DALL’AEROPORTO DI CAGLIARI FINO A NEW YORK: IL LABORATORIO A MURAVERA DI LAURETTA PODDA, UNA STORIA TRA AGO, FILO E TRADIZIONE

Lauretta Podda

Lauretta Podda racconta la sua storia tra ago, filo e tradizione. Un artigianato che custodisce l’identità dell’Isola e la fa viaggiare nel mondo

A Muravera c’è un laboratorio in cui ogni stoffa sa di Sardegna: è il mondo di Laura (Lauretta) Podda, 75 anni, artigiana e imprenditrice con una lunga carriera sartoriale che ha portato la tradizione isolana persino fuori dall’Europa. “Sto diventando vecchietta – scherza – ma lavoro sempre. Lavoro perché mi piace quello che faccio, mi piace creare vestiti”. 

La sua passione per l’abito femminile nasce tanto tempo fa, quando da bambina trascorre un periodo tra Muravera e Sardara. “Ero la seconda di undici figli – racconta – e da bambina le mie nonne mi hanno insegnato a ricamare. Giocare, per me, significava imparare l’arte”. Dai primi insegnamenti in famiglia, Lauretta è passata ben presto alla bottega, dove ha allenato e affinato le lezioni delle nonne. Dopo una breve pausa dedicata alla famiglia, negli anni ’80 ha aperto la sua attività a Muravera, affiancata a lungo dalla sorella Giannina. 

Nel suo laboratorio di Muravera, Lauretta realizza abiti su misura in grado di far rivivere la Sardegna, intrecciando artigianato, identità e memoria. Le richieste arrivano per lo più da donne sarde che vivono fuori dall’Isola, spesso in occasione di eventi speciali, come i matrimoni. Per molte di loro, indossare un abito da sposa creato dall’artigiana sarda è un modo per sentirsi più vicine alle proprie radici, per portare con sé un frammento della propria terra anche a distanza.

Lo stile di Lauretta Podda coniuga creatività personale e rispetto per la tradizione. “Ogni abito nasce da un dialogo con la cliente – spiega – ma quando creo liberamente, ‘parlo’ in sardo: uso tessuti al telaio, coralli, ricami su tulle e materiali della nostra terra”. Emblematici sono gli abiti realizzati con orbace (tessuto di lana tipico della Sardegna) bordati in velluto, e in seta, macramè e decorati con ricami in corallo e argento. Oppure quelli che evocano i profumi e i colori delle spiagge sarde, con i gigli di mare in seta pura, cuciti rigorosamente a mano, senza colle.

Negli anni, Lauretta ha sperimentato anche l’uso di colori naturali e biologici, realizzando una piccola collezione di abiti con tessuti artigianali tinti con erbe e piante spontanee della Sardegna. Il progetto è nato dalla collaborazione con un biologo locale, che ha studiato e creato le diverse colorazioni, contribuendo a rendere ogni capo ancora più legato alla Sardegna. 

#CAGLIARITODAY

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4 commenti

  1. Lauretta Podda

    Grazie ❤❤❤❤❤

  2. giuliana fanni

    Brava 👏👏👏

  3. liviana murru

    Complimenti ♥️

  4. super

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