
di LUCIA BECCHERE
Per celebrare il 40° dell’Intitolazione dell’Istituto Agrario all’alunno Bernardo Brau – reso ancor più eccezionale in quanto coincide con la restituzione del nome “andato perso” nel 2013 – il 21 maggio, presso l’Auditorium “Giovanni Lilliu” dell’ISRE di Nuoro, è stato promosso dagli IIS “A. Volta-B. Brau” il convegno “Memoria e Futuro. Scuola-Lavoro-Territorio.” Convegno che ha colto tante sfaccettature della vita passata, presente e futura degli studenti.
Il nome gli è stato attribuito nell’anno scolastico 1984-1985, quando il Consiglio d’Istituto, su proposta di Angelino Spano, ex dirigente di quella scuola, ha fortemente voluto che venisse intitolato “Bernardo Brau”, alunno tragicamente scomparso nel 1983.
“L’ITAS, istituito nel ‘59 come sezione staccata del Pellegrini di Sassari – spiega la dirigente scolastica Carla Rita Marchetti -, è diventato autonomo nel ’64. Nel 2013 veniva accorpato all’IPSIA e prendeva il nome d’Istituto Istruzione Superiore “Alessandro Volta” e di conseguenza l’Agrario, istituto storico di grande prestigio per aver formato tanti professionisti, non aveva più un nome.
All’inizio di questo dell’anno scolastico – prosegue -, su iniziativa dell’intera comunità scolastica e previa delibera degli organi collegiali, abbiamo chiesto alla Provincia e alla Regione che, all’atto del dimensionamento con il quale la regione Sardegna accorpa le scuole, questo nome venisse restituito in considerazione del fatto che le scuole erano due, visto anche che l’anno scorso le scuole dimensionate, vedi “Chironi” – “Satta”- “Maccioni” – “Deledda”, hanno conservato il doppio nome.
Sia la regione che la Provincia, con grande sensibilità, pur con l’accorpamento, hanno concesso alle scuole di mantenere il doppio nome, anche la nostra scuola, dall’anno scolastico 2024-2025 s’intitola “A. Volta” e “B. Brau”.
L’intento del convegno è quello di ricordare e celebrare questo alunno scomparso in circostanze tragiche nell’estate del 1983 con la presenza di esperti che hanno parlato dell’importanza dell’Istituto Tecnico Agrario nel territorio, una scuola che ha un’utenza profondamente radicata nel mondo agropastorale come lo era quando Bernardo Brau la frequentava.
“Il nostro Istituto – prosegue la Marchetti -, registra presenze provenienti da tutto il circondario, trattasi per lo più di alunni che appartengono a famiglie che gestiscono attività piccole, medie, grandi, con un forte interesse per quell’ambito del settore primario importantissimo la cui produzione va oltre il locale per affacciarsi al nazionale”.
Hanno partecipato tanti alunni che si sono impegnati nella ricerca sulle origini della scuola e quali elementi concorrono a caratterizzarla visto che la scuola insegna non solo materie specifiche ma generaliste. I rappresentanti di categoria hanno parlato delle opportunità di lavoro, i professori universitari relazioneranno sulle offerte formative future della scuola in termini di professionalità e mestieri, molti in via di estinzione.
L’Istituto Agrario ha sempre promosso attività laboratoriali, si è dotata di droni oggi essenziali nell’agricoltura e grazie al PNRR ha acquistato tanti strumenti di lavoro per renderla più competitiva sul piano dell’offerta formativa. Con l’intento di proporre una scuola di appartenenza e di aggregazione, creare una comunità scolastica coesa, promuovere le relazioni fra alunni, docenti e istituzione. La condivisione favorisce sempre la creazione di nuove esperienze.
A raccontare le proprie esperienze molti ex alunni come il professore Deiana, docente di Microbiologia all’Università di Sassari che ha parlato degli sbocchi universitari di tipo agrario, è previsto l’intervento a distanza dell’ex alunno: o Renzo Moro, diplomatico nell’ambasciata di Hanoi in Vietnam mentre un altro ex allievo si è collegato da Lione dove lavora in qualità di veterinario.
I rappresentanti sindacali e di categoria hanno parlato di orientamento e del rapporto tra scuola, impresa e territorio.
“Noi – conclude Carla Marchetti -, vogliamo buttare il seme con la speranza di poter raccogliere i frutti un domani”.
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