
Andrea Podda
di MARIAZZURRA LAI
In questa intervista ho voluto dare voce ad Andrea Podda, imprenditore visionario e fondatore di MAB & Co., che da anni lavora per trasformare la Sardegna in un laboratorio di crescita, innovazione e formazione.
Con lui abbiamo parlato di radici e futuro, di capitale umano e impresa, di resilienza e opportunità. Ne emerge il ritratto di un leader che ha scelto di restare nell’isola per dimostrare che qui si può costruire valore, cambiando mentalità e creando precedenti concreti. Una conversazione ricca di spunti, che intreccia storie personali, riflessioni sul tessuto imprenditoriale sardo e una visione lucida di ciò che serve per far crescere un territorio straordinario ma spesso sottovalutato.
Andrea, sei cresciuto in Sardegna: cosa ti ha spinto a restare e a costruire qui il tuo percorso imprenditoriale? Dopo una breve esperienza in Spagna all’età di 17 anni (dopo aver abbandonato gli studi), ciò che mi ha spinto a rientrare, a diplomarmi, e poi a costruire un mio percorso imprenditoriale in Sardegna, è stato il pensiero caratterizzato dal fatto che la nostra isola ha da sempre avuto un potenziale inespresso davvero rilevante ma forse incompreso, anche e soprattutto dagli stessi abitanti sardi. Purtroppo questa non capacità di vedere l’opportunità (come stavo per fare anche io) ha sempre portato i giovani sardi ad andare al di fuori dei confini regionali e/o nazionali per cercare fortuna, un lavoro, una via. Io sono voluto andare in “disaccordo costruttivo” con quest’idea e ho iniziato a credere che in Sardegna si potesse realizzare qualcosa di importante e aiutare gli altri, in primis gli imprenditori, a costruire una strada di successo. Per cambiare le cose (in questo caso cambiare il paradigma “non ci sono opportunità in Sardegna”) non servono le parole ma dimostrazioni e “precedenti” concreti che dimostrino che una visione e paradigmi diversi possano esistere. Ed è con questa sfida e responsabilità che tutto è iniziato.
Parli spesso di capitale umano: cosa significa per te, e come cambia quando lo guardi da un’isola? Io credo che negli ultimi 10 anni si è data troppa importanza e rilevanza al capitale tecnologico, al capitale economico, all’intelligenza artificiale e via via sempre meno importanza a ciò che in realtà sostiene lo sviluppo e permette anche ad un’azienda di prosperare economicamente, e questo è ovviamente il capitale umano. Il capitale umano è ciò che genera il capitale economico così come ogni forma di prosperità e crescita. Per me è un argomento molto importante perché una parte fondamentale del mio progetto e del mio sogno è connesso al realizzare quanta più influenza possibile nella società per far sì che ogni contesto (sia questo la famiglia, l’azienda, lo sport, la scuola) sia caratterizzato un sistema educativo e un habitat favorevole allo sviluppo del potenziale umano. Questo perché se un paese vuole migliorare e vuole svilupparsi davvero deve in primis investire sulle persone. Un genitore deve essere istruito a VALORIZZARE i suoi figli, un imprenditore deve saperlo fare sui collaboratori, un manager idem, un insegnante ancora di più sui bambini e ragazzi. Da qui nasce l’estensione di nuove divisioni di Mab (oltre il core business della consulenza d’impresa), attraverso la creazione di progetti speciali che verticalizzano la formazione (in particolare su leadership e soft skills) come “Academy insegnanti”, “Academy Dirigenti scolastici”, “Masterclass Genitori” e, a breve, la business school per amministratori locali (Sindaci ecc). Chi guida qualsiasi organizzazione ha l’onere di svilupparne a pieno il potenziale, e per questo deve avere la conoscenza e sviluppare le attitudini necessarie e l’autostima delle sue persone. Troppo spesso accade il contrario (non voglio generalizzare perchè ovviamente in ogni settore e contesto esistono esempi virtuosi): le persone lavorano o crescono in contesti demotivanti, guidati da “non-Leader” che non fanno altro che schiacciare il potenziale individuale.

