
Fleanna Lai
di DANIELA PORQUEDDU
Fleanna è nata a Carbonia e vive ad Assemini. “Le sento entrambe parti di me. Nel Sulcis ho le mie radici, anche se non posso dire di averci abitato, eppure le sento forti. Ad Assemini ho fatto crescere i rami e le foglie. Quindi posso dire a gran voce di avere due patrie.”
La sua isola, la Sardegna, significa molto per lei. “Credo di avere un rapporto simile e comune a tutti gli isolani, ma in particolare ai Sardi che abitano una Terra ricca di storia millenaria. Amo i suoi confini, con i quali ho un rapporto di amore e odio. I confini possono apparire limiti oppure il punto da cui poter scorgere l’infinito. E io da questa prospettiva privilegiata non mi muovo.” Non potrebbe vivere in nessun’altra parte del mondo. “La Sardegna mi ha scelta come sua abitante e io scelgo la Sardegna ogni giorno.”
È un nome insolito e raro Fleanna. “Fu il nome di un eccellente medico pediatra e pneumologo infantile di Iglesias. Fu la pediatra di mia sorella, più grande di me di due anni. I miei genitori si innamorarono di questo nome (ma secondo me in fondo si innamorarono di lei, della sua grande professionalità, sensibilità e umanità), cosi dissero: “Se avremo un’altra figlia femmina la chiameremo Fleanna…” E poi son nata io. Da piccola non lo volevo. Essendo una bimba timida, dover rispondere alle domande curiose della gente mi imbarazzava. Ma con l’adultità l’ho apprezzato. Soprattutto perché questo medico, come me, amava i bambini tanto da farlo diventare un lavoro, anche se non ebbe mai figli, come me. Oggi sento questa affinità e sono orgogliosa di portare questo nome. A Iglesias ancora la ricordano con profondo affetto e stima.”

Oggi Fleanna è un’insegnante, non potrebbe fare altro nella vita. “Il mio primo giorno di scuola (prima elementare) mi innamorai della mia maestra. Maestra Tina. Una donna dolce, con un sorriso bellissimo. E dissi “Da grande farò la maestra anch’io”. Non ho mai cambiato idea.”
Da bambina il suo gioco preferito è stato l’altalena. Non avendo giardino, per giocarci andava dal nonno o dalla vicina. “Non sarei mai scesa. Quel senso di adrenalina e di libertà, quell’ondeggiare su e giù era un passatempo fantastico. Non ho mai dimenticato quella sensazione. Oggi la trovo una profonda metafora della vita, le cadute, le risalite. E forse da piccola mi piaceva così tanto perché l’avevo intuito.”
Fleanna ha frequentato le scuole magistrali e poi si è laureata in Pedagogia, perché, ha sempre desiderato fare la maestra. “Mi piaceva andare a scuola, non sono mai stata “secchiona”, ma mi piaceva imparare cose nuove. Non studiavo per prendere un voto, ma per scoprire e sapere di più. Tutt’oggi questa curiosità mi accompagna.” Le sue materie preferite erano quelle umanistiche e ovviamente le piace leggere, con una predilezione per i romanzi e i classici della letteratura. Adora la poesia. Apprezza le poetesse contemporanee, come Casciani, Cavalli, Merini e Candiani.
Pur non essendo una musicista, definisce la musica “una parte fondante” della sua vita. “Da bambina prendevo lezioni di pianoforte. Nessuno vicino a me lo suonava, ma era il mio sogno, io amavo il pianoforte. Non chiedetemi perché. Ma quando sei piccino spesso non dai la giusta importanza alle cose e con leggerezza abbandonai le lezioni, anche qui non so perché. Sino al pentimento poi, che ancora mi accompagna. In questo periodo questo sogno rimasto nel cassetto bussa prepotentemente. Credo che lo ascolterò… magari, chissà, riprenderò le lezioni”
Per il momento si limita ad ascoltarla, la musica, e preferisce quella d’autore italiana. “Non riesco ad ascoltare canzoni straniere perché, non essendo competente nelle altre lingue, ho bisogno di comprendere il testo.” Cantautori come De Andrè, Baglioni, Tenco, Endrigo per lei sono innanzitutto poeti.
