
di CLAUDIO MOICA
Un ponte di memoria tra la Sardegna e l’Argentina, per riportare alla luce una delle pagine più buie della storia del Novecento e onorare il sacrificio di migliaia di persone, tra cui molti emigrati sardi, vittime della feroce dittatura militare argentina del 1976. Si è tenuto venerdi 19 settembre, presso l’hotel Pegasus di Sassari,alla presenza di 400 studenti delle scuole superiori, il convegno finale del progetto del Piano di Azione Educativa (PAE) 2024, un’iniziativa corale che ha unito l’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna e i Circoli degli Emigrati Sardi nel mondo e che ha visto la pubblicazione del libro “Desaparecidos” (Pettirosso editore) scritto da Stefania Cuccu.
Per l’occasione presenti all’evento: Gianni Masia, presidente del circolo di Amburgo, Oliver Boi e Angelo Piras, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del circolo Charleroi del Belgio, la Presidente della federazione dei Circoli in Argentina, Marga Tavera (in video collegamento), Jorge Ithuburu, presidente dell’associazione 24 marzo, Miguel Santucho, cresciuto in una famiglia di desaparecidos, Matteo Majorana, figlio di un esule argentino. Infine Alberto Sechi, presidente del Centro Martinu Mastinu e Pino Dessì componente della consulta regionale emigrazione.

Un Progetto per le Nuove Generazioni
Al centro dell’evento, la presentazione del libro che raccoglie preziose e dolorose testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona le atrocità del regime. Un periodo segnato da torture e sparizioni forzate, in cui si stima siano scomparse circa 30.000 persone. Il progetto, della durata di un anno, ha raggiunto il suo apice con la distribuzione di 13.000 copie del volume a tutti gli studenti delle classi quinte delle scuole superiori dell’isola, un investimento concreto sulla formazione di una coscienza critica tra i giovani.
La Voce dei Protagonisti
Elio Turis, responsabile del progetto, ha sottolineato l’importanza di questo percorso nella formazione delle nuove generazioni “È fondamentale per i giovani ripercorrere quelle tappe, anche se dolorose, perché per loro è questo il momento in cui si forma una coscienza e una consapevolezza critica”. Le sue parole hanno riecheggiato nell’auditorium, richiamando tutti alla responsabilità della memoria.
L’autrice del libro, Stefania Cuccu, non si è limitata alla scrittura, ma ha portato direttamente nelle scuole il frutto della sua ricerca, incontrando gli studenti e favorendo discussioni profonde su temi di cruciale rilevanza storica e sociale. Un lavoro sul campo che ha trasformato il libro da semplice testo a strumento vivo di dialogo.
Paura e Silenzio contro Voce e Coraggio
L’Assessora Regionale al lavoro Desirèe Manca è intervenuta per evidenziare un paradosso doloroso: la scarsa conoscenza di questa storia, nonostante la sua enormità. Ha ricordato come “paura e silenzio” siano state le fondamenta su cui il regime ha costruito il suo terrore a partire dal colpo di Stato del 24 marzo 1976. Contro questa eredità di omertà, l’Assessora ha lanciato un monito e un invito a utilizzare “voce e coraggio” come unici strumenti per diffondere la memoria e costruire un futuro migliore, basato su verità e giustizia.
Il termine “Desaparecidos” è così uscito dai libri di storia per assumere un volto più familiare e tragico: quello dei connazionali che, partiti in cerca di fortuna in Argentina, sono diventati vittime di una persecuzione spietata.
Un Dovere che Continua
Il convegno di Sassari non è stato solo il punto di arrivo di un progetto, ma un nuovo punto di partenza. Ha dimostrato come la collaborazione tra istituzioni e comunità sarda nel mondo possa dare vita a un potente strumento educativo. Mantenere viva la memoria non è un atto di nostalgia, ma un dovere civile preciso: affinché gli errori e gli orrori del passato non si ripetano mai più e affinché il sacrificio di migliaia di desaparecidos, sardi e non, trovi finalmente il suo posto nella storia collettiva.
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Grazie anche a te Stefania per il grande e bel lavoro realizzato
Grazie Claudio
Si è concluso con il Convegno svoltosi presso l’Hotel Pegasus, a Sassari, il progetto dal titolo “Desaparecidos. La storia della emigrazione sarda in Argentina, le testimonianze alla dittatura del 76-83 e la ricerca della verità”, che si riferisce al Bando dell’Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, afferente al Piano Annuale dell’Emigrazione 2024.
Ringrazio l’Assessorato al lavoro, la Dott.ssa Desirée Alma Manca e il suo staff, che ci ha offerto questa grande opportunità.
Ringrazio di cuore Elio Turis che ha coordinato in maniera impeccabile l’intero progetto offrendomi un prezioso supporto anche nei momenti più difficili di questo percorso.
Ringrazio la Federazione dei Circoli in Argentina che ci ha consentito di lavorare insieme a un progetto così importante e i Circoli capofila:
-Circolo Sardo Quattro Mori (groupe) di Charleroi e
il Circolo “Su Nuraghe” di Amburgo che hanno lavorato insieme a me in questo lungo anno.
Ringrazio i Circoli partner che hanno appoggiato questo progetto:
-Circolo Sardo “Domus Sardinia”di Nequén e Patagonia,
– Associazione Culturale Sarda Shardana Aps” di Perugia
– Associazione Culturale Sardi in Toscana Aps di Firenze
-il Circolo “Grazia Deledda” di Ghenk – Belgio
-Circolo “Antonio Segni “di La Plata Argentina
-“Circolo Maria Carta” di Francoforte
-Associazione “Quattro Mori” di Livorno
-Circolo “Grazia Deledda” di Ciampino.
Ma soprattutto ringrazio le/i docenti e le/i ragazze/i che mi hanno accolto nelle loro scuole e hanno avuto la sensibilità di ascoltare e apprezzare questo lavoro, consapevoli dell’importanza di trasmettere alle nuove generazioni un pezzo importante della nostra storia come emigrati sardi nel mondo.
Grazie a tutti ❤️
Lodevole iniziativa, sarebbe ancora piu’ lodevole se la Regione facesse un programma serio per poter evitare che ci siano ancora immigrazioni.