Qual è il valore più grande che la tua terra ti ha trasmesso, sia come persona che come leader? Il Valore più importante che la Sardegna mi ha trasmesso è il senso di appartenenza e la gratitudine. I sardi – a seconda del punto di vista – possono avere tanti lati positivi o difetti, ma sicuramente la 1° caratteristica e irripetibile che rappresentano è il senso di appartenenza straordinario alle radici della propria terra e la gratitudine che manifestano per poter respirare ogni giorno la sua aria, di poterci vivere e di poter sognare di creare qualcosa nel loro territorio. Non è strano sentire un sardo che, mentre scende dalle scalette dell’aereo dopo qualche giorno fuori dall’isola, reciti la frase: “finalmente aria di casa”. Questo aspetto – apparentemente banale – in realtà è ciò che insegna più di ogni altro caso la Sardegna e il suo popolo: la Gratitudine profonda e incondizionata. Ed è questo valore che porterà sempre più a un risveglio delle nuove generazioni.
MAB & Co. nasce nel 2016: qual è stato il vuoto che hai voluto colmare nel mercato sardo? L’idea Mab nasce da una forte intenzione di sviluppare il potenziale della Sardegna, coinvolgendo in questo processo il tessuto imprenditoriale, cosciente del fatto che l’imprenditore e l’impresa hanno un impatto da un punto di vista sociale ed economico davvero rilevante per un territorio. Nella mia idea, lavorare per un cambiamento coinvolgendo gli imprenditori avrebbe significato un importante effetto: incidere sul miglioramento della vita di tantissime persone, che sono i loro collaboratori, e che a loro volta stando meglio avrebbero potuto far star meglio le proprie famiglie e così via. Poter creare questo circolo virtuoso mi “accendeva” tantissimo e ho pensato fosse davvero al via corretta per generare quel cambiamento tanto desiderato. Inoltre lavorare con l’impresa ha un altro vantaggio fondamentale per il cambiamento e sviluppo dell’isola: la Sardegna ha un brand che può essere posizionato, rappresentato al meglio e fatto crescere grazie alla qualità dei servizi di prodotti che forniamo, ricercando l’eccellenza e creando alle alleanze strategiche. Il vuoto di mercato era quindi evidente: mancava in Sardegna un’organizzazione che avrebbe accompagnato gli imprenditori in questa evoluzione dal Punto di vista psicologico, manageriale e di nuovi paradigmi con cui si può interpretare la permanenza della propria impresa nel territorio e le competenze per vincere all’interno dello stesso. In particolare questo processo ha avuto un ulteriore accelerazione quando, nel 2019, io e Giada Melis diventiamo soci di OSM (Open source management) e introduciamo la prima e unica Business School per imprenditori e manager in Sardegna. Con Mab nasce un vero riferimento formativo concreto e strutturato per gli Imprenditori, per poter formare se stesso, i propri manager e collaboratori, avere un sostegno dal Punto di vista del marketing management, di gestione finanziaria / amministrativa per la propria azienda e così via.
L’automazione e il marketing strategico sono concetti forti: come li traduci in realtà per aziende a conduzione familiare o radicate in modelli tradizionali? Automazione, digitalizzazione, marketing sono veramente importantissimi. Oggi fortunatamente, 1% alla volta, anche le aziende capitanate da imprenditori old School (che hanno sicuramente visto non proprio facile l’introduzione di queste innovazioni) stanno lasciando via via spazio alle nuove leve, alle nuove generazioni, facendosi influenzare dal progresso. Trovo questo un atto di grandissima intelligenza. Ovviamente noi dobbiamo fare la nostra parte perché se da una parte è vero che c’è una resistenza da chi è radicato a sistemi di gestione tradizionali, noi dobbiamo essere bravi a comunicare ed entrare in relazione con loro facendo percepire la rilevanza e l’importanza di questa evoluzione. Anche e soprattutto perchè da qui in avanti l’adozione della tecnologia, dell’ai e del digitale non sono più una scelta opzionale ma è una scelta obbligata per garantire la permanenza nel mercato del proprio business. Ovviamente tutto questo va trasferito in maniera graduale e armonica ed è questa anche la nostra responsabilità / capacità di influenza.
