
la cerimonia a Parigi nelle immagini di Adriana Valenti Sabouret
di ANDREA MASSIDDA
Tra i viali alberati del Père-Lachaise, il cimitero parigino dove riposano personaggi come Oscar Wilde, Marcel Proust, Honoré de Balzac, Edith Piaf, Jim Morrison, Maria Callas e Chopin (giusto per citarne alcuni celeberrimi), nella mattinata del 24 settembre ha risuonato un nome meno noto, ma caro alla memoria della Sardegna: Michele Obino. Infatti, davanti all’ingresso principale di questo vero e proprio pantheon laico della Ville Lumière, cittadini, istituzioni e associazioni isolane si sono ritrovate per ricordare i patrioti della cosiddetta Sarda Rivoluzione, il movimento antifeudale che, guidato da Giovanni Maria Angioy, tentò di liberare l’isola dai privilegi aristocratici.
La cerimonia ha condotto i partecipanti fino all’11ª divisione del cimitero, dove è appunto sepolto don Michele Obino (1769–1839), esule a Parigi, amico ma anche stretto collaboratore di Angioy. Un uomo che, lontano dalla sua terra, seppe mantenere viva la voce della Sardegna ribelle. A lui è stata dedicata una targa commemorativa, simbolo di memoria condivisa tra l’isola e la sua diaspora.
L’iniziativa, promossa da Adriana Valenti Sabouret con l’associazione “Sardos in Paris”, è sostenuta dal Circolo dei sardi del Québec e del Canada, dalla Federazione dei circoli sardi in Svizzera, dall’Assemblea nazionale sarda, dalla Regione Sardegna e dalle istituzioni italiane e francesi di stanza a Parigi.

Accanto alla figura di Obino, la commemorazione ha evocato quella di Giovanni Maria Angioy (1751–1808), originario di Bono, politico, docente universitario, giudice della Reale Udienza, ma soprattutto leader visionario che cercò di aprire alla Sardegna un futuro di giustizia e diritti. Angioy percorse i paesi del Logudoro sostenuto dal popolo che vedeva in lui il simbolo di una liberazione possibile. Il suo sogno tuttavia si infranse contro le resistenze della nobiltà, della Chiesa e dei Savoia. Costretto all’esilio, morì a Parigi senza rivedere la Sardegna, lasciando però dietro di sé un’eredità di speranza e di ribellione che ancora oggi rappresenta un punto fermo della coscienza identitaria sarda.
Il Père-Lachaise è un luogo unico, un mosaico di memorie che racconta storie di artisti, ribelli e visionari. Da questo settembre, tra quelle voci, ci sarà anche quella dei patrioti della Sarda Rivoluzione.
Due giorni prima, sempre a Parigi la Maison de l’Italie ha ospitato la rassegna “Visioni Sarde”, con la proiezione di nove cortometraggi selezionati dal festival che da oltre dieci anni promuove il nuovo cinema isolano nel mondo. L’evento, organizzato dall’associazione “Sardos inParis” con il sostegno della Cineteca di Bologna e di “Visioni italiane”, intende avviare una programmazione annuale dedicata al cinema isolano nella capitale francese, in concomitanza con l’IftM Top Resa, il salone internazionale del turismo.
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Grazie mille ad Andrea Massidda e a Max Perlato di aver dato eco alla nostra iniziativa per commemorare i patrioti angioyani sardi esuli a Parigi.