IGNAZIO DELOGU: INTELLETTUALE DAI TANTI INTERESSI ARTISTICI-LETTERARI E AUTENTICO POETA IN LIMBA

Ignazio Delogu

Gli orizzonti letterari della poesia in limba, superando il passaggio dalla diffusa oralità alla scrittura, si sono aperti verso percorsi di universalità lirica: segni di appartenenza, identità e alta voce dai segni di specificità originale, sono ora espressione componente del grande patrimonio di saperi del popolo sardo. Poeta di questo percorso e attraversamento di recupero culturale è stata la scrittura lirica perseguita, ed alimentata nella memoria e dal presente sardo con elaborate profonde meditazioni, dal brillante intellettuale di spessore internazionale Ignazio Delogu (Alghero 5 novembre 1928 – Bari 28 luglio 2011). Il sensibile e partecipe sviluppo dei versi del Delogu, tra malinconia-tenerezza e creatività linguistica, guardano diretti alla Sardegna e al suo popolo “chiamato a custodire l’Isola amata”; un vitale e ideale messaggio salvifico per la gente e di  impegno concreto per la tutela dell’ambiente naturale sardo. 

Ignazio Delogu, figura eclettica e versatile nel panorama culturale nazionale e internazionale, ha vissuto con pienezza i grandi intrecci letterari (poeta, scrittore, traduttore, saggista, docente universitario di Letteratura spagnola e catalana a Roma La Sapienza, a Bari e Sassari) e l’impegno politico con l’attivismo a difesa dei diritti umani; significativi i rapporti di amicizia e di collaborazione con Pablo Neruda, Ernesto Che Guevara, Rafael Alberti e la sua attenzione umana e sociale ai movimenti di resistenza latinoamericani. Apprezzato traduttore dei massimi narratori e poeti galeghi, catalani e naturalmente latinoamericani; amico e studioso dell’arte di Pablo Picasso e degli scrittori Gabriel Garcia Marquez e Mario Vargas Llosa. Saggista, con innumerevoli lavori, critico letterario e diversificate comunicative esperienze nel campo del cinema, teatro e collaborazioni RAI. Attivo nella valorizzazione letteraria e di contenuti della lingua sarda e di quella catalana di Alghero. Numerosi i riconoscimenti poetici conseguiti in limba, tra i tanti attestati figurano il Premio Città Ozieri, il Marmilla, Romangia e nel 1992 il Premio Dessì con la silloge Oscura Notizia. Intensa e significativa l’intensa attività pubblicistica per riviste e quotidiani, particolarmente assiduo il contributo a L’Unità.  

Al gruppo cileno Inti-Illimani, così anche per diversi attivisti politici a seguito del colpo di stato militare in Cile dell’11 settembre 1973, diede un determinante aiuto negli anni da esuli in Europa.

Per favorire la conoscenza e unicità di Ignazio Delogu è stato realizzato il film-documento “Ignazio. Storia di lotta, d’amore e di lavoro” di Marco Antonio Pani. L’opera, presentata recentemente all’Auditorium “Giovanni Lilliu” a   Nuoro, è stata una delle rappresentative proiezioni della rassegna “Cinema ISRE. Racconti di Sardegna” che narra “attraverso le testimonianze di chi ha avuto la grande fortuna di incontrarlo,  una vita vissuta intensamente di un grande intellettuale sardo, un omaggio per una figura di notevole spessore, una storia dalle mille sfaccettature scandita da passione, militanza politica, cultura, scambi e incontri eccezionali”.

No isco si ti ammentas, opera vincitrice per la sezione emigrati al premio “Ozieri” del 1977, ricorda la “fatica dei contadini impegnati nel lavoro a zoronada”.

NO ISCO SI TI AMMENTAS

No isco si ti ammentas, Billia,
su messonzu, in su tempus passadu,
cando dae idda chi ‘essiana a Fiolinas
a nde messare s’anzenu in logu attesu.
M’ammento de Tottoi, de Tiu Barore, de Damianu,
chi ‘essiana a pe’, trunchende in sos caminos
giompende riu; calicunu giughiat falche, atere nono,
bestidos de fustanu e de suore,
su ‘entone abertu e a s’iscapiddada,
narende contos, faulas, chi li narant.
Cando intraian in su sede, fit s’inferru:
ruiat s’ispiga – sa raglia s’illongada
cant’andat s’oju – in sa terra brujada.
Sa zoronada, Billì, già l’ischis chi fit paga:
bastaiat pro su pane – e pro nde attire a bidda
calchi soddu – a sustentare – sa muzzere
e sos fizzos, in s’ierru.
Fit troppu pagu,
fit comente a gherrare a zoronada,
drommende in terra – s’ischina truncada.
Narana, Billì,
chi su tempus est cambiadu …
Su logu anzenu como est pius lontanu:
Franza, Germania, logos furisteris …
Faulas, incue, bat pagu ‘e nde contare:
faeddende anzenu, mancu ti ‘enit gana.
Ca sa gana, Billì, est de torrare,
giompere a bidda – ma pro trabagliare –
pro l’accabbare cun s’isfruttamentu
e pesare una gherra – in tempus de paghe:
sa gherra santa de sa libertade.

NON SO SE TI RICORDI

Non so se ti ricordi, Billia, la mietitura, nei tempi passati, quando dal paese andavano a Florinas per mietere l’altrui in luogo altrui. Mi ricordo di Totoi, di Tiu Barore, di Damianu, se ne andavano a piedi, tagliando per sentieri guadando torrenti; ciascuno aveva la sua falce qualche altro era senza vestiti di fustagno e di sudore; la camicia aperta e senza cappello, raccontando storie, invenzioni, come dicono.

Quando entravano nella stoppia era l’inferno: cadeva la spiga, la fila s’allungava a vista d’occhio, nella terra bruciata. La giornata, Billì; sai bene ch’era scarsa bastava per il pane e portare in paese qualche soldo per mantenere la moglie e i figli durante l’inverno.

Era troppo poco, era come combattere a giornata dormendo in terra – la schiena spezzata. Dicono, Billì, che i tempi son cambiati, il luogo altrui adesso è più lontano: Francia, Germania, posti stranieri … Invenzioni, laggiù, c’è poco da contarne … Parlando straniero neanche ne vien voglia … Che la voglia, Billì, è di tornare a casa, ma per lavorare … Per mettere fine a questo sfruttamento e mettere su una guerra in tempo di pace. La guerra santa della libertà.

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2 commenti

  1. Lisetta Bidoni

    Cristoforo Puddu, con la consueta maestria, ha richiamato alla nostra memoria e tratteggiato il profilo umano, artistico e politico di Ignazio Delogu. Un intellettuale a tutto tondo, apprezzato e stimato scrittore, poeta, saggista, docente, attivista politico. Ancora una volta Tottus in paris porta nel mondo la figura di un sardo di valore.

  2. Grazie Cristoforo per questo doveroso ricordo di un intellettuale a tutto tondo. un amico caro. Anche un grande storico dell’arte. Ricordo il bellissimo volume Miti Tipi e Archetipi. E la Mostra di Giovanni Canu al Castello Sforzesco di Milano , di cui scrisse nel catalogo , insieme a Luciano Caramel.(nell ambito di SARDEGNA A MILANO , 2008)

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