Il MAB Business Center e la Mind Business School sono un unicum per la Sardegna: che impatto hanno già avuto sull’economia e sulla mentalità imprenditoriale locale? Il business Center – che rappresenta oggi il più grande polo per imprenditori in Sardegna – ha sicuramente dato ancora più concretezza alle aziende dando un riferimento logistico per la loro crescita. Mese dopo mese è diventato un punto di aggregazione imprenditoriale molto importante in quanto – sebbene abbiamo le altre sedi capillari nel territorio tra Alghero, Sassari e Olbia – qui si tengono il numero più importante di corsi e percorsi formativi, così come anche la presentazione dei libri dei nostri autori, la scuola di Management MBS, serate di networking a tema (la Leaders’ Night) ecc. Il centro è diventato il contesto in cui creare quelle sinergie che da sempre sono mancate in Sardegna. Dove al contrario in passato c’è sempre stata una mentalità di Chiusura nel confronto con altri imprenditori (e anche di segretezza dei propri numeri, dei propri dati e delle proprie scelte imprenditoriali) oggi stiamo riscontrando un approccio molto differente, aperto ed evoluto. Il business center ha contribuito a sciogliere questa dinamica di chiusura, creando un habitat favorevole alla condivisione e alla creazione di una forte rete di alleanze. Ovviamente in questi 10 anni sentiamo di aver dato un impulso decisivo per questa nuova filosofia della gestione d’impresa che ha sbloccato in maniera naturale tantissime occasioni di crescita condivisa. Oltre il 90% delle aziende italiane sono micro imprese (azienda da 0 a 9 dipendenti) , la Sardegna segue lo stesso trend ovviamente e queste aziende hanno, spesso, un altissimo potenziale di sviluppo! La scuola di management e il business center hanno l’onere e l’onore di sostenere il consolidamento delle aziende strutturate e migliorarne l’efficienza o posizionamento, ma anche e soprattutto di valorizzare le microimprese e farle diventare le Pmi o grandi aziende di domani.

Guardando al futuro, quali settori produttivi sardi vedi come più promettenti nei prossimi dieci anni? Questa domanda meriterebbe una risposta molto più articolata di quella che darò, perchè dovrebbe comprendere dati e statistiche di riferimento. Mi limito a rispondere che In generale, dal mio punto di vista, la Sardegna deve sviluppare tantissimo la sua attrattività e deve diventare una “Leaders Destination”, ossia un luogo in cui grandi personalità imprenditoriali e non solo, decidano di investire e di permanere nell’isola, purchè siano allineati nei valori e consapevoli del valore della Sardegna. Qui non per sfruttarne il potenziale ma per svilupparlo. Al riguardo devo dire che tantissimi top manager e imprenditori a livello nazionale e internazionale stanno decidendo (e ne ho dei casi concreti) di lasciare anche delle importanti posizioni lavorative (oppure semplicemente di trasferire qua parte della loro azienda) per trasferirsi qui. Questo aspetto territoriale legato alla qualità della vita (che va però implementato da maggior economia) è un nostro punto di forza e messaggio differenziante molto attrattivo. Difficilmente replicabile altrove in Italia. Su questo punto dobbiamo lavorare tanto e va da se che parallelamente andrebbe sviluppato maggiormente il comparto dell’Hospitality. Un settore che apparentemente ci caratterizza, ma in realtà siamo ancora lontani anni luce da quello che si aspetta chi viene qua e investe tanti soldi. Siano questi turisti o investitori o persone che si vogliono trasferire e avvicinarsi alla magica isola. Quindi dobbiamo investire tanto in Hospitality, in servizi, in strutture ricettive e in mentalità dell’accoglienza per questo stiamo lavorando per creare una vera “Università dell’hospitality”. Occorre creare un sistema formativo che riguardi sia gli aspetti tecnici / professionali / manageriali che quelli legate alle soft skills degli addetti. Da ultimo parlo di sviluppo tecnologico, ho avuto la fortuna di essere amico e aver passato tempo di qualità insieme al recentemente scomparso Niki Grauso, Colui che ormai tantissimi anni fa ha aperto un canale veramente molto forte e rivoluzionario al riguardo e che forse – purtroppo – ha anticipato un po’ troppi tempi per essere compreso a pieno nella sua volontà innovazione e visione. Ma io credo che oggi l’isola può proseguire il percorso che Niki impostò in maniera pionieristica, e diventare un polo tecnologico unico al mondo.
