
di ADRIANA VALENTI SABOURET
‘’L’idea che gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a restarmi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro (un “mio” dunque che non era per me!); una vita nella quale, pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare, quest’idea non mi diede più requie.’’
Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila
Uno, nessuno e centomila…
Al pari di Vitangelo Moscarda, indimenticabile protagonista pirandelliano che si crede al contempo uno, tanti e nessuno o di Cindy Sherman, artista e regina indiscussa del trasformismo, Walter Boï, fotografo e film maker nativo della misteriosa e affascinante Sardegna ma cittadino del mondo, offre ai fruitori della sua opera ‘’Paris, rue de Lancry-Diario’’, una panoramica sulla condizione umana esplorata in tempi di resilienza, ovvero quelli del confinamento causato dal Covid.
I suoi autoritratti, veri e propri gioielli realizzati in situazione di isolamento e contando unicamente sulla creatività e la buona volontà dell’autore, esplorano con delicatezza le questioni dell’identità, della solitudine, delle maschere indossate in società.
Walter Boï, utilizzando unicamente la propria immagine, si serve del proprio corpo, non senza il comprensibile timore di confrontarsi con l’obiettivo, come mezzo indispensabile per rappresentare la condizione umana in un momento storico delicato.
Le sue numerose metamorfosi che, a ben guardare, rivelano aspetti personali, come piccoli indizi che puntellano la vita dell’artista, rappresentano ugualmente una sorta di specchio in cui riflettersi ritrovando la propria identità, ovvero la maniera che ciascuno di noi ha utilizzato per salvarsi da una situazione di emarginazione sociale coatta approfittando del tempo dilatato a nostra disposizione.
Osando sconvolgere le convenzioni del fotografo assente dalle proprie opere, e in tal senso avanguardista, Walter Boï ha scelto coraggiosamente di relazionarsi con il suo pubblico servendosi dell’unica immagine a disposizione : la sua, per esplorare temi e personaggi che gli sono congeniali.
Scrittore ottocentesco assorto nelle proprie carte, regista confermato, bandito, fotografo, DJ, danzatore o persona alla ricerca della sua vera identità, l’autore ha incarnato un campionario umano non indefferente, lanciandoci un forte messaggio : « Malgrado le apparenti differenze, in fondo, siamo tutti uguali e stiamo soffrendo della privazione della nostra libertà, bene inalienabile, e dela separazione da persone a noi care.»

L’opera di Walter Boï riecheggia echi non espliciti che l’artista offre in maniera sottile e sotto forma di interrogazioni personali : Chi siamo? Siamo realmente etichettabili in un’unica realtà o talmente sfaccettati da non poter essere inquadrati in una sola definizione ? Malgrado tali apparenti differenze, non abbiamo forse una matrice comune? Bisogni, impulsi, desideri e reazioni comuni al genere umano ? Tanti questionamenti filosofici, talora persino disturbanti, che ciascuno di noi ha tentato di esplorare almeno una volta nella vita e che valgono la pena di affrontare eliminando i clichés, gli stereotipi societari che intendono inquadrarci in un’unica dimensione eliminando l’immensa complessità dell’essere umano.
«Paris rue de Lancry – Diario», attraverso le infinite metamorfosi del suo autore, invita quindi il lettore a un viaggio introspettivo in direzione del proprio IO profondo, dei ruoli che incarniamo in società, dei nostri desideri più intimi ma soprattutto a perseguire una riflessione personale sugli spunti colti dall’opera.
L’interesse del Diario, aldilà della valenza degli scatti, è il suo carattere seminale e terapeutico relativo a ciò che le immagini evocano e creano nella mente degli osservatori. Il dialogo di Boï con il cinema, la letteratura, lo sport, il quotidiano, amplificano la dimensione di un singolo uomo e artista innalzandola a universale e bluffando ampiamente l’impressione di un catalogo personale.
L’opera,come un vaso di Pandora, può essere analizzata, decifrata e appropriata solo attraverso la sapiente lettura degl’indizi che Walter Boï dissemina nel suo Diario. Preparatevi a vivere un’esperienza affascinante in cui l’intelligenza dell’anima vi guiderà in un viaggio immaginario che destabilizzerà – forse – qualche certezza da tempo ancorata in voi.
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grazie! baci e buona giornata
Grazie a te, Simonetta! Buona lettura e serena domenica.
Buona domenica Adriana e grazie di questo articolo estremamente interessante. ☺️
Grazie, gentile Maria Caterina!
l’attacco pirandelliano molto bello 👍
Felice che ti piaccia! Grazie.
Buona domenica, Adriana 😃
Grazie, caro Fabio! Anche a te!
Grazie, caro Fabio! Anche a te!
Bellissimo articolo Adriana Valenti Sabouret 👏🏼👏🏼👏🏼👏🏼❤️
Grazie, Andrea!Il tuo commento da sensibile artista e professionista della fotografia mi giunge molto gradito.
buona domenica. ❤️
Sicuramente, grazie !