GIANFRANCO CUALBU, GLI ANEDDOTI SUI COLLEGHI: IL RICORDO A POCHI GIORNI DALLA SCOMPARDA DEL DECANO DEGLI AVVOCATI NUORESI

Gianfranco Cualbu

di LUCIA BECCHERE

Si sono svolti i funerali del notissimo avvocato Gianfranco Cualbu, nato a Nuoro nel 1930 laurea in Legge a Roma con la tesi “Arbitraria invasione e occupazione delle aziende agricole e industriali”. Aveva 30 anni quando il padre Antonio, avvocato penalista, morì a 63 in un incidente stradale. Si ritrovò a fare il dischente nello studio dello zio paterno con un notevole carico di lavoro.

Sul numero 18 del 16 maggio 2021 de L’Ortobene avevamo pubblicato la prima parte di una lunga intervista con lui. Vi proponiamo ora la seconda parte.

Lei è il decano degli avvocati, ne ha conosciuto e ne conosce tanti, ce li vuole ricordare?

Filippo Satta Galfrè il più prestigioso e modesto civilista. Non avendo potuto frequentare l’università per motivi di salute, era una sorta di autodidatta. Alla morte di mio padre, essendo io suo socio minore dei processi, mi fissava gli appuntamenti a suo piacimento, in genere all’ora di pranzo. Al primo piano della sua casa dove mi accoglieva, su di un enorme tavolo interamente coperto di carte, era collocata una bambola in costume che chiamava Barbarina, forse trasferiva in lei la donna dei suoi desideri perché la ricopriva di gioielli. Era genialoide ma balzano. Aveva fatto ricorso alla sentenza di una causa in cui mi vedeva suo avversario. A suo avviso dovevo vincerla per A ma non per B e solo quando la corte di Cassazione gli ha dato ragione si è acquietato.

Salvatore Satta, il famoso scrittore-giurista, in un processo penale a Nuoro aveva avuto un insuccesso clamoroso perché era un civilista. Ho avuto a che fare con lui fino a poco prima che morisse, si trattava e si scriveva di questioni delicate da affrontare a Roma e a Cagliari.

Oggiano, un grande avvocato. A lui si era rivolto un cliente di mio padre del quale a me era rimasta una causa difficile in seguito alla sua morte e lo rifiutò. Beh! Costui ritornò da me e io vinsi la causa.

Mastino non era bello ma era molto simpatico e divertente. Parlava molto bene, aveva la battuta mediata.

Tutti i giorni andava al corso dove si fermava a chiacchierare senza mai privarsi del diritto di guardare le belle donne che transitavano. Apparentemente distratto era sempre vigile e se nei processi te lo ritrovavi avversario dovevi stare molto attento perché conosceva i fatti a mena dito. Insieme abbiamo affrontato alcuni processi in assise d’appello a Cagliari. Veniva con me perché non guidava. Non mi risulta che abbia mai avuto una macchina. Con noi spesso anche Martino Offeddu suo nipote acquisito, molto bravo e molto preparato in diritto.

Ricordo quando noi tre dovevamo raggiungere Cagliari per un processo. Offeddu si era fatto attendere per mezz’ora e poiché aveva il terrore in automobile e io acceleravo per l’evidente ritardo mi redarguiva in continuazione “eh, s’aboca’ este andande troppu a forte”! Allora si era giovani, “ih, su machighine fiti a istellas”! Mentre Mastino infastidito per la mezz’ora di ritardo del nipote, lo zittiva “ascu o istasa mudu finzas a Casteddu o ti che falas”, io ho continuato a correre e per fortuna siamo arrivati nel momento in cui la corte entrava in aula.

Ho conosciuto meno Giovanni Battista Melis (Titino) il più noto dei fratelli sardisti perché, caduto il fascismo si era trasferito a Cagliari. Era un caro amico di mio padre.

Mario Melis era un bravo avvocato di temperamento forte e molto impulsivo. Un giorno mi stava affrontando verbalmente, gli ho detto: “Avvocà, scusi da oggi in poi è vietato che lei litighi con me.” Così è stato.

Antonio Monni era un bravissimo penalista, un accusatore incredibile, quando se la doveva prendere con qualcuno era implacabile. Era orgolese e mazzolava forte. Personalmente lo trovavo una persona gradevole, frequentavo spesso casa sua perché le figlie erano mie amiche e avevamo studiato insieme all’Università.

Francesco (Zicu) Murgia, noto “saetta” perché sempre di corsa, era un caro amico, bravissimo avvocato, un buon cavallo di razza. Deputato alla camera aveva fatto opposizione perché Oristano diventasse provincia in quanto danneggiava anche Nuoro. Aveva avuto vittoria.

Pietrino Monni, era molto bravo e scrupoloso. Lo ricordo perché alla morte di mio padre ho dovuto seguire una causa contro la Provincia di cui lui è stato Presidente. Il legale dell’Ente era Nino Zuddas, rigoroso allievo di Filippo Satta.

Gonario Pinna, il padre avvocato era stato ucciso da un suo cliente, era preparato e dialettico. Aveva anche cambiato il suo modo aulico di difendere i clienti diventando un raffinato penalista dell’epoca che badava ai fatti e alle norme che ad essi si attagliavano.

Giannino Guiso indubbiamente capace e intelligente, si lasciava trascinare dal forte desiderio di apparire.

Giampietro Sanna. Umile ed onesto. Svolgeva il suo lavoro sempre con molto scrupolo e col massimo rispetto nei confronti dei colleghi.

Francesco Puligheddu (noto Cechetto) oltre a trattare molte cause dei nuoresi era anche un bravissimo meccanico. A casa sua disponeva di una piccola officina dove riparava le armi che presentavano dei difetti. Questo lo appresi quando da mio zio Giuseppe fui mandato a ritirare una pistola che l’avvocato Puligheddu gli aveva riparato.

Franco Aloisio nonostante la sua salute cagionevole, non si è mai sottratto al lavoro che portava avanti con costanza e successo. Spesso si occupava di procedure fallimentari.

Gianni Sannio è molto più giovane di me. E’ un bravo avvocato molto serio preparato e innamorato di Antonio Pigliaru. Uno studioso che trova sempre la giusta risposta ai quesiti di cui si deve occupare.

Gavino Piredda. Brava persona e bravo avvocato. Preparato e capace. Persona di rilievo che ad Orune fa pregio.

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