Se dovessi elencare i tre punti di forza dell’imprenditoria sarda, quali sarebbero? 1. I VALORI: siamo persone che se stimolate rispondono in maniera molto importante all’impatto sociale dell’impresa e questo reputo sarà sempre di + un valore aggiunto perché le aziende potranno diventare dei “love mark” nella misura in cui agiranno da imprese sociali ancor prima che imprese di business.
2. RESILIENZA: la seconda qualità è la resilienza. L’ imprenditore sardo è come la fenice che risorge sempre. Forse perché nati in condizione di apparente svantaggio legata alla insularità, forse perché ereditiamo anche una psicologia che ci ha sempre fatto pensare di essere gli ultimi in Italia o tra gli ultimi, di fatto oggi si sta risvegliando una grandissima forza interna che è capace di andare oltre a qualsiasi difficoltà.
3. RELAZIONI: la terza caratteristica è invece connessa alla capacità di creare relazioni umane a lungo termine. Oggi infatti i brand e le aziende crescono in base alla fiducia che si genera attraverso le relazioni umane di valore, attraverso la sincerità e la trasparenza. Gli imprenditori sardi hanno questa caratteristica (anche se ovviamente non si può generalizzare). Io riscontro tanti imprenditori che hanno interiormente il seme dell’etica, dei valori, della trasparenza e questo non può che generare grande fiducia in relazioni armoniche e durature che ovviamente favoriscono anche il business.
E i tre punti di debolezza che più frenano lo sviluppo? 1. talvolta l’eccessivo senso di appartenenza che talvolta può chiudere la visione o di opportunità. Quando diventiamo troppo selettivi o diffidenti (e lo facciamo anche per un senso di difesa del nostro territorio) potremmo precluderci delle opportunità.
2. il secondo principio che potrebbe essere limitante è l’abitudine nel non sviluppare curiosità per il resto del mondo. Una delle cose che dobbiamo fare non solo individualmente, ma anche come gruppo di imprenditori, consiste nel girare il mondo per conoscere realtà che possono essere d’esempio e fonti d’ispirazione per lo sviluppo del nostro territorio e delle nostre imprese.
3. La diffusa mentalità del “non si può fare” o come la chiamo io “mentalità dello schiavo e della vittima”. E’ un concetto forte ma purtroppo talvolta una parte degli abitanti manifesta una mentalità di questo tipo che porta ad alibi e “lamentite cronica” che porta a diventare cronici nell’esporre della difficoltà di essere un’isola, la difficoltà di essere sempre l’ultima ruota del carro e così via. Le parole vanno utilizzate meglio. Le parole hanno un peso importante, perchè diventano la tua realtà. Un famoso proverbio dice: “che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione”. Noi dobbiamo iniziare a pensare che la Sardegna possa diventare una regione simbolo e di riferimento / ispirazione per tutta Italia se siamo in tanti a volerlo, a crederci, insieme.

