
di MICHELA GIRARDI
Dalle campagne sarde alle passerelle milanesi, la storia di Giuseppe Ignazio Loi è l’emblema di un’intera isola che si fa portatrice di valori autentici e intramontabili. Pastore per una vita, attore per qualche mese e ora modello per un giorno, Loi è stato il protagonista della sfilata Primavera/Estate 2026 di Antonio Marras alla Milano Fashion Week, diventando un “ambasciatore di bellezza” e un simbolo della resistenza.
Marras ha scelto di porre la Sardegna al centro del suo racconto, non come una periferia esotica, ma come un crocevia di culture e tradizioni in costante viaggio. Lo stilista algherese ha immaginato la sua isola come un luogo capace di incantare persino gli intellettuali del Circolo Bloomsbury, il celebre gruppo di artisti e pensatori inglesi che ha plasmato la letteratura e l’economia del Novecento. È in questo contesto che la figura di Giuseppe Ignazio Loi assume un’importanza cruciale, incarnando la bellezza genuina e la forza della terra sarda.
Loi non è solo un volto della moda, ma anche un protagonista del grande schermo. È infatti l’interprete principale del film “La vita va così” di Riccardo Milani, che racconterà la storia vera di Ovidio Marras, il pastore che per decenni ha rifiutato di vendere la sua terra a un potente gruppo immobiliare. Il film, che sarà presentato alla 20ª Festa del Cinema di Roma e uscirà nelle sale il 23 ottobre 2025, porta la storia di Loi sul grande schermo, rendendolo un simbolo vivente della resistenza contro la speculazione e del legame indissolubile con le proprie origini.
Marras, nella sua sfilata, ha parlato di alterità e di métissage come pratica di libertà e non come un semplice effetto patchwork. Ha voluto mostrare come la tradizione sia anche una scelta etica, un prendere posizione. La presenza di Giuseppe Ignazio Loi, un pastore simbolo di resistenza in carne e ossa, ha ricordato al mondo della moda che la bellezza e l’autenticità non si trovano solo nei luoghi patinati, ma anche nella forza di chi, con coraggio, ha scelto di rimanere fedele alla propria terra.
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Ohi,ohi, manca solo il guinzaglio.
Che l’hai preso per un cane ??
Enzo Cugusi un po di rispetto sarebbe più gradito!
Ohi, ohi, che brutto commento. Non si addice né a un uomo, né a un sardo e men che meno al presidente di un circolo sardo.
Enzo Cugusi e non ti la podias collire po’ tene custa tirada e innorantone? Ma non ti parede virgonza?
Non scandalizzarsi Enzo,se vieni in Alto Adige la tradizione ci supera