
di GIANRAIMONDO FARINA
Dopo sette punti in tre partite il Cagliari si ferma. Arriva la prima sconfitta di questo 2025. La squadra si arresta. Cona speranza che possa riprendere la marcia verso la salvezza. Al più presto. Sconfitta meritata. E senza appello. La squadra di Nicola non ne ha azzeccata una dal punto di vista tattico, sul piano della prestazione e dal punto di vista dei singoli. Al cospetto di un Torino dalle idee chiare. Il Cagliari, in fase d’impostazione, è stato sempre costretto ad inseguire. Emblematica l’ immagine di Luperto tutto dedito ad andare dietro a Vlasic, che “retrocedeva” spesso dalla sua posizione iniziale. Centrale, ancora una volta, la “quaestio” dei cambi. Questa volta in negativo. Nicola li ha effettuati quasi ammettendo, indirettamente, che la formazione del Cagliari, da lui allestita all’ inizio, non fosse adatta alla partita. Ed è stata la conferma di quanto asserito a suo tempo. Ossia che questa impostazione di partenza non abbia aiutato soprattutto due giocatori “chiave” come Zappa e Felici. Altro dato, che ora sembrerebbe assumere i connotati di un “piccolo”problema, è quanto emerge dai cambi d’attacco. E qua sono “dolori”. Il Cagliari non ha mai avuto la “svolta” decisiva dalle sostituzioni e dagli ingressi delle punte. È vero. Sembra che manchi un giocatore in grado di inventare da solo la rete. Ma non si trova ovunque. Con il Toro, poi, i sardi non sono neppure pervenuti al tiro. Dato oggettivo. Frutto di un rendimento collettivo sostanzialmente piatto. La squadra ha sensibilmente sbagliato approccio al match. Con il Lecce la “rivoluzione” del secondo tempo è avvenuta contro una squadra più debole del Torino (senza nulla togliere ai salentini). I granata, infatti, questa volta, hanno retto. E troppi elementi rossoblù non sono stati all’ altezza. Eppure, almeno lo schieramento sardo iniziale era stato positivo, essendo stato a specchio. Poi, però, questo fronte difensivo è venuto giù. Ricci, smarrito da Deiola e Marin, si è infiltrato per le vie centrali. Ne è scaturita la prima rete. Con il Cagliari che ha “accusato” e “denunciato” il suo vero problema. A centrocampo. “Allargandolo” anche ad una non positiva prestazione da parte della catena degli interni. Con le prossime partite si prevedono “tempi duri”. A partire dal prossimo scontro interno con la Lazio. Poi ci saranno Juventus e Bologna. Non certo passeggiate. Un atteggiamento coraggioso e di sostanza contro il Milan ha reso. Il campionato è una sorpresa. In questo caso è stata amara. È probabile che una buona reazione avvenga già dal prossimo scontro. Il Cagliari ha dimostrato di essere una squadra con dei valori e delle difficoltà. Ma la difficoltà maggiore è l’assenza di equilibrio nelle transizioni. Ossia nel mettere assieme dei difensori che, allo stesso tempo, sappiano contenere. Su questo aspetto Nicola dovrà lavorare. E molto.
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Sapete quando si recupera Torino Cagliari??