RICORDO DI FILIPPO SOGGIU, IL “PATRIARCA DE SU DISTERRU”

Filippo Soggiu

di GIANRAIMONDO FARINA

La morte di un grande personaggio come Filippo Soggiu, fondatore e primo presidente di un’emigrazione sarda organizzata che, allora, funzionava, certamente ha toccato i cuori di tutti noi. Ognuno di quelli che lo ha conosciuto nelle sue tante battaglie per la continuità e la contiguità territoriale da e per la Sardegna non può che non averne un buon ricordo. Ricordo di un uomo che, mi sia concesso il paragone, come i grandi patriarchi biblici, ha sapientemente e sagacemente condotto e governato ” l’esodo” dell’ “altra Sardegna” fra i marosi difficili di un momento, il periodo 1994- 2002, in cui l’emigrazione isolana stava vivendo il suo primo, profondo, mutamento generazionale, culturale e sociale. E lui, da presidente del “Logudoro” di Pavia di questo ne era consapevole. Era una persona che credeva in quel che faceva. Ed ha fatto. A prescindere da come, poi, le cose si sono evolute. Penso a lui e non posso non fare riferimento all’ultima uscita del governo Meloni sull’istituzione di una commissione d’indagine sulla continuità territoriale. Roba recentissima, incredibile, quasi fosse il “regalo” che il governo di Roma volesse fare ai sardi ed a colui che è stato il vero padre della continuità territoriale da e per la Sardegna in tempi non sospetti. Un regalo amarissimo che sta’ cercando di “mettere in soffitta” decenni di battaglie. Anzi, più di centocinquant’anni di battaglie. Da quando, inascoltato, il deputato anelese  Giuseppe Sanna Sanna aveva posto per primo, dai banchi parlamentari l’accento sulla questione dei trasporti interni ed esterni come cuore e parte integrante della Questione Sarda. Per arrivare, appunto, a Filippo Soggiu. Questo pervicace emigrato buddusoino che, pur non conoscendo le prodromiche battaglie del deputato anelese, quelle lotte

 ha cercato di incarnarle in seno ai vari circoli sardi . Incarnarle e realizzarle. A partire da quella “madre” della “corsia preferenziale Tirrenia’ . Battaglie e lotte che, però, ora sono state “sospese”da quest’assurda decisione governativa di nominare una commissione d’indagine sulla continuità territoriale. Come se non vi fossero già studi e progetti di fattibilità pronti. A partire dal modello corso adottato dalla Francia  e dalle proposte  dell’ ex deputato Attili. Eppure si è deciso di “non decidere”. Di “allungare il brodo” con una commissione inutile, mai nominata in questi quasi ottant’anni di vita democratica,repubblicana ed autonomistica. Il tutto nel silenzio assordante della nuova emigrazione sarda organizzata, figlia di quella prima, vera, fondata da Soggiu. Un regalo più amaro questo “grande lottatore” buddusoino, da cui ed a cui noi tutti ,sardi della diaspora, “organizzati” e non,  dobbiamo qualcosa, non avrebbe potuto avere. Ed è proprio per non pensare all’ “amargura” del tempo presente, che avrebbe, forse , bisogno di “più connottu” e di nuovi Filippo Soggiu , che mi piace concludere, per ricordare lui e la sua ultraquarantennale battaglia, con alcuni passaggi commentati della poesia “Sarda Zenia” del compianto e carissimo poeta anelese Nicolino Pianu. Una poesia che ben si attaglia alla persona ed all’indole di Filippo Soggiu.

Perche’,appunto, Nicolino era questo: uomo, poeta, sardo, amante della Sardegna ed, in particolar modo, con un  occhio di riguardo verso noi sardi emigrati, che rappresentiamo la nostra terra fuori. Per Nicolino esistevano due Sardegne: quella “di dentro” e quella “di fuori”, la Sardegna dell’emigrazione, che lui ha avuto modo di conoscere nei vari premi internazionali di poesia cui ha partecipato e che lo ha tanto apprezzato. “Sarda zenia” e’ questo: una catena che lega il sardo alla cara isola (“una cadena chi ligat su sardu a s’isola amena”). Una catena talmente preziosa, forte ed indissolubile, tale da contenere anche il ricordo di un’antica amicizia custodita come un sacramento (“Finzas s’ammentu de s’amistade antiga che sacramentu est in cussa cadena”). Ed in questa catena vi sono racchiuse anche le buone azioni del sardo emigrato verso gli altri che s’incontrano  neĺla terra “de su disterru” (dell’emigrazione) e la massima disponibilita’ con il cuore in mano verso gli amici (” E coro in manu pro sa zente anzena”). Tutte qualita’ proprie di Filippo Soggiu, patriarca de “Su Disterru”.