Fleanna ha un colore preferito. “Il viola, non è solo un colore per me, è un modo di essere, di sentire. Dicono sia il colore della meditazione. Sono d’accordo. Mi trasmette calma e luce, energia positiva. Per questo adoro anche indossarlo, con vestiti o accessori.”
E indossa i tacchi a spillo o le sneakers (se non può stare scalza per ovvi motivi). Non conosce vie di mezzo. “Sono così anche nella vita. Passo da un estremo a un altro” e non ama cucinare. Preferisce mangiare, le piace la buona cucina. “Adoro la pastasciutta, da buona italiana, in tutti i modi,” e poi il pesce.
Sostiene di non essere una sportiva, però da ragazzina le piaceva l’atletica, in cui si cimentava a scuola: la corsa, i salti in cui riusciva ad esprimere il suo corpo “senza paura di dover rendere conto a qualcuno”. Poi li ha messi da parte e oggi coltiva la sua voglia di movimento facendo camminate, soprattutto in mezzo alla natura. “Scoprire anfratti nascosti della nostra Terra mi rigenera.”

E poi c’è la famiglia. “I legami più forti che avrai nella vita. Sono le tue radici, la tua storia e la tua forza. Il riferimento quando la tua vita sembrerà perdere senso.” C’è l’amore, su cui Fleanna ha scritto tanto. “Ho scritto tanto sull’amore ma chissà se l’ho capito. Difficile definirlo. Ma in fondo credo sia apprezzare e ringraziare per tutte le cose che abbiamo.”
Ha un rapporto speciale con la Fede e lo ritroviamo nelle sue poesie. “Ho avuto il dono della Fede, perché per me è un dono e non puoi cercarla sperando di trovarla, è lei che trova te. Nella mia silloge di Poesie, anche se non lo nomino, o lo nomino poco, Dio è in ogni pagina.”
Questo ci fa capire cosa rappresenta per Fleanna la bellezza. “È l’armonia che regna tra i difetti del mondo. Se ci guardiamo intorno, tutto è bellezza. Il riso di un bambino, un fiore che cresce in una crepa, il canto di un usignolo, le rughe nel volto di un vecchio, la bellezza è nelle cose semplici.”
Fleanna sa bene cosa vuol dire oggi essere donna. “Significa aver scoperto il segreto per trovare l’equilibrio tra la bellezza, la forza, il coraggio e la dolcezza. La bellezza per guardare il mondo, la forza e il coraggio di non arrendersi e la dolcezza di affrontare la vita senza averne paura, ma farlo con gentilezza.”
La paura di invecchiare è qualcosa che ci accomuna tutti. E anche Fleanna riconosce che “può essere difficile accettare il corpo che cambia”, ma “fa molto più paura l’invecchiamento del cervello e dell’anima. Se mi sarà data l’opportunità di invecchiare,” dice “spero di non perdere la forza e l’entusiasmo di continuare a godermi la vita, non vorrei mai smettere di essere una sognatrice anche con i capelli bianchi.”
Ha avuto un sogno non realizzato e irrealizzabile: avere un figlio. Il dispiacere però è diventato un punto di forza e ci spiega come ha affrontato e compiuto il suo percorso. “Con la fede, anche con la fede. A proposito della fede di cui parlavo prima. Dio mi ha insegnato che la vita è sempre bella. Che ogni cosa ha un senso. Dobbiamo avere fiducia in Lui e in noi stessi. Scorgere tutta la bellezza del mondo. Oggi, a 46 anni, non è più un sogno non realizzato ma un dono di Dio, che mi ha insegnato come la vita sia sempre meravigliosa. Quando trovi il senso profondo di ogni cosa allora affronti tutto. Oggi so che è giusto così. Che non doveva andare in nessun altro modo.”
