PER LA PRIMA VOLTA A CAGLIARI DAL 12 AL 14 SETTEMBRE, IL FESTIVAL TRECCANI DELLA LINGUA ITALIANA

Franciscu Sedda

Per la prima volta approda a Cagliari il Festival Treccani della lingua italiana, ideato da Fondazione Treccani Cultura e giunto alla sua ottava edizione, che nel 2025, anno del centenario dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, sceglie come parola chiave responsabilità.

La manifestazione, interamente gratuita, nasce per dare voce ai temi più rilevanti della ricerca linguistica e incarna la missione dell’Istituto: custodire e valorizzare la lingua italiana, raccontandone le evoluzioni, gli usi e i profondi legami con la storia civile e sociale del Paese.
    Il Festival Treccani pone l’accento sul valore delle parole come strumenti di espressione e di ragionamento, di condivisione e di confronto rispettoso tra posizioni diverse.

La parola responsabilità, che ha ispirato nel corso del 2025 incontri e riflessioni già a Lecce e Roma, troverà a Cagliari nuove declinazioni, prima della tappa conclusiva di Lecco. Una parola di grande attualità etica, sociale e politica che, nella cornice di Piazza del Carmine, sarà esplorata sotto diverse prospettive: dal linguaggio politico e mediatico alle letture storiche, letterarie e artistiche, fino alle responsabilità personali e collettive di fronte alle sfide globali, senza trascurare riflessioni specifiche legate alla ricchissima tradizione linguistica regionale.
    La tre giorni si aprirà venerdì 12 settembre alle 19 con l’antropologo e architetto Franco La Cecla, che proporrà un intervento dal titolo È possibile oggi parlare di compassione?
    Seguirà Franciscu Sedda, professore di semiotica presso L’Università di Cagliari, con una lezione dal titolo Bella responsabilità! Una sfida per tempi imprevedibili. In serata, alle 21.30, il jazzista Fabrizio Bosso e il pianista Julian Oliver Mazzariello renderanno omaggio a Pino Daniele con il concerto Il cielo è pieno di stelle.
    Sabato 13 settembre la giornata si aprirà con la presenza di Diodato, che alle 18 si esibirà in una performance tra musica e parole che rientra nel format tradizionale del Festival Treccani “Le parole delle canzoni dal vivo”. Il cantante sarà intervistato dalla giornalista e conduttrice di Rai Radio 3 Cristina Faloci. La serata sarà poi dedicata ai legami tra letteratura, resistenza e responsabilità intellettuale. Alle 19 la scrittrice e docente Thea Rimini (Università di Liegi), vincitrice nel 2025 del Premio Mondello Critica, presenterà il volume Personaggi resistenti. L’immaginario letterario e cinematografico della lotta antifascista (Treccani Libri) insieme al professore di storia contemporanea dell’Università di Cagliari Gianluca Scroccu. Alle 20 lo scrittore e traduttore Paolo Nori terrà una lectio dal titolo Responsable de rien (il compito dell’intellettuale).
    La serata conclusiva di domenica si aprirà alle 18.30 con uno speech a cura della Regione Autonoma della Sardegna, dal titolo La comunicazione come moltiplicatore di efficacia delle politiche pubbliche. Il dialogo vedrà Valentina Uras, dirigente Servizio Comunicazione istituzionale della Regione, e Luigi Minerba, professore ordinario di Statistica Medica dell’Università degli Studi di Cagliari. La giornata proseguirà con il linguista Michele Cortelazzo, professore emerito all’Università di Padova e accademico della Crusca, che indagherà i meccanismi del linguaggio politico e mediatico.
    Seguirà alle 20 l’intervento di Giulia Murgia (Università di Cagliari) su La lingua e le lingue: la modellizzazione del sardo. Alle 21 chiuderà il Festival il talk Antartide con l’ingegnere ed esploratrice Chiara Montanari, prima italiana a guidare una spedizione in Antartide.

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Un commento

  1. Ditemi che non é vero! Un indipendentista sardo al festival della lingua italiana? E certo, gli indipendentisti catalani partecipano da sempre alle iniziative a favore della lingua castigliana. La lingua italiana e la sua imposizione in Sardegna rappresentano il più efficace strumento di italianizzazione della Sardegna. Ricordo che il sintomo piu efficace di riconoscimento etnico è la lingua. E proprio in virtù dell’essere italofoni ormai nativi, tanti sardi si riconoscono facenti parte del popolo italiano. Bo, basta, nde l’agabbo. Péraulas a su bentu. In Sardegna si trova qualsiasi giustificazione ai palcoscenici ai quali non si riesce a rinunciare. Pro caridade, una bomba atomica sulla Sardegna, cortesemente

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