luoghi da ritrovare, come il paese oppure la casa con le stanze che profumano di memoria. Andare incontro alle radici significa far rivivere storie, personaggi, riannodare pensieri, e custodire tradizioni come la Cena delle anime “sa chena ‘e sos mortos” che, noi Logudoresi, chiamiamo anche “sa banca e sos mortos”. Viene preparata con cibo in abbondanza la sera di Ognissanti per le anime dei nostri cari che arriveranno puntuali alla mezzanotte nella casa in cui hanno vissuto. Per fermarsi fino all’alba attorno alla tavola imbandita esclusivamente in loro ricordo. Che è sempre vivo. Perché la cosa più triste che possa capitare agli uomini è dimenticare.

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10 commenti

  1. Maria Laura Berlinguer

    Tonino è un giornalista e scrittore di grande sensibilità, una persona di spessore, innamorato della nostra isola e delle sue tradizioni.
    Sono davvero felice che il papà di Mimì si chiami come te 😉

  2. Rita Varrucciu

    Ho finito di leggerlo stanotte, non ho spento la luce sino a che non sono arrivata all ‘ultima pagina. 😍
    È bellissimo, e come ha detto la signora Giovannelli merita un seguito. ❤️

  3. Isabella De Martini

    super

  4. Meraviglioso ❤️MariaLà, ho già acquistato diverse copie da regalare 🎁😘

  5. Congratulations 🎉

  6. Felice di aver recensito “La cena delle anime”. Grazie al libro ho scoperto una scrittrice di grande valore. Complimenti e auguri per il prossimo.

  7. Bellissima e veritiera recensione!

  8. Curiosa di leggere la descrizione del mio paese che è un luogo bellissimo immerso nei suoi tre colli e la storia raccontata, lo comprerò e spero di vederla a Roma in una presentazione di presenza

  9. La memoria e la saggezza

  10. Maria Laura hai creato un archetipo: Tata che ricorre nei tuoi libri! La prossima volta che ci vediamo ne parliamo

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