LE ‘DOMUS DE JANAS’ DIVENTANO PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO: IL COMITATO HA DATO PARERE FAVOREVOLE ALL’ISCRIZIONE DELLE TOMBE PREISTORICHE: SONO IL 61° SITO ITALIANO

Le “Domus de Janas” sono il 61esimo sito italiano iscritto nella lista del patrimonio mondiale, confermando il primato dell’Italia quale nazione con il maggior numero di siti Unesco al mondo.

Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Parigi, ha infatti deciso, l’iscrizione delle “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna”, riconoscendo «l’eccezionale valore universale delle “Domus de Janas” o “case delle fate”», tombe scavate nella roccia che testimoniano le pratiche funerarie, le credenze religiose e l’evoluzione sociale delle comunità neolitiche sarde. Caratterizzate da articolati sistemi planimetrici e decorazioni simboliche, rappresentano la più estesa manifestazione di architettura funeraria ipogea del Mediterraneo occidentale.

Il sito seriale è formato da una serie di componenti individuate su tutta l’area dell’isola, in particolare nella parte centro-settentrionale, spesso raggruppate in necropoli verosimilmente associate a insediamenti e villaggi oltre che a luoghi di culto. L’origine di queste tombe preistoriche a camera della Sardegna risale al Neolitico Medio I (V millennio a.C.). Studi recenti hanno dimostrato il loro utilizzo e la continua escavazione durante i periodi successivi, fino all’alba della civiltà nuragica, includendo il riutilizzo o la ristrutturazione di tombe preesistenti.

Sono 17 e sono, in particolare, i monumenti ricompresi nel sito seriale “Arte e architettura della Sardegna preistorica. Le Domus de Janas”: Necropoli di Anghelu Ruju (Comune di Alghero), Necropoli di Puttu Codinu (Comune di Villanova Monteleone), Necropoli di Monte Siseri / S’Incantu (Comune di Putifigari), Necropoli di Mesu e Montes (Comune di Ossi), Necropoli di Su Crucifissu Mannu (Comune di Porto Torres), Domus de janas dell’Orto del Beneficio Parrocchiale (Comune di Sennori), Domus de janas della Roccia dell’Elefante (Comune di Castelsardo), Parco dei Petroglifi (Comune di Cheremule), Necropoli di Sant’Andrea Priu (Comune di Bonorva), Necropoli di Sa Pala Larga (Comune di Bonorva), Necropoli di Los Forrighesos (Comune di Anela), Necropoli di Ispiluncas (Comune di Sedilo), Necropoli di Mandras / Mrandas (Comune di Ardauli), Necropoli di Brodu (Comune di Oniferi), Necropoli di Istevene (Comune di Mamoiada), Parco Archeologico di Pranu Mutteddu (Comune di Goni) e Necropoli di Montessu (Comune di Villaperuccio). 

La candidatura, promossa dall’associazione CeSIM Sardegna e dalla Rete dei Comuni delle Domus de Janas, con il Comune di Alghero come capofila, si basa sul criterio III della Convenzione del 1972 e fa riferimento alla testimonianza unica ed eccezionale di una tradizione culturale scomparsa, legata al culto dei morti e alle credenze sull’aldilà sviluppate dalle comunità preistoriche dell’isola tra il V e il III millennio a.C. Attraverso la varietà architettonica, la complessità decorativa e l’evoluzione planimetrica vengono documentati da queste tombe ipogee — come nessun altro sito nel Mediterraneo — l’organizzazione sociale, i rituali e la concezione spirituale delle più antiche comunità insediate sull’isola, mostrando al tempo stesso continuità e trasformazioni culturali fino all’inizio dell’Età del Bronzo.

Il percorso di candidatura, coordinato dall’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura, con la collaborazione degli Uffici territoriali (Segretariato regionale, Soprintendenze di Cagliari e Sassari, Direzione regionale Musei), ha coinvolto un ampio numero di soggetti sul territorio, tra cui i Comuni. La Regione Sardegna ha sostenuto la candidatura anche per l’aspetto finanziario.

Il risultato è stato conseguito grazie all’azione sinergica del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco.

La Regione Sardegna ha sostenuto la candidatura anche per l’aspetto finanziario. Il risultato è stato conseguito grazie all’azione sinergica del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco. “Il successo della candidatura – si legge in una nota del Mic – rappresenta l’ennesima conferma dell’apprezzamento dell’Organizzazione Internazionale per il lavoro svolto dal governo italiano per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale della nazione”. 

“L’ingresso delle domus de janas nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco rappresenta un riconoscimento di straordinaria importanza per la Sardegna e per l’intera Italia – ha detto la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde -. Questo risultato è il frutto di un lavoro corale della Regione, del ministero della Cultura, del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, della Rappresentanza italiana presso l’Unesco, del Cesim e dei comuni sardi coinvolti. È un traguardo storico che rafforza il senso di appartenenza delle nostre comunità e apre nuove opportunità di crescita: dallo sviluppo di un turismo culturale sostenibile alla creazione di occupazione, fino alla valorizzazione dei territori più interni e delle giovani energie locali”.

“Con la loro diffusione capillare e la ricchezza simbolica di molti siti decorati – prosegue la presidente Todde – le domus de janas testimoniano un’identità culturale profonda, oggi finalmente riconosciuta a livello internazionale”.

“Siamo molto soddisfatti perché l’inserimento delle domus de janas nelle liste del Patrimonio Mondiale UNESCO è il tassello conclusivo di un percorso che ha finalmente dato alla storia antica della Sardegna l’importanza che merita”.

Soddisfazione anche per l’assessora regionale dei Beni Culturali, Ilaria Portas :”Il riconoscimento di Parigi arriva dopo la prestigiosa presentazione all’Esposizione Universale di Osaka, dove qualche settimana fa abbiamo potuto raccontare al mondo la nostra storia più antica. Le Domus de Janas sono una testimonianza di valore inestimabile della Sardegna preistorica e devono essere valorizzate al massimo perché diventino un attrattore socioeconomico per l’intera isola. Con questo obiettivo il nostro Assessorato ha introdotto un finanziamento di 15 milioni che permetterà ai Comuni di realizzare interventi per garantire la messa in sicurezza, l’accessibilità e la piena fruibilità dei siti riconosciuti dall’UNESCO. Il potenziale di questi beni è enorme e noi intendiamo tramandarli nelle migliori condizioni in modo che anche in futuro continuino a raccontare la nostra storia più antica alle nuove generazioni”. 

Views: 60

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

3 commenti

  1. 🥰🥰

  2. Annalisa Atzeni

    ❤️

  3. Gian Luca Arca

    E adesso???

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *