IL SUO SOGNO E’ PIU’ VIVO CHE MAI: LA PREZIOSA EREDITA’ LASCIATA DALLA BIMBA GIULIA ZEDDA, AFFETTA DA UNA GRAVE MALATTIA ONCOLOGICA

Giulia Zedda

Giulia Zedda era una bambina di Cagliari affetta da una grave malattia oncologica che ha mostrato una straordinaria sensibilità nei confronti degli altri. La sua vita è segnata da anni di cure, interventi complessi e momenti difficili, ma anche da una capacità rara di guardare oltre la propria sofferenza e pensare ai più bisognosi. “Mamma, le mie cose dalle agli altri bambini”. A soli dieci anni, ha affidato alla madre un compito che sarebbe diventato una missione.

“Ci ha lasciato un’eredità preziosa – racconta Eleonora Galia – È stata lei a insegnarci a fare del bene. Anche nei momenti più duri riusciva a essere positiva, perché vedeva negli ospedali bambini ancora più piccoli affrontare sfide più grandi. Ci ripeteva: ‘Io sono stata fortunata perché per sei anni, prima di ammalarmi, mi sono divertita’. Eppure il suo percorso è stato un calvario”. 

Pochi mesi dopo la sua scomparsa, nel settembre 2018, nasceva la prima sede dell’associazione “Il sogno di Giulia Zedda”, ospitata in una portineria messa a disposizione dalle suore vincenziane. Da quel primo passo, l’associazione è cresciuta fino a diventare oggi una realtà radicata, con volontari attivi anche oltre la Sardegna.

Il fulcro delle attività si trova in via Baronia, a Cagliari, dove ogni venerdì pomeriggio decine di famiglie si presentano per ricevere abbigliamento, giocattoli, libri, articoli scolastici o attrezzature per l’infanzia. “Venerdì scorso sono venute ottanta persone – spiega Galia – da ogni parte del mondo: famiglie sarde, ma anche dal Kirghizistan, dall’Ucraina, dalla Russia, dalla Francia e dal Portogallo. È bellissimo vedere come la solidarietà non conosca confini”. L’attività ha anche un risvolto ambientale: vestiti e oggetti che rischierebbero di finire in discarica ricevono una nuova vita. “Molti ci dicono che se non ci fossimo stati avrebbero dovuto portarli all’ecocentro, noi invece li recuperiamo e li trasformiamo in un dono”, sottolinea la fondatrice. 

Negli anni l’associazione ha moltiplicato le sue iniziative, andando ben oltre la semplice raccolta di vestiti e giocattoli, e lavorando per rendere le cure pediatriche più accessibili. Grazie alla collaborazione con volontari medici, oculisti, ginecologhe, dentisti e altri professionisti, molti bambini possono ricevere visite gratuite. “Il Sogno di Giulia Zedda” si è occupata di trasformare gli ambulatori dermatologici pediatrici degli ospedali Businco e San Giovanni di Dio di Cagliari e del Zonchello di Nuoro, arredandoli con quadri, sedie, tavolini colorati e librerie per rendere meno traumatiche le attese. A Sassari è stata rinnovata la stanza di oncoematologia, mentre al Brotzu è stata donata un’ambulanza pediatrica colorata e accessoriata, pensata per ridurre la paura dei bambini durante i trasporti. “Quando un bambino arriva in ospedale, il suo sguardo cambia se l’ambiente è colorato e accogliente – spiega Galia – Certo, non possiamo eliminare il dolore, ma possiamo rendere un po’ più leggeri i momenti di attesa”. 

“Il sogno di Giulia Zedda” prende forma anche tramite aiuti più intimi e diretti. Con il progetto “Fill’e anima” vengono forniti occhiali, libri scolastici, iscrizioni sportive o altri strumenti ai bambini che non possono permetterseli. Con “Un gancio in mezzo al cielo”, invece, l’associazione sostiene le famiglie costrette a spostarsi fuori Sardegna per curare i propri figli, offrendo un contributo per le prime spese. 

Oggi l’obiettivo più ambizioso si chiama “Casa degli amici di Giulia”, pensato per ospitare gratuitamente le famiglie dei bambini in cura lontano da casa. La necessità nasce anche dalla chiusura di alcune strutture pediatriche dell’Isola, come l’oncoematologia di Sassari, che costringe le famiglie a spostarsi verso il capoluogo. “Stiamo cercando di acquistare una casa a Cagliari – racconta Galia – perché sappiamo quanto sia difficile per una famiglia arrivare da fuori e affrontare spese e disagi immediati”. 

La raccolta fondi è partita lo scorso gennaio con un conto dedicato: sono già stati superati i 39mila euro, ma il traguardo è fissato almeno a 160mila. Un cammino lungo, che l’associazione sta percorrendo grazie a donazioni, offerte libere, calendari solidali e magliette in ricordo di Giulia. “Le spese sono tante e non abbiamo mai ricevuto fondi e aiuti dalle istituzioni – precisa la fondatrice – È la generosità della gente comune a farci andare avanti”. 

Dopo anni di lavoro, l’impegno dell’associazione è stato riconosciuto nel marzo 2024 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha nominato Eleonora Galia “Ufficiale al merito della Repubblica Italiana”, incoraggiandola con un “continuate così”. “In quel momento – ci confida la madre di Giulia – ho sentito come se fosse mia figlia a parlare. È stata un’altra conferma che ogni sacrificio fatto conta davvero e che stiamo andando nella direzione giusta”. 

Oggi, sette anni dopo la sua scomparsa, l’altruismo di Giulia continua a vivere nei progetti dell’associazione. Un’eredità che ogni giorno si rinnova nel volto di un bambino e nella gratitudine di una famiglia che riceve aiuto. 

https://www.cagliaritoday.it/

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Un commento

  1. un cuore grande

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