Le parole sono il suo pane quotidiano e hanno un grande potere. “Le parole sono potentissime, nel bene e nel male. Bisogna stare attenti, infatti, a quelle che si rivolgono alle persone. Possono ferire, illudere oppure curare. Noi abbiamo il grande potere di usarle bene, per questo amo la Poesia. È il modo più gentile di usarle.”
In Lettere di un bruco a una farfalla affronta le sue molte vite. “Descrivo i tanti colori racchiusi in un’unica vita. Di donna, di figlia, di madre mai nata, di zia, maestra. “Siamo uno, nessuno, centomila” direbbe Pirandello. Con la silloge ho trovato il modo per descrivere tutto questo e sentirmi comunque intera. Anzi, devo proprio dirlo, scrivere mi è servito a far comunicare le varie parti e sentirmi compatta.”
Ci svela che c’è un modo per farci spuntare le ali. “Le ali spuntano quando abbiamo voglia di vederle, quando siamo pronti a vederle, quando non abbiamo più paura del mondo e troviamo il coraggio di affrontarlo. Le ali sono un atto di coraggio.”

Nelle sue poesie ha donato agli altri se stessa, il proprio intimo. È stato un processo lungo e difficile. “Ma quando ho scritto l’ultima poesia della silloge, e ho pensato alla pubblicazione, mi sono detta che se ti doni devi donare la tua autenticità, sennò non ha senso. Non so dove ho trovato il coraggio, me lo chiedono in tanti e forse me lo chiedo pure io. So solo che volevo far volare la mia poesia, forse nel suo silenzio era un urlo assordante che volevo si sentisse. E questo regalo, per essere davvero un dono, doveva essere autentico. Non mi serve la falsità e soprattutto è in antitesi con la poesia, che vuole raccontare la verità.”
Il suo punto debole. “È questo carattere cosi taciturno e chiuso. A volte mi ha danneggiato. Ma per fortuna ho la scrittura che mi aiuta.”
Fleanna ci saluta con un grande progetto. “Volevo diventare una pianista.” Annuncia. “Ma chi lo sa…” e ci regala alcuni versi dedicati al suo sogno nel cassetto.
Pigerò
Su tasti nuovi
Queste dita
Che sapranno far vibrare
Melodie dimenticate
Danzerà
La mia anima
Udendo
Note inascoltate
Afferrerò
I diesis
Bemolli
Che non riuscivo
A sentire
Diverrò la pianista
In un oceano
In una stanza muta
Dove non indugerà più
Il mio sogno
E suonerò
Ogni suono
Che credevo aver perso
Le auguriamo che, un giorno, nelle sue mani spuntino davvero quelle ali tanto amate. Attendiamo che la poesia voli di nuovo, tra le note del suo pianoforte.
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Grazie TOTTUS IN PARI per lo spazio dedicatomi.🌺
Grazie Daniela Porqueddu per la delicatezza dell’articolo🌺
Bellissimo articolo, strepitosa Fleanna
Complimenti per l’articolo esaustivo. In effetti Fleanna Lai, vuoi per il nome, vuoi per il viso dolce, vuoi per le sue poesie, non si dimentica! L’articolo svela tanti aspetti del suo carattere che poi ritroviamo nei suoi versi! ❤️🌹
cuore
Ho letto tutto d’un fiato. Un’intervista che esalta la tua bellissima storia, posata su ali delicate che si librano verso nuovi sogni. Cara Fleanna,scrivi e fai volare leggeri i tuoi versi.
BRAVA
Fleanna Lai la bellezza parla da sola. Si può dire che abbia le ali ❤️❤️
Fleanna sei grande, auguri
Dani Porqueddu Sono onorata di essere intervistata da te. Lo hai fatto con professionalità e sensibilità e un tocco di poesia , come pochi sanno fare ❤🌺
Ma che brave
❤️ bellissima intervista, delicata come le ali della Farfalla.
Complimenti Dani Porqueddu e Fleanna Lai! ❤️
bello