La Sardegna soffre spesso di isolamento logistico: come si può trasformare un limite geografico in un vantaggio competitivo? Diventando altamente attrattivi da un lato (cosi da giustificare il maggior valore per importare ed esportare) e sviluppando una fortissima economia interna nell’isola, incentivando circoli virtuosi di sviluppo e scambio locale. Ovviamente esistono un elenco di problematiche che a oggi influenzano le politiche dei trasporti – che non sviscero in questa intervista- ma quello che posso dire è che sicuramente uno dei progetti da verticalizzare e su cui investire è la creazione di una compagnia aerea regionale potrebbe fare una grandissima differenza per liberare finalmente la Sardegna da dinamiche disfunzionali connesse ai vettori nazionali e internazionali. Per questo occorre sviluppare una task force imprenditoriale che coinvolga la politica e possa generare delle soluzioni veramente efficaci.
«Azienda di Successo» è ormai un format nazionale: come dialoga con la realtà imprenditoriale sarda? Azienda di successo nasce come evento gratuito che costantemente teniamo da quando Mab è nata. È un evento volto a condividere azioni di successo imprenditoriali attraverso la voce degli stessi imprenditori che stanno raggiungendo grandissimi risultati. È un evento e format vincente che ha trovato poi espansione anche in altre città d’Italia e grazie a questa capillarità e presenza, agevola tantissimo il networking a livello nazionale e quindi le possibilità di espansione e della creazione di linee di comunicazione per lo sviluppo di impresa. La prossima data sarà il 29 Agosto, presso il Mab Business Center e interverrà in via eccezionale tutto il Top management di Mab & Co. condividendo gratuitamente contenuti di alta formazione sui pilastri del management d’impresa
In un contesto piccolo, dove “tutti sanno tutto”, il fallimento può pesare di più: come si impara a rialzarsi? Bellissima domanda, questo è un problema non solo sardo ma direi italiano. In Italia il fallimento è interpretato come il contrario di successo. L’esperienza ci insegna che invece il fallimento è una parte fondamentale e integrante del successo. Se si parte già da questo nuovo paradigma, cambia tutta la percezione che è connessa al fallimento. Basti pensare che negli Stati Uniti, addirittura, se un imprenditore non ha avuto un fallimento non è visto totalmente di buon occhio in quanto probabilmente non ha avuto abbastanza esperienze o non ha provato a creare nessuna iniziativa davvero rilevante. Un’ altra cosa importante è sottolineare in tutti i modi che la persona non è l’azienda. Quando fallisce un’azienda fallisce un’azienda. Non si deve fallire o far fallire la PERSONA. Quando una persona va in difficoltà non ha bisogno di critiche o giudizi, ha bisogno di AIUTO. Questa è un’area di miglioramento dell’essere umano contrastabile solamente dal buon esempio, moltiplicando gli interventi di aiuto e sviluppando educazione all’aiuto, a partire dalle scuole e dalle famiglie. Anche per questo nasce “Sardegna Futura” l’Associazione di Promozione sociale tra imprenditori, nata in Mab, che interviene concretamente anche per aiutare gli imprenditori che cadono in difficoltà (vedi la ricostruzione in 5 giorni del chiosco di Punta Molentis, distrutto dagli incendi)
Ci racconti una storia di un imprenditore sardo che, grazie a formazione e rete, è riuscito a far crescere il proprio business? Potrei sicuramente citare tantissimi casi dei nostri imprenditori che hanno avuto o stanno avendo uno sviluppo davvero rilevante, abbiamo aziende clienti che seguiamo da anni e sono cresciute tantissimo ( Aquamea, Fin.Ap, All solar, Quattroemme, Porta 1918, Nord Car e tantissime altre), altre già strutturate di partenza con cui abbiamo lavorato principalmente sul top management (Iter di Ruggeri, Cagliari Calcio, Mesu e Rios, Fluorisid, Tirso e così via). Mi piace però citare (proprio perché ultimamente sta avendo un grandissimo sviluppo) un nostro diplomato nella scuola di Management: Giancarlo Bobo della To Smile centri odontoiatrici. Giancarlo e il suo gruppo stanno ottenendo una grande espansione territoriale. Un imprenditore che ha investito tantissimo su se stesso, sul suo sviluppo come imprenditore e ha portato ad una stabilità di crescita il proprio centro odontoiatrico principale e oggi si sta avviando una grande espansione sia in affiliazione che come espansione diretta all’interno del territorio. Sta aprendo tanti punti vendita (Elmas, Cabras, Oristano, Sardara, Maracalagonis ecc) che lo stanno portando a diventare uno dei leader regionali del settore. E sono certo che l’espansione andrà rapidamente oltre i confini regionali. Una caratteristica importante di Giancarlo è sicuramente stata (oltre quella di essere diventato davvero un bravissimo imprenditore) aver creato tante relazioni di valore, mettere il capitale umano al centro e far parte di un network imprenditori che lo sostiene, lo aiuta e che fanno il tifo per lui.
