
“I pani del desiderio” per un viaggio ideale lungo le sponde del Mediterraneo attraverso l’arte antica dei pani rituali rielaborata in chiave artistica. Ripercorre un itinerario tra Marsiglia e la Sardegna la mostra narrativa e multimediale di Ilaria Turba, allestita sino al 2 novembre al museo Man di Nuoro.
Curata da Elisabetta Masala, l’esposizione si snoda tra fotografie dei pani, realizzati in diversi territori, e una serie di opere inedite nate a seguito dell’incontro con la comunità di Villaurbana, comune collinare dell’Oristanese ricco di vigneti, ulivi e campi di grano.
In esposizione anche sculture e oggetti, oltre alla visione di un cortometraggio che racconta il percorso dell’artista lombarda. Il Museo di arte contemporanea ospita poi un grande tavolo, ad evocare le mani sapienti che impastano i pani con gesti antichi tramandati da generazioni.
Ilaria Turba sviluppa la sua ricerca attraverso progetti partecipativi e relazionali che coinvolgono comunità e territori. Così “I pani del desiderio” si impone come un progetto itinerante di arte condivisa. Un diario di viaggio che parte dalla Francia per proseguire a Milano, Fontecchio, Firenze Castiglione delle Stiviere, fino al villaggio in pietra medievale di Ghesc nel Piemonte. “In ogni luogo – spiega all’ANSA l’artista – la preparazione del pane del desiderio ha coinvolto donne e uomini diventando un rito collettivo, occasione di dialogo con le comunità e creazione di forme inedite”.
Il percorso si conclude in Sardegna a S’Arangiu Aresti, ai piedi del Monte Arci nel comune di Villaurbana, nell’ambito del programma della Fondazione di Sardegna AR/S – Arte Condivisa.
Qui ha preso il via un simbolico rito collettivo: dapprima sono stati rievocati i racconti legati alle forme di pani del desiderio raccolti nell’itinerario, che sono state poi affidate al fuoco, in una metamorfosi che prelude a una rinascita.
Infine, le polveri dei pani carbonizzati sono diventate materia prima per una serie di stendardi in cui l’artista ha riscritto i desideri raccolti a Marsiglia tra questi “le désir d’avoir le monde a ma table”, il desiderio di avere il mondo alla mia tavola. Una materia nera brillante che unisce simbolicamente i luoghi e le comunità attraversate.
“Le forme che spariscono – racconta Turba – rimangono nel ricordo, nelle tracce, nei racconti che ancora si possono tramandare. Non sono scomparse, sono solo ritornate alla loro essenza, che è la stessa dei desideri da cui tutto ha avuto inizio”.
L’esposizione si articola in tre parti: la prima è dedicata a Marsiglia, da dove è partito il progetto che ha prodotto oltre cento pani-scultura realizzati collettivamente e ispirati ai desideri dei partecipanti. La seconda ripercorre il viaggio dei pani rituali tra musei, festival e comunità di diversi centri italiani. Nella terza, un cortometraggio racconta la festa nel bosco e il rogo da cui si è generata la materia nera in mostra.
Tutto nasce dal pane, simbolo di nutrimento, cura e condivisione, per creare un progetto artistico originale. In un presente che chiede immaginazione e nuove forme di vicinanza e umanità, Ilaria Turba invita a compiere un gesto semplice e universale: dare forma a un desiderio e condividerlo con gli altri.
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