“NEL NOSTRO CIELO UN ROMBO DI TUONO”, A CAGLIARI LA PRIMA ITALIANA DEL DOCU-FILM SU GIGI RIVA

di BRUNO MOSSA

A pochi giorni dalla partenza della Serie B esce a Cagliari il trailer di “Nel nostro cielo un rombo di tuono”, un docufilm su Gigi Riva.

Lo presenterà al pubblico, negli spazi di Sa Manifattura il regista Riccardo Milani, impegnato con Paola Cortellesi, alla presentazione del suo film di successo  Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto” che sarà proiettato subito dopo il trailer.

Il docufilm è incentrato sulla storia umana e professionale di Gigi Riva, uno dei più grandi e amati campioni italiani di sempre. Calciatore e persona di grande valore, simbolo del miracoloso scudetto rossoblu e icona del miglior calcio nazionale, con lui il Cagliari è entrato nell’élite del calcio nonostante i non brillanti risultati di questi tempi.

« Quella di ‘Nel nostro cielo un rombo di tuono’ non è una storia qualsiasi – ha affermato ilregista –  è la storia di Gigi Riva, un campione e un uomo vero. La vita di Riva è stata caratterizzata dal rigore etico e morale di una persona che ha affermato con forza che non tutto si può comprare. Un uomo con un legame indissolubile con una terra e il suo popolo, la Sardegna. ‘Nel nostro cielo rombo di tuono’ racconta la coerenza e il coraggio con il quale Riva ha sempre vissuto, credendo in valori autentici. E raccontare Riva vuol dire anche raccontare un pezzo importante della storia del nostro Paese».

Considerato da Cesare Maldini uno dei più forti giocatori italiani di ogni epoca Gigi Riva è stato campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970 con la nazionale italiana, di cui detiene il record di marcature con trentacinque gol su appena 42 presenze.

La sua vicenda di uomo e sportivo è nota a tutti ma vale la pena riassumerla in poche note.

Gigi Riva, battezzato  “Rombo di tuono”, da Gianni Brera, è simbolo di riscatto sociale, orgoglio e integrità morale. Nato a Leggiuno sulle rive del Lago Maggiore, figlio di una famiglia di modeste condizioni economiche, dopo essere rimasto orfano di padre, morto tragicamente sul posto di lavoro, reagisce  con fierezza portando a casa, da ragazzino, pane latte e burro con cui vengono pagate da più squadre le sue prestazioni calcistiche.

L’abile dirigente  Andrea Arrica lo porta al Cagliari nel ’63, quando i rossoblù militano ancora  in serie B. Riva entra subito nel cuore dei tifosi e l’anno seguente trascina per la prima volta il Cagliari in serie A. Anni dopo, nel 1970, Riva, ormai mito e leggenda di tutta l’Isola, guiderà la squadra alla conquista dello scudetto. Un evento che unì, secondo Brera, la Sardegna all’Italia. Prima eravamo solo terra di pecorai e banditi. Cambiò tutto e l’isola con la Costa Smeralda è diventata un paradiso per turisti.

Sono gli anni d’oro nella storia del Cagliari e la sua bandiera Gigi Riva è corteggiato a suon di miliardi dalle squadre blasonate del Nord: Juventus  Milan in testa. Alle lusinghe  e alle mirabolanti offerte Riva oppone sempre un netto, deciso rifiuto “Voglio rimanere qui perché i pastori partono di notte per vederci giocare a Cagliari e non hanno che la squadra“.

L’8 aprile del 1977, all’età di soli 33 anni Gigi Riva, perseguitato dall’ennesimo infortunio, lascia il calcio giocato. Con la sua uscita ha inizio il precoce declino del Cagliari,  

La Società Cagliari Calcio in segno di rispetto per l’indimenticabile campione ha ritirato dal 2005 la maglia numero 11 mentre dal 2019 gli ha conferito la carica di presidente onorario a vita.

 Nel nostro cielo un rombo di tuono è prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside,  Vision Distribution.

Sarà in distribuzione nelle sale a partire dal 7 novembre, giorno in cui Riva compirà 78 anni.

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