UN SACERDOTE INSTANCABILE: A 45 ANNI DALLA SUA MORTE, IL RICORDO DEL SERVIZIO VISSUTO DI GIOVANNI MARIA DALU

Giovanni Maria Dalu

Al 45esimo della sua scomparsa, avvenuta a La Caletta il 27 gennaio 1980, vogliamo ricordare Don Giovanni Maria Dalu, nato a Siniscola il 1° febbraio il 1907, terzo di 6 Figli di padre pastore e madre casalinga.

Cresciuto in un ambiente sereno e onesto, per cinque anni ha studiato al seminario di Nuoro, prima di rifugiarsi nel convento di Casamari (Frosinone) perché fortemente attratto dalla vita monacale, dove il 5 agosto 1936 fu ordinato sacerdote. Celebrò la prima messa nella chiesa di San Giovanni Battista in Siniscola accompagnato dal coro cistercense di Casamari. In seguito avrà la possibilità di indirizzare in quel monastero altre figure che dopo il liceo hanno fatto rientro per completare gli studi all’università.

Nominato viceparroco a Fonni e Bitti, parroco a Onifai e poi, dagli anni cinquanta fino al 1972, a Lodè. Figura molto importante per quel piccolo paese povero e isolato dove non c’era agricoltura e pastorizia, non una farmacia e le medicine così come la farina venivano portate dai carabinieri dalla vicina Siniscola perché le strade erano impraticabili e mal collegate. Alla miseria s’accompagnavano molte malattie genetiche che spesso aggredivano diversi membri della stessa famiglia. In questo contesto lui ha lavorato tanto impegnando tutte le sue energie.

“Ho vissuto con lui fin da bambina – ricorda la nipote Lucia Dalu oggi 89enne -, a Fonni, Bitti, Onifai, Lodè e La Caletta. Soprattutto Lodè è stato il suo campo di elezione dove ha ristrutturato la chiesa parrocchiale grazie anche al contributo regionale, ha costruito l’asilo e si è attivato perché fossero le suore a gestirlo e venisse istituita la POA dove, grazie alla presenza del medico, l’ostetrica e l’assistente sociale era operativo un ospedaletto per curare e praticare piccoli interventi”.

In quel momento la situazione era molto precaria e per questo motivo era giunta in paese un’equipe da Napoli per effettuare un’indagine sulle cause delle tante malattie genetiche che affliggevano la popolazione.

“Per fronteggiare la diffusione del tracoma – ricorda ancora Lucia-  era intervenuto da Nuoro prof. Latte che con la collaborazione del personale della POA (Opera Pontificia Assistenza) somministrava mattina e sera le gocce a circa 200 bambini che, per contenere il contagio, durante il giorno venivano portati all’aria aperta in colonia nella valle circostante, per essere ricondotti a casa la sera”.

Inoltre Don Dalu era in stretto contatto coi medici dell’Agostino Gemelli di Roma che si rivolgevano a lui per attingere informazioni sulle ragazze per bene da assumere in casa per le faccende domestiche e lui in cambio chiedeva e otteneva aiuti per il paese. Don Dalu, che col buon senso riusciva a fare tante cose grazie anche ad un rapporto stretto fra la chiesa e i suoi parrocchiani, ricorderà quegli anni del suo ministero sempre con infinita nostalgia.

Quando giunse a La Caletta, primo parroco residente, dovette riprendere tutto daccapo, andando incontro a mille difficoltà sia a livello spirituale che organizzativo. Era una persona buona, uno di famiglia, si intratteneva con tutti e tutti lo ricordano mentre sulla sua bicicletta attraversava instancabile la pianeggiante località balneare per andare a trovare i malati o chiunque necessitasse della sua presenza e di un suo consiglio.

Nutriva grandi sogni per La Caletta. Sognava un nuovo Santuario per la Casa della Madonna della Vergine perché era troppo piccola per accogliere i fedeli oltremodo numerosi nella stagione estiva, voleva edificare la chiesa nel punto dove, per espresso volere del vescovo di Nuoro-Lanusei Antonello Mura, oggi sorge l’Anfiteatro. Nel 1978 aveva inaugurato anche la posa della prima pietra di quel luogo di culto che intendeva realizzare e quel giorno fu per lui un momento d’indicibile emozione.

Ma nel 1979 venne colpito da ictus, moriva dopo alcuni mesi all’età di 73 anni.

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Un commento

  1. Angela Solinas

    Molto commovente

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