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9 commenti

  1. Filippo Soggiu, già presidente della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) dal 1994 al 2002, ci ha lasciati oggi.
    Che la terra ti sia lieve caro Filippo…Il CSCS si unisce al cordoglio della famiglia per la grande perdita di una persona per bene…

  2. Massimo Zaccheddu

    Grande persona

  3. CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA DAL DIRETTIVO E SOCI DEL CIRCOLO CULTURALE SARDEGNA DI MONZA CONCOREZZO E VIMERCATE. R.I.P

  4. Condoglianze alla famiglia per la perdita del suo patriarca. E mi associo al loro dolore.

  5. virgilio mazzei

    Ben venga un seria “Commissione d’indagine sulla Continuità Territoriale”. Dovrebbe essere composta, però, da Magistrati non politicizzati.
    Non sarebbe nè offesa nè tantomeno un “regalo più amaro”(Farina) per il grande Filippo.
    Se una vera commissione si fosse insediata nei “passati ottantanni” indicati dal Prof. Farina, forse sarebbe in vigore la norma che da sempre il mondo dell’emigrazione sta aspettando.
    Attribuire alla Meloni “responsabilità” di una situzione che si dibatte da anni in Italia e in Europa, in un momento come questo, mi sembra fuori luogo. Semmai è nei governi precedenti, non importa il colore, che si devono cercare delle colpe.
    Sarebbe stato bello se nell’articolo si fosse parlato solo dell’Uomo Filippo e dei suoi pregi e lasciare da parte per qualche istante la politica attuale e del passato.

    • Gianraimondo Farina

      Probabilmente il commentatore è “a digiuno” di Questione Sarda e non ha letto né conosce i tanti articoli pubblicati in merito anche dal sottoscritto , da ormai due anni e passa a questa parte. Ricordare Filippo Soggiu nel momento in cui viene varata un’inconcludente commissione parlamentare sulla continuità territoriale è quanto mai giusto e puntuale. Più puntuale, magari di ricordarlo in mielosi ed inutili convegni o consulte . Proprio perché ne viene esaltata la statura e personalità di “uomo del fare” al cospetto del deserto politico ed associativo attuale. Il mio ricordo ha teso ad evidenziarne questo aspetto ribadendo l’inutilità di una commissione d’inchiesta sulla continuità territoriale, quando i progetti e le proposte vi erano già. Dispiace che l’interlocutore,offuscato dallo spirito polemico,non abbia saputo leggere bene l’articolo che è,invece, una grande e giusta esaltazione di una personalità che è un patrimonio di tutti i sardi emigrati,e non solo di quelli “organizzati”. Sarà per la prossima volta .

  6. virgilio mazzei

    Al contrario di quel che pensa il Prof.Farina circa “il digiuno” del sottoscritto sulla Questione Sarda, mi limiterò a fornire per sua conoscenza qualche dato:
    – 13 anni ininterrotti di Presidente dell’Associazione Sarda Tellus di Genova;
    – 4 anni di Presidenza del Collegio dei Probiviri della FASI;
    – 4 anni di membro dell’esecutivo Nazionale della FASI.
    Sempre a fianco di Filippo Soggiu in veste di Presidente della FASI o di componente dell’Esecutivo come Presidente Onorario prima e Presidente Emerito dopo.
    Comunque, non intendevo e non intendo polemizzare con nessuno e tanto meno col prof.Farina.
    Ho solo espresso il mio libero pensiero, certamente non “offuscato da spirito polemico” come afferma l’estensore dell’articolo.

    • Gianraimondo Farina

      Mi spiace, gentilissimo, ma la “Questione Sarda “non ha origine e non si ferma solo alla Fasi. Come si vede non è stato volutamente capito il nocciolo dell’articolo. Filippo Soggiu è stato un grande perché, seppur inconsapevolmente, si è posto sulla scia di quanti,come Giuseppe Sanna Sanna, più di centocinquant’anni fa’ già ne parlavano in seno al Parlamento Italiano. Ed in questo è stato,innegabilmente,un uomo d’azione. Dispiace che,pur avendo ricoperto incarichi associativi di un certo rilievo,non abbia colto questo passaggio. Mi spiace nuovamente doverlo constatare ma,dalla modalità della risposta, lo spirito polemico permane. Per il sottoscritto non è un problema. Con molta cordialità .

  7. virgilio mazzei

    Chiuso l’argomento. Buone Feste, con altrettanta cordialità.

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