
Gemma Ercolanelli
di CARMEN SALIS
Gemma Ercolanelli, in Papavero blu – Edizioni Amicolibro, racconta la sua storia. Una storia semplice ma piena di sofferenza che, coraggiosamente, è riuscita a trasformare in forza e determinazione.
Gemma cosa significa avercela fatta? Beh, io credo che “avercela fatta” assuma un significato quasi inspiegabile a volte. Nessuno vince, nessuno perde, in certe storie ci si deve solo rimboccare le maniche e sperare che tutto quello che tu possa mettere in atto sia il modo migliore per poter proseguire nel cammino della vita. “Avercela fatta” per me non implica sapere di dover star sempre e comunque bene, ma aver sconfitto quei mostri interiori che a volte ti affliggono, cogliendo ricchezza in tutto il tuo vissuto.
Scrivere significa condividere o prendere coscienza? Di primo getto avrei esordito che entrambe le risposte potrebbero essere corrette. Non è così. Ho dovuto un attimo riflettere su questo e non solo adesso, ma dal primo capitolo che ho scritto di questo mio libro. In realtà io ho sempre avuto coscienza del mio vissuto e non solo di ciò che è stato scritto, ma anche di altri aneddoti altrettanto importanti della mia vita. Per me scrivere è stato libertà di espressione in un mondo in cui, a volte, ormai non è più consentito poterlo fare ma, soprattutto, come da te chiesto, per me è stato davvero importante condividere la mia storia nella speranza che possa aiutare chi ne ha più bisogno. Niente è impossibile, nemmeno tornare a sorridere, ed è proprio questo il messaggio che cerco di lanciare con il mio scritto.
La paura a volte possiamo trasformarla. La paura DEVE essere trasformata, altrimenti rimane solo paura. E può essere trasformata in tanti modi diversi: in forza, in speranza, in umiltà. Non dovrebbe essere trasformata in rancore, come molti fanno, quello non ci aiuta, quello ci distrugge e basta, e distrugge le persone che abbiamo accanto. Non sarò ipocrita a dire che la paura a volte non mi ha assalita. Mi ha assalita eccome! Ma come ogni sentimento ed emozione che proviamo va gestita per non lasciarsi abbandonare al terrore di non “saper guarire” da essa.
Cosa ti aspetti dal lettore? In realtà non mi sono fatta aspettative, è indubbio il fatto che speri che il mio libro possa piacere a tanti. Allo stesso modo però, più che un libro che possa piacere nel vero e proprio senso della parola, io spero che sia un libro che possa far riflettere. Forse è proprio questo che spero per il lettore. Mi auguro che sia spunto di riflessione per chi è in cerca di aiuto, per chi si è perso, per chi è solo, perché in tutto questo mi ci sono ritrovata anche io e so quanto sia dura avere questo peso addosso. La cosa più bella in cui posso sperare è che, oltre a far riflettere, possa anche far “guarire” certi animi appesantiti dai propri vissuti, è proprio quello che auguro a tutti: di poter guarire guardandosi dentro.
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