RITRATTI DEL SINDACO SCRITTORE: GIOVANNI GRECU, VENT’ANNI DI VITA POLITICA A SINISCOLA, L’EREDITA’ E I SUOI RACCONTI

Giovanni Grecu

Il sindaco scrittore Giovanni Grecu è nato a Siniscola il 5 aprile del 1927. Secondogenito di 8 figli di Zoseppe e Larenta, fratello dell’indimenticabile don Pasquale Grecu, Canonico della Cattedrale autore di “Siniscola dal 1600 al 1900”, conseguito il diploma magistrale, dopo un breve periodo d’insegnamento alle elementari, ha lavorato come segretario della Scuola e poi nell’Assicurazione INA.

Fin da giovane ha militato nelle fila della DC, sindaco di Siniscola dal giugno 1956 al novembre 1960 e per 20 anni consigliere comunale, è stato anche segretario della Sezione locale e dirigente a livello provinciale e regionale.

Durante il suo mandato è stato realizzato il lungomare di Santa Lucia col finanziamento regionale e il contributo in gran parte gratuito dell’impresa appaltatrice; lungo il viale per la borgata, per 15 anni e a titolo gratuito, è stato ceduto un ettaro di pineta all’ENAL (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) per creare un campeggio. Il Comune, in seguito, ha concesso in gestione a una cooperativa di giovani la struttura ricettiva che prese il nome di “Camping La Mandragola”; nella pineta è stata aperta la strada di collegamento fra la spiaggia lontana e il borgo col contributo degli operai del Corpo forestale, della Compagnia Generale Sarda impegnata nella costruzione della diga sul fiume Posada e del Ragionier Pigozzi che ha offerto gratuitamente pietrame e mezzi meccanici; è stato dato l’incarico ad un tecnico di elaborare il progetto per costruire sul Mont’Albo, in regione S’Adde, un complesso di edifici rurali da destinare a stalle per il bestiame, alcuni vani per ricovero di pastori e un abbeveratoio di acqua potabile.

A lui il merito di non aver ceduto ai compromessi della delegazione svizzera-tedesca che intendeva acquistare il tratto di costa tra il faro e la spiaggia di Capo Comino.

Era un padre molto attento e impegnato – ricorda la figlia Tiziana, laurea in lingue e letterature comparate, che oggi vive in Germania -. Aveva una visione moderna dell’universo femminile, a noi figlie augurava di percorrere la strada giusta per realizzarci. A casa parlava spesso di politica, non per indottrinarci verso un partito, ma per insegnarci la democrazia e la libertà di poter scegliere. Era un realista-ottimista che credeva nel progresso, nell’impegno politico, sociale e nel superamento delle avversità. Ai figli aveva insegnato la canzone partigiana “Fischia il vento” sostituendo l’aggettivo rossa con nostra primavera”.

Mio padre era una persona estroversa e gioviale – aggiunge la primogenita Lorella psichiatra a Firenze -. da buon amministratore sapeva coniugare con saggezza il passato col presente, con lo sguardo sempre proiettato verso il futuro”.

Giovanni Grecu era un grande affabulatore, raccontare era la sua grande passione. Possedeva una vecchia Olivetti M 40 dove scriveva i suoi racconti: storie di costume, momenti di vita paesana, usanze, feste laiche e religiose, personaggi caratteristici di un paese povero ma felice, dove gli insegnamenti dei padri erano nutrimento per l’intera comunità. Nessuna morale nel suo raccontare, ma solo il desiderio di rendere indelebile il passato e strappare qualche sana risata al lettore. Ha pubblicato “Luiseddu” nel 1997 e  “Franzischeddu” nel 2006. Scomparso nel 2007, non farà in tempo a dare alle stampe “Pascallina” dove ancora una volta ci offre memorie del suo paese. Pagine inedite dattiloscritte, con numerosissime parole in sardo a tratti illeggibili. Un romanzo, in realtà un pretesto per raccontare usi, costumi e avvenimenti di Siniscola.

Era solito trascorrere lunghi periodi al mare di Santa Lucia dove aveva fatto il bagno una settimana prima di morire. Amava viaggiare, fare giardinaggio, raccogliere funghi e asparagi perché sentiva il bisogno del contatto diretto con la natura. S’informava su tutto, ma preferiva leggere libri di politica e storia.

Nel 1962 ha sposato Celestina Raspa, una collega di Onanì di origini bittesi. Dalla loro unione sono nati tre figli, ha conosciuto le due nipotine, non il terzo che porta il suo nome.

Proverbiale la sua dedizione all’Azione Cattolica – scrisse alla sua morteAriuccio Carta su L’Ortobene -. Giovanissimo espresse con grande generosità i valori di appartenenza e lo spirito di servizio ad una forza politica. Instaurò rapporti di feconda collaborazione con i più autorevoli leader sardi. Da sindaco di Siniscola, guidò la sua comunità interpretandone desideri ed aspirazioni”.

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