IL VIAGGIO DELL’AGRICHEF ANNALISA ATZENI: LA PARTECIPAZIONE AD IMPORTANTI INIZIATIVE PER FAR CONOSCERE LA CUCINA TRADIZIONALE SARDA

Annalisa Atzeni

Le parole del poeta dell’Irpinia Franco Arminio che ricorda: “Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato (…)”.

L’impegno di Annalisa Atzeni e di alcuni importanti “compagni di strada”, è proprio quello di recuperare e valorizzare patrimoni culturali che rischiano di scomparire. Tra le tante citiamo la 51a Sagra delle ciliegie di Villacidro, realizzata con le Janas Di Maist’e, pronte a riportare in vita leggenda e tradizione a Esterlizi, “Voci del tempio”, il cui intento era quello di mettere in connessione arte, spirito e tradizione con un dialogo con Alessandro Olianas (Nuragic Shamanic Healing) e la “Voce del pane” proprio di Annalisa.

Tra le iniziative particolarmente significative alle quali Annalisa partecipa fin dall’inizio c’è la docuserie “Retzetas Antigas”, scritta e condotta da Pietro Mereu, prodotta da RAI Sardegna e Terra de Punt, con la produzione esecutiva di Maria Grazia Dessolis e la regia di Fabio Ortu, ora disponibile in esclusiva su Myculture.plus, la piattaforma europea dedicata alla valorizzazione delle lingue e culture minoritarie. In due stagioni e 25 puntate il programma ha attraversato la Sardegna dall’Ogliastra alla Barbagia, dal Campidano al Sulcis, raccogliendo storie, volti e sapori dimenticati, intrecciando tradizione culinaria e lingua sarda in un racconto intimo e autentico. Approdando su MyCulture+ il progetto ha l’ambizione di parlare a un pubblico europeo e giovane, mostrando la vitalità e la ricchezza di una lingua e di una cultura che si rinnova attraverso il racconto. Le puntate, che si articolano come un viaggio di scoperta, a contatto con chi ancora custodisce questi saperi, sono divise per temi: gli antipasti, i primi, i secondi ed i dolci. Tutti i protagonisti raccontando i loro piatti, la loro storia e la creazione di essi, dipingono un affresco sulla diversità di luoghi e lingue dell’isola.

Ricordiamo che Pietro Mereu, regista e documentarista originario della Sardegna, ha legato il suo nome a opere che raccontano l’isola attraverso le sue storie meno visibili. Il suo ultimo film, Sonaggios, dedicato agli ultimi artigiani di campanacci tradizionali di Tonara, è stato selezionato per il San Francisco International Film Festival 2025. Ideatore e direttore del Longevity Fest, festival internazionale dedicato alla longevità, Mereu continua con Retzetas Antigas la sua esplorazione delle memorie sarde, trasformandole in racconti audiovisivi carichi di autenticità.

Ci spiega Mereu “Ho sempre amato andare alla ricerca di storie marginali e nascoste per raccontare i luoghi, le loro tradizioni, il perché delle cose – come avevo già fatto, per esempio, con i ricciai di Cagliari, avrei potuto scegliere molte delle ricette note della tradizione, ma per ogni territorio ho cercato quelle meno usuali. Alcune non le conoscevo nemmeno io, come quella di s’Ortau, uno dei piatti tipici di Lanusei, per esempio”. Ma Mereu non nasconde anche alcune criticità legate, per esempio, alla possibilità di diffusione del programma, perché malgrado fuori dall’Italia ci sia molta predisposizione e curiosità verso la tradizione di tutte la parti del mondo, “il fattore economico degli investimenti per un piano di promozione e comunicazione ampio resta un tema molto delicato. Fare le cose, farle bene, ma non poterle fare conoscere è davvero un grosso limite. Se si considera che in Sardegna l’azienda più grande resta ancora oggi la Saras, che fattura 6 miliardi, mentre il turismo rappresenta solo l’8% del Pil e la Sardegna importa l’80% dei prodotti agroalimentari c’è ancora molto da riflettere e, soprattutto, da fare”.

Nonostante questo, Mereu non ha intenzione di fermarsi. Sta infatti lavorando a un format importante per una distribuzione nazionale e riguardo ai racconti della sua terra (l’Ogliastra, ndr) ha qualcosa in mente: a Seulo, per esempio, c’è un dolce quasi perso oramai, non ne parla nessuno, si tramanda solo per tradizione familiare diretta e lui vorrebbe provare a recuperarne la ricetta, a salvarlo. A guidarlo, una convinzione profonda, come sostiene “Uno degli obiettivi del mio lavoro? Dimostrare ai giovani quanta potenzialità ci sia nella tradizione”.

E a conferma di tutto ciò Annalisa ci testimonia che “Partecipare a Retzetas Antigas di Pietro Mereu è stato per me un’esperienza molto importante. Nel momento più buio del lockdown, quando tutto sembrava fermarsi, questo progetto mi ha dato forza e speranza. È stato il primo tassello per raccontare la storia delle mie ricette antiche e per preservare una tradizione che altrimenti rischiava di perdersi. Ho cucinato nel focolare, come si faceva a casa di nonna Matilde e nella nostra casa di campagna, per non dimenticare le usanze e i gesti, condividendo le pietanze con tutta la troupe. Grazie a Pietro Mereu ho potuto condividere la mia conoscenza culinaria con un pubblico più ampio, portando avanti la memoria e l’identità di piatti che fanno parte della nostra cultura. Esprimo tutta la mia gratitudine per questa opportunità, perché ha rappresentato non solo un viaggio gastronomico, ma anche un modo per resistere e continuare a raccontare storie attraverso il cibo”.

https://www.lagazzettadelmediocampidano.it/

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3 commenti

  1. Graziella Falaguasta

    Ben ritrovata 👏🏼👏🏼🌺🌺

  2. Annalisa Atzeni

    Grazie di cuore

  3. Bravissima sempre ❤️❤️

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