
Fabio Monni
di LUCIA BECCHERE
“Non me l’aspettavo, mi ha fatto molto piacere. Tuttavia è un po’ triste pensare a quanti hanno dovuto lasciare l’Italia”. Così Fabio Monni, nuorese di 48 anni premio “Rondine d’oro” 2025 istituito da “Barbagia nel mondo” che, dopo aver conseguito il diploma in organo e pianoforte al Conservatorio di Cagliari col maestro Orio Buccellato, il più grande insegnante che la Sardegna abbia mai avuto negli ultimi 40 anni, ha lavorato alle Magistrali come pianista accompagnatore, qualche supplenza di pianoforte, qualche concerto d’organo e qualche lezione privata.
Per completare gli studi in composizione, nel 2008 ha lasciato Cagliari per Malmo (Svezia) con una borsa di studio del programma “Bilateral scholarship” su invito del professor d’organo Hans Hellsten.
“Essendo il Conservatorio italiano molto accademico – spiega -, ho scelto la Svezia perché volevo scrivere i miei pezzi, possibilità che Cagliari non offriva; a Malmo l’insegnante in composizione era Luca Francesconi, famosissimo compositore italiano, pupillo di Luciano Berio compositore tra i più importanti dell’avanguardia europea e pioniere della musica elettronica; l’università in Svezia è gratuita per gli europei e nei paesi scandinavi gli organisti vengono pagati bene”.
L’anno successivo, Fabio si è iscritto in composizione conseguendo prima il Master e poi il diploma. Durante il corso ha frequentato diversi stage acquisendo esperienze altamente formative.
Ha iniziato a lavorare saltuariamente come organista nelle chiese e dal 2016 con contratto a tempo parziale che gli ha permesso di fare, da libero professionista, l’artista, l’illustratore, il compositore e l’esecutore di musiche elettroniche.
Con il collega Alessandro Perini ha prodotto lavori multimediali premiati in Europa e negli USA e dato vita ad un festival a Lund.
All’Università ha insegnato la spazializzazione del suono e le basi della musique acousmatique e Sound design.
Nel 2019, col complesso vocale di Nuoro diretto da Franca Floris al supporto di Angelo Palmas e dell’Ente musicale, ha presentato un brano pensato e composto per gli spazi del Museo MAN. Lo scorso novembre al Santuario delle Grazie ha preso parte ai festeggiamenti per i 25 anni della scomparsa di padre Fiorenzo Cavallotto e per i 50 della realizzazione dell’Organo da lui fortemente voluto.
Ha suonato su organi storici in Italia, Spagna, Olanda, Danimarca e Svezia.
Ha collaborato con l’amica e scrittrice Annika Nyman su diverse produzioni e col gruppo Arparla di Monza per un concerto in Olanda e Milano.
Con la sua compagna violista, la danese Marie Stockmarr Becker, ha realizzato un’animazione per la quale lei ha fatto l’accompagnamento musicale.
Cos’è la musica per lei?
“È un’arte che sprigiona qualcosa del mio mondo interiore. Una magia che mi permette di entrare in comunicazione con gli altri”.
Cosa le manca della sua terra?
“La mia famiglia, gli amici, il cibo e il caffè italiano. Mi manca il monte Ortobene, il sole, il mare, i paesaggi e il profumo della mia terra”.
Quali progetti?
“Insieme alla mia compagna sto portando avanti un progetto col gruppo Arparla che consiste nell’eseguire musiche antiche del Seicento custodite nella Biblioteca Nazionale di Parigi e oggetto di una sua ricerca, mentre con altri due musicisti sto collaborando per eseguirle nei concerti e sempre con Marie sto lavorando per la pubblicazione del libro “La perla blu” per Young Adult (giovani adulti) dove lei compone i testi mentre io realizzo le illustrazioni.
Attualmente sto anche scrivendo un pezzo per coro e pubblico che vorrei venisse interpretato in Sardegna”
Pensa di rientrare un giorno?
“Si, avendo qui la possibilità di realizzarmi allo stesso modo. In Svezia la vita è dura. La primavera è una delle più belle che io abbia mai visto, l’estate è stupenda con sue giornate molto lunghe. Però finisce tutto lì. Poi l’inverno è interminabile e bisognerebbe svernare ogni sei mesi”.
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