DIETRO LE QUINTE: LA “BACCHETTA MAGICA” DI GIANNA FRATTA, FRA ELASTICITA’ E AUTOREVOLEZZA

Gianna Fratta

di CHRISTINE LAURET

Ancora un articolo su di lei! mi direte?…

Anche io ho pensato la stessa cosa, pero’ oggi vorrei parlarvi di un’altra Gianna Fratta, non solo la direttrice d’orchestra famosa nel mondo, non solo la brillante pianista, ma della donna che si nasconde dietro l’artista, la personalità che ho potuto intravedere dietro il sipario dei suoi occhi stanchi.

Il suo dualismo è la prima cosa che mi ha colpito quando ho incontrato Gianna.

Lei è già seduta al tavolo per la colazione quando arrivo. “Accidenti, sono in ritardo!”.

No io veramente, sono in orario, è lei che è in anticipo, troppo facile essere in anticipo quando dormi solo 4 ore di notte! Per me l’appuntamento dato alle 8 del mattino era già prestissimo… evidentemente non viviamo sullo stesso pianeta…

E’ una Gianna molto ponderata, concentrata che incontro, quasi fredda. Viso chiuso, palpebre pesanti, occhiaie… non ha niente a che vedere con la Gianna Fratta che ho conosciuto la sera prima sul palcoscenico.

Solare, sorridente, quasi spiritosa, accoglie una richiesta di foto con tutti, abbraccia anche gli sconosciuti dopo il concerto, questo è la donna che ho visto e voluto assolutamente incontrare dietro le quinte. Lei accetta con gioia l’intervista che propongo anche con cosi’ poco preavviso.

Potete immaginare la frattura tra la Gianna di notte e quella di giorno?

Non mi soffermo però su quest’aspetto, vado avanti, faccio le mie domande sperando che lei pian piano si sciolga…

Non sarà assolutamente cosi.

Di ghiaccio era, e di ghiaccio è rimasta…

Non mi arrendo e attraverso le sue risposte ho potuto percepire cio’ che non dice Gianna, l’altra faccia della medaglia, la sua essenza. Lasciatemi raccontare…

E’ stanca, si vede. Scarica anche. Ha bisogno di vacanze e di sole. Deve salire sull’aereo fra sole 2 ore e nonostante cio’, ha accettato d’incontrarmi. Non c’è bisogno di spiegarvi che ha dato prova di generosità e di disponibilità in questo caso, e sono ancora stupita.

Le sue risposte sono dirette e brevi, non si sofferma più di tanto su un argomento, forse un po’ di noia? Non saprei dirlo ma devo riconoscere che non evita nessun tema e sta al gioco senza batter ciglio.

Anche alle mie domande più strane tipo “Qual è l’animale che vorresti essere?” lei risponde con calma e con lo stesso impegno.

Molto rispettosa, estremamente precisa, Gianna Fratta non è di quelle che si lasciano trascinare su una strada non scelta da lei, valuta tutto e non sembra mai emozionarsi, tutto è sotto controllo! Difficile prenderla di sorpresa. È preparatissima a dare sempre una risposta cosi come d’altronde lo è sul palcoscenico.

Gianna sembra un essere eccezionale, una super woman che niente e nessuno puo’ far vacillare. Piccola, delicata bambola, ma non fidatevi, si avvicina di più al personaggio della Turandot dell’opera di Puccini che ad una bambolina di porcellana.

Un carattere deciso che ha le sue regole. Già da bambina era terribile, iperattiva ed è cresciuta con il dovere di combattere e imporsi in un mondo di uomini. Questo non ha tolto niente al suo carattere già ben temprato, anzi, è esigente con se stessa ma chiede la stessa “perfezione” ai musicisti che dirige.

Se non l’avessi vista sul palcoscenico e dopo un concerto, avrei potuto concludere il mio articolo cosi’: “Gianna Fratta, la precisione fatta donna”.

Invece, l’ho vista in concerto…

C’è una seconda Gianna che vive in lei. Una solare, adorata dai musicisti (l’ho chiesto a loro ovviamente!), sale sul palcoscenico col sorriso sulle labbra e fino all’ultima nota non lo abbandona mai, anzi, diventa più raggiante, più appassionata, l’emozione è palpabile. La sua folta chioma nera si muove in tutti i sensi mentre il ballo delle sue braccia disegna delle arabesche in aria. La bellezza dei suoi gesti è pari solo alla sua precisione. Ben radicata sul palco, lei è laddove ha sempre voluto essere, al centro dei suoni. Lavora il concerto come un pittore con i suoi pennelli, un po’ più di colore qui, di ombra la, per rimanere fedele alla verità dello spartito, all’architettura dell’opera. Man mano il quadro prende forma sotto i nostri occhi per il più gran piacere delle nostre orecchie. L’arte del suo fraseggio lo trasmette ai musicisti e li fa tutti respirare al suo ritmo. È un momento magico vederla connessa ai suoi musicisti con al centro la musica.

Con il suo talento senza insolenza, con la sua maestria senza tirannia e la sua riuscita senza orgoglio ne falsa modestia, Gianna Fratta coniuga elasticità e autorevolezza dalla sua bacchetta … quasi magica.

Una donna veramente incantevole.

A proposito, l’animale che vorrebbe essere è una tigre… vi lascio trarre le vostre considerazioni!

https://wordsanddreams.com/

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