
Un’opera unitaria innervata di racconti brevi e lunghi (otto) che esplora su varie dimensioni, attraverso la narrazione, il tema del conflitto. Dalle guerre planetarie più celebri che sono sempre d’attualità, fino alle tensioni più comuni con un filo rosso di violenza che attraversa la nostra società, la famiglia, gli individui. Si parla di invasioni, di stupri, di omicidi, di mondi distopici e contemporanei funestati dal dominio e dal confronto armato. Ma anche della società attuale, logorata dalla disunione e dall’individualismo conflittuale senza senso e senza speranza. Come nella questione linguistica. L’affresco, a tinte forti, di una Isola-Mondo, dipinto in lingua sarda, che lascia spazio però alla catarsi della liberazione. Ognuno troverà la sua. A suo modo con le proprie forze: risvegliandosi dall’incubo, ironizzando sulle false contrapposizioni, liberando i prigionieri, trovando i colpevoli o raccontando con lieve sarcasmo le sconfitte di un’intera generazione.
Le tematiche
Si può raccontare in sardo lo stupro di guerra ai danni delle donne ucraine? Si può parlare di Hamas e Israele tra le nebbie alcoliche del bar dello sport come metafora di tutti i conflitti insensati e folli?
Si può dipingere la sagoma di un impero del futuro che opprime i mondi, come oggi gli imperi terrestri dominano i popoli? Si può usare la fantascienza per immaginare paesi sconvolti dalla ricerca delle tanto ambite terre rare?
Si può leggere con disincanto la nostra vicenda politica e culturale recente, le delusioni, le sconfitte, le idee, i personaggi dando un senso anche ai fallimenti?
Nell’opera si esplora il tema del conflitto in tutte le sue sfumature, dal bellicismo all’attrito silenzioso delle relazioni quotidiane. La violenza è il filo che lega tutto e non si limita a quella fisica, ma scava nell’anima, lasciando cicatrici.
Il dolore è la cifra di una società vittima della sua stessa ipercomunicazione dove tutto è frantumato e liquido e le grandi organizzazioni e istituzioni non esistono più se non per apparenza.
L’Isola diventa simbolo di questa condizione universale, un microcosmo che riflette un mondo più grande, immerso in conflitti senza fine. La lingua sarda diventa strumento di identità e di liberazione in un’espressione nativa straordinaria. Un lessico ricco, una sintassi ostinatamente identitaria tesa però alla contemporaneità e al futuro.
La narrazione, pur dipingendo un mondo realistico e crudo, lascia intravedere uno spiraglio di speranza, una soluzione che si fa strada lentamente, come un cammino di redenzione per le nuove generazioni.
Ogni racconto offre al lettore l’opportunità di confrontarsi con le proprie paure e speranze. Ogni parola è una chiave per comprendere il mondo e se stessi.
L’individuo è chiamato a lottare con i propri conflitti interiori e con quelli esterni, in un viaggio di scoperta
dell’animo umano e della sua eterna ricerca di speranza e salvezza. L’esperienza della Sardegna attraverso il suo idioma comune può essere un’astronave che serve per viaggiare nei mondi sconosciuti dell’oggi e del domani.
L’Autore
Giuseppe Corongiu, nato a Laconi nel 1965, è un esponente di spicco del movimento linguistico e identitario della Sardegna. Ha animato associazioni, iniziative e progetti, come responsabile delle politiche linguistiche regionali dal 2004 al 2014.
Ex giornalista, dirigente della Pubblica Amministrazione, traduttore, è autore di studi, opere politiche e saggi sulla difesa e promozione delle minoranze linguistiche. Ha promosso la rivitalizzazione delle lingue locali con un occhio alla contemporaneità, alla tecnologia e all’innovazione, privilegiando la questione sarda all’interno del più ampio panorama europeo e mondiale delle nazioni senza stato e delle lingue indigene e native.
Ha dato vita al premio europeo delle lingue regionali Ondras e al progetto Decalogo dei Talenti Sardi all’Estero per il riconoscimento di una comunità globale dei migranti isolani.
È alla sua terza prova nel campo della narrativa in lingua sarda dopo l’uscita di Metropolitània e àteros contos tòpicos, distòpicos e utòpicos (Palabanda editore 2019) e il romanzo S’intelligèntzia de Elias (Janus editore 2022).
Giuseppe Corongiu “Gherras” Janus Editore 2025 (in uscita) – Pag. 259, Prezzo 15 euro
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gratzias de coro
I tuoi libri in lingua Sarda sono da divorare, perchè chiari, profondi !!Bravo Peppe