LA REGIONE FINANZIA IL “RITORNO IN PAESE”: LE INIZIATIVE DELLA SARDEGNA, INCENTIVI PER ATTIVITA’ E CASE

il Governatore Christian Solinas

di DAVIDE MADEDDU

Dal bonus bebè agli incentivi per chi apre un’attività o si trasferisce in paese per arrivare alle case a un euro. Parola d’ordine, incentivare il “ritorno in paese”. E per farlo, avviando il programma di lotta allo spopolamento, la Regione Sardegna, e qualche colta anche gli Enti locali, hanno varato piani che prevedono contributi per chi decide di spostarsi nei piccoli centri. Una pioggia di risorse per invertire una tendenza che, molto spesso, viene rafforzata dalla carenza dei servizi.

Ultimo in ordine di tempo il “bonus bebè” previsto dall’ultimo provvedimento della Regione. Nello specifico, le linee guida approvate proprio questi giorni, che ha un budget di 7.098.600 euro, prevede l’erogazione dei contributi a favore dei nuclei familiari residenti o che trasferiscono la propria residenza in uno dei 275 Comuni sardi con popolazione sotto i 3mila abitanti. La misura, come sottolineano alla Regione, consentirà alle famiglie, anche composte da un solo genitore, di ricevere un assegno mensile di 600 euro per il primo figlio nato, adottato o in affido pre-adozione nel 2022, e di 400 euro per ogni figlio successivo fino al compimento del quinto anno d’età.

«Arginare il fenomeno dello spopolamento e invertire il segno dei flussi demografici – annuncia il presidente della Regione Christian Solinas – costituisce per noi una priorità che, oggi più che mai, dopo oltre due anni di pandemia e alla luce degli attuali scenari economici, deve necessariamente passare dal sostegno alle famiglie».

Non è che l’ultima iniziativa per incentivare il ritorno in paese. Il programma prevede anche altri contributi che vanno a incentivare sia la ristrutturazione e acquisto di case sia l’apertura di attività commerciali. In questo caso le misure, per il triennio sino al 2024 prevedono l’erogazione di risorse pari a 105 milioni di euro.

Per chi decide di acquistare o ristrutturare la prima casa in un comune con meno di 3mila abitanti, complessivamente sono stati stanziati 45 milioni di euro. Il contributo è concesso a chi ha la residenza anagrafica in un piccolo comune della Sardegna o a chi trasferisce la residenza anagrafica entro 18 mesi dall’acquisto dell’abitazione o dalla data di ultimazione dei lavori, a condizione che il comune di provenienza non sia anch’esso un piccolo comune dell’isola.

Il contributo può essere concesso anche a coloro che trasferiscono la residenza e, al momento della presentazione della domanda, non risiedono in un comune sardo. Il contributo viene concesso nella misura massima del 50% della spesa e comunque per l’importo massimo di 15mila euro e potrà essere riconosciuto anche a favore dei richiedenti che prevedono congiuntamente l’acquisto e la ristrutturazione (resta fermo il limite di 15mila euro).

Altro filone a sostegno del programma contro lo spopolamento è il supporto economico per chi vuole aprire un’attività in un piccolo comune. In questo caso a disposizione ci sono 60 milioni di euro. Per ogni nuova attività aperta e ogni trasferimento di attività è prevista l’erogazione di un contributo a fondo perduto pari a 15mila euro, che diventano 20 mila qualora si incrementi l’occupazione. A questa misura si aggancia «quella di accompagnamento delle imprese (comprese le nuove) che prevede, dal prossimo anno, un contributo nella forma del credito d’imposta fino al 40% delle imposte versate».

Ad inaugurare il corso degli “sconti” per attrarre nuovi residenti è stato, già alcuni anni fa, il Comune di Ollolai, in provincia di Nuoro dove l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Efisio Arbau aveva lanciato l’iniziativa con cui il comune metteva in vendita vecchie case o ruderi da sistemare nel centro del paese a un euro. Un bando cui avevano risposto da subito in 500 con offerte «provenienti da tutto il mondo». Ora le altre misure.

#ilsole24ore

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