
Giovanni Fois
di LUCIA BECCHERE
Juvanne ‘e Prade, alias Giovanni Fois, nato a Oliena nel 1910, maggiore di 5 figli di padre pastore originario di Lollove e madre casalinga di Oliena, non sapeva né leggere né scrivere. Nel ‘46 si è sposato con Maria Manca stabilendosi prima a sa Untana Nova poi a Santa’Anna. Dalla loro unione sono nati due figli e sei nipoti. Da giovane ha svolto diversi lavoretti, poi di mestiere ha fatto su mannalithagliu, (colui che conduce al pascolo sa mannalitha – capra domestica).
Ogni mattina le capre, accompagnate da un familiare, convergevano dentro un recinto nella zona di Masiloghi per essere condotte a su cumunale, una fascia pedemontana fra sa preda ‘e Sant’Anna e sa preda ‘e Lithu dove Juvanne le faceva pascolare senza mai spingersi al Supramonte nel rispetto di altri caprai che pasturavano in quella zona. Lui le aspettava con in mano l’orologio da tasca ancorato al taschino con una catenina in acciaio sperando che l’ora non si facesse tarda.
All’imbrunire le riconduceva nei pressi del recinto e da sole facevano ritorno alle rispettive abitazioni dove i padroni provvedevano a mungerle mattina e sera, mentre lui seguiva l’asino carico di legna per alimentare il caminetto e il forno per cuocere il pane.
Per tutto l’anno l’uomo assolveva a questo compito, tranne i giorni di festa per San Lussorio, ricorrenza sacra agli olianesi e le giornate di abbondanti piogge o precipitazioni nevose.
Riconosceva le capre dal suono del campanaccio, attribuiva un nome a ciascuna e si avvedeva di eventuali assenze nonostante fossero un centinaio, solo due erano di sua proprietà. Se una nuova arrivata non voleva fare parte del gruppo, per ambientarla la legava al caprone per alcuni giorni.
Per ogni capo veniva retribuito con 100 lire al mese o con l’equivalente in prodotti della campagna, mentre per ogni monta esigeva tariffa doppia. La moglie, preposta alla riscossione, faceva il giro del paese per riscuotere quanto dovuto. A lui spettava l’obbligo di fornire alla guardia campestre i nomi dei proprietari che avrebbero dovuto versare il canone del fondo alle casse comunali.
La capra è un animale produttivo, si arrampica ovunque, predilige i teneri virgulti e ha un’aspettativa di vita di circa 15 anni. Raramente si ammala, tuttavia non era immune dal carbonchio (l’antrace), malattia endemica in animali erbivori, oggi scomparsa. Ciu Juvanne raccontava di averlo contratto nel togliere il collare ad una capra colpita da quel batterio e di essere ricorso subito alle cure mediche.
“Le considerava sue creature – ricorda il primogenito Angelinu già dipendente comunale -. Un giorno udì il lamento di una capretta, vide un’aquila che, dopo averla afferrata con gli artigli, la colpiva alla testa col becco adunco mentre il sangue le colava dappertutto. Si avventò contro il rapace riuscendo a metterlo in fuga”.
Calzava gli scarponi, i gambali sui pantaloni di velluto e durante l’inverno indossava sas peddhes (le pelli) nere di montone. Portava a tracolla una borraccia rivestita di tela militare per la scorta dell’acqua fresca e una bisaccia pro su recattu. Immancabile su bonete.
“Mio padre – prosegue Angelinu -, era un gran lavoratore, mite e tranquillo.
Amava cantare poesie dialettali. Dipingeva le zucche secche, realizzava dei pinta-panes in legno di ginepro, con la ferula costruiva cadireddas e vorriajolas (girandole) per tenere lontani gli uccelli dai frutti di campagna. Forniva le ghiande per ingrassare maiali da cortile e la cenere prodotta dalla combustione di leccio per fare sa lissiva (il ranno) utilizzata per essiccare l’uva”.
Ciu Juvanne ‘e Prade è stato l’ultimo mannalithagliu di Oliena, il primo ad aver esercitato quel mestiere come professione. Nel 1971 è andato in pensione come salariato fisso di campagna per aver avuto l’accortezza di farsi assicurare.
Nel 1994, è scomparso a 84 anni dopo una lunga vedovanza.
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Come non ricordarlo?Aspettava le capre mannalithe in fondo alla via Garbaldi e le accompagnava nel ” padente” via Masiloghi per riportarle a sera in paese
Non nascono più peccato,mi mancano questi personaggi hanno fatto la storia dei nostri paesi,un grazie a loro,se tutte le mattine abbiamo avuto il latte per fare colazione 👏👏👏
Che cosa vuol dire mannalitaiu? Grazie
Giovanna Marteddu Colui che conduce al pascolo la capra domestica
Uomini di altri tempi, ma che si ricordano sempre con piacere .!!!!!
Grazie mille
Bellissimo
no ne esiste più
Personaggi di un tempo
Grazie Lucia Becchere
Queste persone non dovrebbero mancare mai, un grande grazie a loro 👍💪🖐️