
Nicoletta Zara
di MARIA VITTORIA DETTOTO
Madre coraggio denuncia pubblicamente come sua figlia sia stata bullizzata per anni ed è oggi costretta a non andare più a scuola.
La signora Nicoletta Zara, residente in un paese del Sud Sardegna, mi ha contattata per raccontarmi la storia di sua figlia, oggi 14enne, bullizzata a scuola da quando era in quarta elementare ed oggi costretta a studiare da casa per evitare le continue vessazioni ai quali è stata sottoposta per anni.
A seguirla nello studio oggi è sua madre Nicoletta, che ha deciso di rendere pubblica attraverso me la vicenda di sua figlia, in quanto scossa e mossa dai recenti fatti accaduti a Santu Lussurgiu e un anno fa a Carbonia.
Questa triste vicenda ha inizio molti anni fa in un paese dell’oristanese nel quale Asia (nome di fantasia), frequentava la quarta elementare.
Un giorno un suo compagno di classe solo per il fatto che questa ragazza indossasse un paio di pantaloni che a lui non piacevano le ha detto: ” Sei una porca schifosa”.
Da quel momento la classe per dire della signora Nicoletta ha iniziato a bullizzarla, ad emarginarla da ogni attività ludico-didattica, continuando a prenderla in giro continuamente dandole della pidocchiosa, della impertinente e della secchiona, per il solo fatto che ad Asia piacesse studiare.
Nonostante Nicoletta abbia fatto presente la cosa sia ai docenti che al dirigente scolastico, gli insulti sono andati avanti anche in quinta elementare, con la bambina che non voleva più andare a scuola.
In prima e seconda media le cose non cambiano, perché Asia era comunque conosciuta dai nuovi compagni di classe che a loro volta la bullizzano
Asia non aveva in classe un amichetto del cuore, nessuno con cui parlare o calcolasse. Lo scorso dicembre la bambina ha ricevuto una chiamata anonima nella quale veniva invitata a ritirare una cassa da morto.
I genitori della ragazza, trasferitisi nel frattempo in un paese del sud Sardegna, avvisano i carabinieri di Senorbi’ dopo che un mese fa sono stati a loro stati minacciati di morte, dando della poco di buono ad Asia.
Il padre della ragazza ha avuto la prontezza di registrare la telefonata ed è stata sporta denuncia per tutto quanto è accaduto ad Asia negli ultimi tempi.
Della situazione sono stati messi al corrente i professori, il dirigente scolastico che anche in questo caso, secondo quanto dichiarato dalla signora Nicoletta, non hanno preso provvedimenti.
La madre di Asia esasperata si rivolge alle assistenti sociali del comune dove risiedono e fa seguire sua figlia da una psicologa.
La ragazza da settembre ha dovuto rinunciare a frequentare il liceo delle scienze umane che aveva scelto e studia a casa con l’istruzione parentale, ovvero con la madre che le fa da insegnante, per non tornare più a subire gli abusi che ha dovuto subire per anni.
La madre peraltro insegna in via precauzionale anche al figlio minore in prima media, essendo giunta alla conclusione che non vuole che anche lui subisca quanto accaduto ad Asia.
“La cosa che mi fa più male è che ci sono stati ragazzi che per situazioni come quella di mia figlia hanno pensato al suicidio ed io non riesco ad immedesimarmi nei genitori che non hanno più i loro figli a fianco. Io non voglio più stare zitta, voglio denunciare questi fatti perché non devono più accadere. Domani potrebbe esserci mia figlia al posto di un giovane figlio di un amico che si è suicidato, io oggi parlo per lui e per chiunque pensi lo stesso. Le autorità e la scuola devono mettere fine a questi episodi. Mi immedesimo anche in quanto è accaduto in questi giorni ed io non posso più stare silenzio: voglio fare rumore, perché solo abbattendo il muro di omertà che c’è dietro a questi episodi, che si possono cambiare le cose”, conclude.
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Ad oggi, da parte delle istituzioni,non ho ricevuto nessun riscontro, solo numerosi messaggi di genitori, che si sono trovati nella medesima situazione,congratulandosi per il coraggio e chiedendomi consigli come agire e cosa si rischia, ho già risposto privatamente ma ci tenevo a ringraziarvi tutti pubblicamente, invitandovi a denunciare,per tutelare i vostri figli, affinché questa piaga sociale venga estirpata una volta per tutte, vi abbraccio, Nicoletta
Brava