
di GIANRAIMONDO FARINA
Sarebbe dovuto essere un evento. E lo è stato. Per la prima volta, due squadre sarde, diverse dal Cagliari, sono “andate in diretta” sul secondo canale della RAI. Non solo e non più Rai Sport ed il canale 58 della TV di Stato. Ma Rai Due e la diretta live nazionale. di uno dei derby storici e più sentiti dell’isola.
Da un lato, una Torres lanciata all’inseguimento del Cesena capolista nel raggruppamento B della Serie C. Dall’altro un’Olbia sempre più impelagata nella lotta per non retrocedere. Entrambe, però, con un unico obbiettivo: dimenticare le battute d’arresto della giornata precedente: il 3-1 dei sassaresi subito a Rimini e lo 0-1 dei galluresi subito in casa dalla Vis Pesaro. E’ stato un derby e, come tale, anche il pubblico ha risposto a dovere: 5000 spettatori e stadio “Vanni Sanna”, alias vecchio “Acquedotto”, tutto esaurito. Con cento sostenitori olbiesi della Curva Mare al seguito della loro squadra. Il primo tempo inizia con i padroni di casa, da par loro, arrembanti, e con l’Olbia contenere, ma senza timori reverenziali. Le occasioni migliori sono, però, della Torres. La prima, al 18′ , con Fischnaller respinta da Rinaldi, estremo difensore gallurese. Al secondo tentativo, i padroni di casa passano. Siamo al 20′ ed il citato Fischnaller ribadisce in rete di testa, approfittando di uno svarione difensivo ospite. A quel punto siamo nel pieno del cosiddetto “minuti Torres”. I primi trenta della prima frazione di gioco. Quelli in cui o si “affonda” il colpo per il raddoppio o si cerca di iniziare a gestire, senza perdere il pallino del gioco . E’ la pressione dei sassaresi. Come al 29′ quando il difensore olbiese Motolese salva sulla linea. O un minuto dopo, quando un tiro di Idda da fuori sfiora da poco il palo. E’ un momento in cui l’Olbia si trova a dover ricostruire le idee e fatica a contenere le offensive della Torres. Unica occasione ospite del primo tempo è una conclusione di collo esterno della punta Nanni fuori al 31′. Per il resto la frazione si conclude con altre due occasioni sassaresi. Una di Ruocco al 33′ ed un’ altra del capitano Scotto al 35′. La Torres, seguendo le indicazioni del mister Alfonso Greco, attacca la profondità e verticalizza grazie al decisivo apporto dei veterani Mastinu e Giorico. Di contro l’Olbia di Leandro Greco cerca sul finire di riorganizzarsi a centrocampo ed in fase offensiva, guidata dall’ esperienza degli ex Cagliari Dessena e Ragatzu . Oltre che dall’ innesto del neoacquisto Schiavone.
La seconda frazione di gioco inizia con il cambio, per i galluresi, di Bellodi con l’ex primavera Cagliari Palomba. Ma la musica non cambia. I tre centrocampisti galluresi appaiono ancora troppo statici per poter impostare le ripartenze. L’ingresso della punta centrale Bianchimano al posto di Nanni avrebbe dovuto dare più “centimetri” sulle palle alte per gli ospiti. Ma le occasioni sono state pochissime. Impedite anche dal continuo gioco verticale della Torres, questa volta più propensa a gestire. Eppure, dopo un altro colpo di testa di Fischnaller al 62′, si giunge al 64′ ed all’ occasionissima Olbia con un rigore, reclamato ma non concesso, su doppia trattenuta in area ai danni di Dessena. Altro cambio gallurese al 75′: dentro Contini per Morini. Cambio che, forse, sarebbe dovuto avvenire prima, viste le velocità e capacità di saltare l’uomo, creando superiorità numerica, da parte del nuovo entrato .Tuttavia la sfida si conclude senza altre troppe emozioni, con una Torres che, sempre in fase di gestione, fra l’ 80 e l’82’ effettua i cambi di Scotto, Ruocco e Zecca per Goglino, Diakite’ e Fabriani. Utili indicazioni per il mister Alfonso Greco in vista del big match di domenica prossima a Carrara. Ulteriore buio per i bianchi galluresi sempre più soli al penultimo posto e senza aver fatto neanche un tiro nello specchio della porta difesa da Zaccagno. Nota negativa: l’uscita all’ 85′ di Dessena, fischiato, visti i suoi trascorsi cagliaritani, per quasi tutta la partita che, al momento dell’ uscita, risponde alle provocazioni del pubblico invitandolo a zittirsi. Questo è, però, un momento del derby che non avremmo voluto vedere.
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