IL PARADISO DELL’UNICA INDUSTRIA AL MONDO CHE NON INQUINA: LE SALINE CONTI VECCHI, L’ORO BIANCO DI CAGLIARI

Le Saline Conti Vecchi sorgono in un’oasi naturalistica di 2.700 ettari popolata da 35 mila uccelli acquatici, tra cui fenicotteri rosa e aironi. L’idea geniale dell’ingegnere Conti Vecchi che bonificò una zona lmalsana e ne fece un’industria florida e all’avanguardia

Non solo mare e nuraghi. In Sardegna c’è un’oasi naturalistica che merita di essere visitata non solo per le sue bellezze naturali mozzafiato e per la possibilità di vedere a un passo da noi centinaia di  fenicotteri rosa e di aironi che fanno parte di una famiglia di ben 35mila esemplari di uccelli acquatici appartenenti a 50 specie diverse. Ma anche perché è un esempio virtuoso di come si possa recuperare un’area malsana, in passato infestata dalla zanzara anofele, e di riconvertirla in un’industria foriera di benessere e di posti di lavoro, come quella del sale.

Stiamo parlando delle Saline Conti Vecchi che sorgono vicino a Cagliari nello stagno di Santa Gilla su una superficie di ben 2.700 ettari. Si tratta delle saline più longeve della Sardegna: da quasi 90 anni, uomo e natura lavorano qui in perfetta sinergia grazie alla lungimiranza di un ingegnere toscano,  Luigi Conti Vecchi che, alla fine degli anni ’20, ebbe un’idea visionaria per bonificare lo stagno impiantandovi una colossale salina e contribuendo così allo sviluppo economico e sociale di questa zona depressa ai margini della città.

Ne nacque una realtà industriale florida, virtuosa e all’avanguardia. E soprattutto un impianto produttivo eco-sostenibile visto che le saline sono l’unica industria al mondo che non inquina. Inoltre intorno alle Saline nacque una ‘comunità del sale’ dotata di case, scuole e strutture ricreative per le famiglie di proprietari, dirigenti e operai che convivevano nel villaggio di Macchiareddu.

Dal 2017 il FAI ha ristrutturato e valorizzato questo patrimonio culturale e paesaggistico unico al mondo che è possibile visitare a bordo di un trenino lungo un percorso tra vasche salanti e candide montagne di sale.

Tra il sale prodotto c’è anche il più prezioso e caro di tutti, il Fior di sale. Lo si può raccogliere manualmente soltanto all’alba delle giornate prive di vento con appositi strumenti (retine o rastrelli) che devono essere usati con attenzione e maestria. I sottili cristalli galleggianti del sale diventeranno così il prodotto più prezioso.

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Un commento

  1. Le saline non inquinano, ma sono situate in un sito inquinatissimo.

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