
di TONINO DETTORI
Sono state recentemente presentate a SASSARI nell’ accogliente location del Cineteatro Astra di fronte ad un pubblico attento ed entusiasta. Fra i relatori la Prof.ssa Maria Doloretta Lai, Presidente dell’Istituto di Studi e Ricerche “Camillo Bellieni”: “II progetto di promozione culturale” Dimandas del Prof. Michele Pinna, già fondatore e Presidente dello stesso Istituto, scomparso alcuni anni fa, e “le musiche di Antonio Simon Mossa”; Battista Giordano : “Genesi e sviluppo di un aspetto inedito di Simon Mossa” Pietro Simon: “Mio Padre e l’archivio Simon Mossa”; Daniela Masia: ” La poesia Dimandas di Michele Pinna ” Le Musiche di A. Simon Mossa eseguite da: Ensemble d’Archi Glareano; Antonella Chironi, pianoforte. La poesia di Michele Pinna “DIMANDAS”, musicata e cantata magistralmente da Beppe Dettori. Di Antonio Simon Mossa si conosceva bene il suo genio poliedrico: Architetto, intellettuale di spicco, teorico dell’indipendentismo sardo, Poeta, Compositore, Musicista, Etnomusicologo e poliglotta. Battista Giordano, Compositore musicale e autore di un autorevole intervento evidenzia che ” nel 2016 Pietro Simon, responsabile dell’ A.S.M. (Archivio Simon Mossa) gli offriva in visione le partiture del Padre dalle cui trascrizioni emergeva non senza stupore il profilo di A. Simon Mossa compositore, etnomusicologo e arrangiatore. Senza di lui non avremo potuto condividere queste belle pagini e musicali, il cui rinvenimento è stato a tratti rocambolesco poiché i fogli non erano stati archiviati completamente, ma sparsi e privi di numerazione. Nel difficile tentativo di collegare le partiture,in modo organico, lo scrivente (B. Giordano) ha dovuto operare un lavoro di ricostruzione melodica nel tessuto armonico privo delle voci fondamentali e solamente nel caso del brano “Will some beer sweetheart tonight”, creare un tema per giustificare gli appunti, purtroppo insufficienti a disposizione. Negli appunti musicologici, il direttore del coro Silvio Carobbi, in accordo con Pietro Simon, ha inserito ed adattato metricamente due poesie di Antonio Simon Mossa: “Cabras” (Logudoresa) e ” Nitada de Tristor), tratte dalla raccolta “Canti Sardi”.

“Nella partitura del brano ” Senza Titolo” è stato fatto l’adattamento per orchestra d’archi nella ripresa del tema principale del pianoforte, mediante materiali che provengono direttamente dalla mano del compositore Antonio Simon Mossa”. Il suo percorso artistico inizia a 18 anni ” scrivendo musica” ed appassionandosi a questa nobile arte, ereditata dalla madre, diplomata in pianoforte. In quel periodo il mondo della musica era in fermento. “Nel 1913 inizia l’era del disco e nel 1925 veniva messa a punto la registrazione elettrica con microfono e amplificazione, nel giugno di quell’anno la Columbia realizzava il suo primo disco a 78 giri. Alla fine degli anni venti nasceva a Milano l’editoria musicale”, continua con tanta documentazione Battista Giordano. Più tardi scenderanno in campo anche le multinazionali. ” Esplodeva la febbre del ballo”. II tango, il fox-trot, la rumba ed il charleston invadevano l’Europa. Nel 1929 si sviluppava la radio che si diffondeva ampiamente negli anni successivi. Il Jazz era ignorato dalle case discografiche e brutalmente avversato dal regime fascista Italiano che lo definiva “…. un’offesa al buon gusto “…una minaccia alla salute pubblica”….. la sifilide della musica” come scrive Pietro Simon. Ma, per fortuna, in ogni momento della Storia ci sono stati i “dissidenti”, i” non allineati ai regimi autoritari “, “gli intellettuali ed Artisti intelligenti”, “gli Eretici che non si sono mai fatti piegare”. “Tra le poche e autorevoli voci dissenzienti c’era quella del compositore e critico musicale Alfredo Casella, intellettuale non allineato con la critica musicale di regime”, che sosteneva decisamente che il Jazz, musica negra si caratterizzava e dominava” per la sua sonorità, per la sua originalità, per la sua forza di novità, ed anche di modernismo”. In quel quadro A. Simon Mossa si collocava tra i giovani appassionati di musica Jazz, che guidava in qualità di compositore ed arrangiatore. Le sue partiture rappresentavano “la sua singolare originalità: si ispirava alla musica classica che conosceva bene, utilizzava la musicalità afroamericana che adorava e rielaborava la musica tradizionale sarda che faceva naturalmente parte della sua storia familiare”, come sostiene con un pò di emozione Pietro Simon. Il segno identificativo di Simon Mossa può essere colto ” nel ricorso sistematico tra modo maggiore e minore e per l’utilizzo del VI grado abbassato mentre la genesi del suo stile deriva dall’ascolto del paesaggio sonoro che ha caratterizzato il trentennio dal 1920 agli anni cinquanta, paesaggio costituito da musiche di chiara origine jazzistica destinate al ballo, sovrapposte alla cultura musicale popolare e non solo dell’Italia di allora”. Sintesi che permette a Battista Giordano di accomunare A. Simon Mossa a Nino Rota, “massimo e nobile esponente di questo stile”. Da ricordare le significative composizioni di musica applicata destinate a commentare i suoi film come” La canzone di Valparaiso”, associata al film “Vento di terra”, brano per pianoforte e voce, l’unico corredato di testo. Alquanto