Se potessi scrivere una roadmap per lo sviluppo economico della Sardegna, quali sarebbero i primi tre interventi urgenti? Sinteticamente: Creerei un “progetto Sardegna”. Perché qualsiasi azione è corretta o sbagliata in relazione alla direzione e visione che si vuole intraprendere. La Percezione che un po’ tutti hanno è che un progetto per l’azienda Sardegna non c’è. Un progetto reale concreto, pragmatico, attuabile e soprattutto condiviso in maniera inequivocabile a tutta la Popolazione e agli imprenditori. Ognuno deve sapere che sta facendo la Sua parte per la Sardegna, ma questo può avvenire solo se il progetto si conosce, e soprattutto se esiste! Parte integrante del progetto deve essere un piano di posizionamento per il brand Sardegna. La Sardegna è un brand e dovrebbe avere come principale obiettivo quella di posizionarsi a livello nazionale e internazionale come un riferimento assoluto da un punto di vista turistico. Certamente la grande ricchezza della Sardegna è che non ha solo il brand “Sardegna”, ma ha dei sotto brand che possono attrarre differenti target se solo si è bravi a verticalizzare e creare un posizionamento per ogni area della Sardegna. A titolo di esempio possiamo dire che Porto Cervo è sicuramente il sotto brand della Sardegna che attrae un target chiaro e specifico e ha un posizionamento: il lusso. Questa chiarezza rende facile il successo di quell’area. E’ una questione di Brand Positioning. La riflessione che faccio è che noi in Sardegna abbiamo altri potenziali “sotto brand” che potrebbero essere estremamente attrattivi per altri target, a titolo d’esempio: Villasimius (non ha alcun posizionamento chiaro e quindi attrae un target misto), Cagliari (idem), Sulcis (idem) ecc. Nel Marketing, laddove non c’è chiarezza del posizionamento (se vai bene per motivi generali e non specifici non hai un brand e proposta unica di valore ma sei sostituibile) che si vuole ottenere per un determinato territorio/destinazione non può esserci progetto di marketing / comunicazione che possa renderlo attrattivo e tanto meno non possono nascere le modifiche e adeguamenti dell’offerta che possa rispettare e superare e aspettative del target di riferimento. Per non parlare delle attrattive storiche / culturali che ancora oggi sono semi sconosciute dai più (Pozzo Santa Cristina, Nuraghe, Mont’e Prama ecc ecc), o di certo non hanno le attenzioni che meritano. Terzo e ultimo punto: per sviluppare l’economia della Sardegna io credo occorra investire sulla cultura e l’istruzione. Le scuole devono diventare nuovamente attrattive (vale anche per la scuola e gli istituti lo stesso discorso sul branding fatto al punto 2) per diventare nuovamente nella mente di ogni ragazzo il mezzo per il proprio sviluppo professionale e per la propria autorealizzazione. La scuola deve diventare di nuovo un polo di sviluppo culturale, formativo educativo e di rafforzamento della propria autostima in grado di sviluppare dei leader che guideranno le aziende di domani oppure saranno collaboratori delle aziende di domani, guideranno la scena politica o svilupperanno progetti per Sardegna.
