
Dopo dodici anni di silenzio, i Ratti Matti, storico gruppo musicale sardo, tornano ad animare le piazze e i festival dell’isola con una tournée estiva che si preannuncia esplosiva. Ma non si tratta semplicemente di una reunion artistica: è un ritorno consapevole, umano e profondamente inclusivo, che porta una ventata di novità nel panorama musicale isolano.
I concerti dei Ratti Matti saranno accessibili alle persone sorde che non usano esclusivamente la lingua dei segni per comunicare. Ogni spettacolo sarà accompagnato dalla sottotitolazione in tempo reale (respeaking) e da una tecnologia assistiva che permette a chi utilizza impianti cocleari o protesi acustiche di godere della musica in modo pulito e diretto attraverso i propri dispositivi, tecnologia per la prima volta in assoluto utilizzata in Sardegna.
“Abbiamo sentito il bisogno di tornare insieme, ma volevamo farlo in modo diverso, più consapevole,” spiega il frontman Stefano Floris. “Vogliamo che ogni persona possa sentire la nostra musica… anche senza ascoltarla con le orecchie. Siamo ben consapevoli che l’accessibilità totale si ha anche con la lingua dei segni, che per ora non siamo in grado di offrire. Speriamo di poterla avere in futuro, per rendere davvero il nostro concerto accessibile a 360 gradi.”
Il progetto è reso possibile grazie alla collaborazione con Francesca Marchionne, presidente dell’Associazione Internazionale di Respeaking, onA.I.R., che da oltre 13 anni lavora per l’inclusione delle persone sorde in tutti gli ambiti della vita. Marchionne si occupa della sottotitolazione, mentre Valentina Atzori, socia dell’associazione, cura la tecnologia assistiva.
La tournée dei Ratti Matti ha preso il via con una prima serata accessibile a San Teodoro, e continuerà con tappe in location suggestive, piazze e festival in tutta l’isola. Tra gli appuntamenti più attesi: Giovedì 17 luglio a Quartu Sant’Elena, presso La Marinella, e Venerdì 16 agosto a Torregrande, per una nuova serata completamente accessibile. Tutte le info sulle altre serate sono disponibili nei profili facebook e instagram dei Ratti Matti.
Nati alla fine degli anni ’90 dall’unione di nove musicisti provenienti dal Conservatorio di Cagliari, dall’Orchestra “Ennio Porrino” di Elmas e da importanti esperienze nel mondo dello spettacolo e dell’animazione, i Ratti Matti hanno costruito un’identità unica. Il loro stile mescola blues, soul, rhythm & blues e ironia teatrale, con un repertorio ispirato ai grandi della black music come Otis Redding, Wilson Pickett, James Brown, senza tralasciare influenze più recenti come Zucchero e Joe Cocker.
La band ha sempre puntato sulla performance dal vivo, sull’improvvisazione, sul coinvolgimento diretto del pubblico e sull’energia travolgente di uno show autentico, suonato completamente dal vivo, senza basi preregistrate.
Lo scioglimento del gruppo nel 2013, in seguito anche alla scomparsa del chitarrista Giampiero Corrias (magistralmente sostituito per un periodo da Gigi Conti), sembrava aver chiuso un capitolo. Ma il 2025 segna una svolta. I Ratti Matti tornano sulle scene con una nuova formazione e una missione chiara: rendere la musica accessibile a tutti, abbattendo le barriere che ancora oggi escludono molte persone dagli eventi dal vivo.
La qualità musicale della band è certificata dalle esperienze professionali dei suoi componenti, molti dei quali sono docenti nei Conservatori o musicisti professionisti attivi nell’ambito concertistico fra cui l’orchestra dell’Ente Lirico di Cagliari. Il frontman, Stefano Floris, vanta inoltre una solida esperienza televisiva in ambito regionale e nazionale.
Oltre ai membri storici – Stefano Floris (voce), Michele Brandinu (tastiere), Simone Marchionne (basso), Marco Garau (sax), Floriano Fiorin (tromba), Emanuele Ecca (percussioni), Roberto Migoni (batteria) – si sono uniti alla band Mauro Laconi (chitarra), Massimiliano Coni (trombone), Michele Marinaro (trombone), Dario Zara (tromba) e naturalmente Francesca Marchionne, respeaker.
In una regione come la Sardegna, dove le iniziative di inclusività culturale sono ancora rare, il ritorno dei Ratti Matti rappresenta molto più di un evento musicale. È un gesto coraggioso e necessario, che apre la strada a una nuova visione di spettacolo dal vivo: accessibile, partecipato, universale. I Ratti Matti dimostrano che il blues e il rock possono (e devono) essere inclusivi, che la musica è un diritto di tutti, e che anche una band può diventare strumento di cambiamento sociale. Il ritorno dei Ratti Matti non è solo un regalo al pubblico, ma anche un atto di responsabilità culturale. Un segnale forte, chiaro, che (come la loro musica) è impossibile da ignorare.
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