significativi i brani destinati al pianoforte, ai violini e saxofono, batteria e contrabbasso; quelli in cui si denota chiaramente il suo amorevole attaccamento alla musica afro-americana; le partiture Etnomusicolgiche, studi sui ” Canti della Planargia e Canti Sardi indistinti, trascritti polifonicamente e di tutto il progetto melodicamente”. Degne di nota le sottolineature di B. Giordano sulla ” contemporaneità” di Simon Mossa relativamente alla musicologia comparata sul canto popolare. Tradizione iniziata da Costantino Nigra nel 1888 con i ” Canti popolari del Piemonte”, continuata da Gavino Gabriel, grande compositore tempiese, col suo primo lavoro “Canti e Cantadori della Gallura”, diffusa in Spagna da F. Garçia Lorca e M. de Falla attraverso il “Concurso del Cante Jondo”, organizzato a Granada nel 1922, il libro “Ethnomusicology” di Jaap Kunst (1950), di origini olandesi, che ridefinisce la disciplina. Da allora il termine più diffuso sarà appunto “Etnomusicologia”, affermatasi in Italia grazie all’opera della Scuola di De Martino e Carpitella nel 1950. L’ accoglienza data dal Prof. Michele Pinna, Fondatore e Presidente dell’istituto di Studi e Ricerche ” C: Bellieni” e dalla Prof.ssa Maria Doloretta Lai, succedutagli in tale incarico, è stata determinante per concretizzare un assiduo lavoro per la realizzazione di tutto il progetto musicale ed etnomusicologico che li ha visti impegnati dal 2016 al 2024, presentato in anteprima nel 2022 al teatro civico di Alghero. Uno storico Progetto che si affianca lodevolmente ad un fondamentale documento discografico, opportunamente diffuso anche a Sassari. In questo progetto di diffusione culturale non poteva certamente mancare il dovuto omaggio al Prof. Michele Pinna, Intellettuale di spicco, impegnato instancabilmente nella promozione, valorizzazione e diffusione della lingua e della cultura della Sardigna. Autore di varie pubblicazioni che spaziano dalla Filosofia, la Storia, la saggistica, la poesia, il giornalismo, autorevole relatore in importanti convegni ed intellettuale impegnato nella politica attiva per la difesa dei diritti e delle rivendicazioni del Popolo Sardo. Un affettuoso segno di stima da parte di coloro che lo hanno conosciuto da vicino e lo hanno proficuamente affiancato nella ” realizzazione dei suoi sogni”. Un’eredità culturale da raccogliere a piene mani, da arricchire e da trasmettere con impegno. Durante questo nobile evento la voce poetica di Michele Pinna, con ” DIMANDAS”, viene cantata e musicata magistralmente dall’artista Beppe Dettori facendo leva sulla sua sensibilità, esperienza, professionalità, suscitando nel pubblico emozioni che non si dimenticano. La poesia ” Dimandas” è l’apri-pista di “POETOSOFIA”, ultimo lavoro postumo di Michele Pinna. E’ una poesia Filosofica, mai fine a sé stessa, ma “sempre generativa di modi e di mondi, una continua via aperta alla comprensione e alla scoperta di chi ha fortuna di ascoltarla e di accoglierla” come si può leggere nel libretto, collegato al CD musicale messo in diffusione dall’IsBe. La parola poetica è ” in sé stessa vita che si rigenera continuamente e si perpetua in quanto comunicazione ed espressione vitale immediata”. “Dimandas” è ” una poesia filosofica senza tempo”. E’ una poesia in Lingua Sarda che tocca ” un livello di universalità legato al senso dell’esistere”, come sostiene giustamente Daniela Masia nel suo intervento. Il Poeta, il Filosofo, l’Uomo Michele Pinna si pone degli interrogativi legati a ” domande fondamentali dell’Esistenza a cui la Filosofia cerca di dare orizzonti possibili”.
“Proite naschidi su sole su manzanu
Si no b’at unu sonniu a l’isetare?
Rispondemi nue bandulera.
Le domande sono rivolte a una ” nue bandulera, che si sposta in continuazione nei cieli. NON AD ALTRI UOMINI. Michele cerca il dialogo poetico-filosofico con “un elemento naturale” che sembra annunciargli “i cambiamenti effimeri del tempo che si annodano alle domande gravi sulla finitudine dell’esistenza e del rapporto con gli elementi che caratterizzano la vita umana”, continua Daniela Masia. Il tono ” a tratti grave” nell’ “interrogarsi” è affiancato dalla “volontà di affrontare la vita alimentandola con la volontà di SOGNARE, IMMAGINARE, CREARE la VITA ogni giorno”. Senza questo, non ha senso che IL SOLE sorga la mattina…..” se non per alimentare la vita nella sua caducità e anche nella sua gravità”. Beppe Dettori, con sentita grandezza artistica ha prestato efficacemente e sentitamente la sua calorosa voce all’ Autore, Filosofo e Poeta ” incarnandone perfettamente lo stile”. L’arrangiamento è di Andrea Carlo Pinna.
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Proite naschidi su sole su Manzanu ????? EH !!! Bi penso,mi colana in conca medas cosas !!!! Pedo azzudu a una NUE ” BANDHULERA ” . Ma mancu a ISSA ,li essidi alenu !!!! Este curre curre in chelu e no tenede tempus pro rispondhere a dimandha peruna……Colada su tempus !!! E pianu ,pianu chircas sa risposta chi nessunu ti cheredhe DARE ☆
Nineddu Sanna Bella QUESTA POESIA. Ciao. Valentino
Sono contentissimo perché il mio articolo ha fatto il giro del mondo degli Emigrati Sardi. Sono sempre a disposizione per diffondere la nostra lingua e cultura della nostra bella SARDEGNA. Fortza Paris. 👍💪💪👍
bene