
di GIANRAIMONDO FARINA
Sarebbero stati novantanove anni. Il 31 Luglio 1926, in quel di Bomporto, in provincia di Modena nasceva Carlo Zoboli. Arrivò in Sardegna direttamente dalle giovanili della Juventus. Da allora sarà una storia infinita d’ amore. Quindici campionati ininterrotti. A Carbonia. Prima con la gloriosa Carbosarda e poi con il Carbonia. Risultando il calciatore con il maggior numero di presenze nella storia biancoblu. Zoboli ha vissuto i momenti più importanti e nobili della storia sportiva della squadra mineraria. Ed in occasione della partita interna di serie D del 1961-62 con il Calangianus, giocata il 27 maggio 1962, venne premiato per la trecentocinquantesima partita in biancoblu con una medaglia d’ oro. Atto dovuto alla serietà manifestata in carriera sia come uomo che come atleta. Senza incappare nella retorica, si vuole affermare che “Carlino”, questo era il suo benevolo nomignolo, aveva fatto la sua militanza nella squadra mineraria come un “atto di fede”. In considerazione, senza dubbio, delle trecento ottanta presenze che, alla fine, riuscì a realizzare. Ma il suo attaccamento ai colori biancoblu è stato talmente forte anche perché, dopo aver sposato Elena, una ragazza locale, decise di vivere a Carbonia con la famiglia. Facendone la sua città d’adozione. Alla fine della carriera ha sempre fatto parte della “famiglia” mineraria con le mansioni di massaggiatore, divenendone così la bandiera biancoblu. Per finire, si deve dire che, altra grande soddisfazione per Zoboli sarà quella di vedere i figli Hubert e Franco giocare, a cavallo fra anni Sessanta e Settanta, giocare con la maglia del Carbonia per più stagioni. Dopo la morte, avvenuta improvvisamente nel 1993 durante un allenamento nello storico stadio, sarà proprio quest’ ultimo a venire intestato alla sua memoria. Nel 2021, poi, la città di Carbonia ospitò un importante mostra dedicata a Carlo Zoboli. Essa, comprensiva di oltre cento foto, ha avuto l’onore di essere stata visitata da tutti i più importanti uomini di calcio e di sport della Sardegna. Perché la storia di “Carlino Zoboli” è legata indissolubilmente a quella della Carbosarda, ancora oggi la seconda squadra calcistica della Sardegna per risultati conseguiti nel professionismo, con la disputa di ben undici campionati nella Serie C a girone unico nazionale e la Serie B sfiorata ben quattro volte. La più clamorosa il 10 giugno 1956 a Venezia quando, da prima della classe, all’ ultima di campionato, arrivò a trenta minuti dalla promozione. Con la conseguente perdita, poi, purtroppo, del sogno della cadetteria. Per la Carbosarda e per l’ intero calcio sardo quello continua ad essere un “unicum”. Un risultato mai raggiunto da altra squadra sarda in C al di fuori del Cagliari. Per la storia. E, come tale, ad imperitura memoria, rimangono, pronunciati quasi come un “rosario” i nomi di quella squadra di cui “Carlino Zoboli”, arcigno terzino destro, ne era l’ anima: Cavallini, Zoboli, Conti, Braccini, Molinari, Trenzani, Pin, Serena, Bercarich, Gennari, Turotti. Allenatore Perlati.
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