Come immagini il futuro dei giovani sardi tra formazione, lavoro e impresa? Come detto in precedenza, esiste per me un futuro potenzialmente straordinario per i giovani in Sardegna nella misura in cui questi saranno agevolati nell’investire su loro stessi, sulla conoscenza, su ciò che chiede il mercato odierno (che spesso non è ciò che l’università oggi insegna, perchè tende a preparare a professioni che non ci saranno più). Le opportunità in Sardegna ci sono e ci saranno eccome. Bisogna fare ovviamente anche uno switch nel modo in cui i candidati e i giovani ci si presentano alle aziende. I giovani non devono inseguire false piste, non devono essere attratti da strade facili (che è comune trovare messe in bella mostra dai guru del momento anche solo entrando sui vari social) per il successo. La verità che va divulgata è una sola: per avere successo bisogna fare una mole di sacrifici che il 95% delle persone non è disposta a fare. Quindi bisogna mostrare ai ragazzi esempi reali di chi è partito da zero e ha creato qualcosa, nel territorio in cui viviamo. Far rientrare nella psicologia e nella mentalità “del fare” del sacrificio. Nella mentalità che da priorità alla formazione, allo studio, all’essere amanti del processo e non solo del risultato finale. Ogni giovane può raggiungere obiettivi straordinari se persegue la strada dell’abilità, che inevitabilmente coincide con la strada dell’investire su se stessi.
Un messaggio diretto a chi oggi ha un’idea ma teme di non potercela fare partendo dalla Sardegna. Nel mondo esistono due categorie di persone: 1. chi riesce a creare qualcosa dal nulla; 2. chi dal qualcosa crea il nulla. Chi ha già un’idea di valore nella sua mente fa parte della prima categoria e deve sapere che avere un’idea troppo spesso è sottovalutato. Perché le cose nascono sempre due volte, la prima volta nella nostra mente sotto forma di un’idea e la seconda volta nella realtà. D’altro canto però avere un’idea a volte è sopravvalutato. Nel senso che si pensa che l’avere un’idea buona possa bastare per raggiungere obiettivi rilevanti. In realtà l’idea vale il 20% l’esecuzione vale l’80%! Significa che se io voglio raggiungere il massimo potenziale della mia idea, devo programmare un’esecuzione straordinaria. Questo comporta inevitabilmente fare tantissimi sforzi, ricercare la conoscenza, essere disposti a rinunciare a tutto pur di perseguirla. Ogni idea che si trasforma in una start-up vive un momento di grandissimo entusiasmo iniziale a cui subentra una fase poi di grande criticità come è illustrata nella parte centrale della “curva delle start up”: il canale della tristezza. Per questo devi sapere che in un mercato sempre più competitivo e dove l’autoimpiego è sempre più diffuso, occorre sviluppare la propria idea attraverso un affiancamento concreto e strutturato grazie a chi conosce molto bene queste fasi e dinamiche. E al riguardo esistono delle grandissime possibilità. Noi ad esempio abbiamo una divisione che si chiama MYT (Master Your TalenT) che aiuta gratuitamente le start-up ad avviarsi e a trovare finanziatori. Parallelamente il nostro progetto Fund Analisys può aiutarti a individuare e ottenere i fondi necessari per lo sviluppo della propria impresa, aderendo a bandi e finanziamenti agevolati, grazie ai nostri esperti del settore.
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Articolo lunghissimo e perciò anche noioso. Mi paiono parole per adepti più che addetti a qualcosa. In concreto questo MAB che cosa è?
Grazie Mariazzurra
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