L’ARTISTA POLIEDRICO: UMBERTO BUFFA, LA PITTURA COME SUGGESTIONE DI VITA

di MARIA PATRIZIA FLORIS

Umberto sei considerato un’artista poliedrico su quali punti cardine hai incentrato la tua sintesi artistica? La capacità espressiva e comunicativa è qualcosa di speciale, la mia ricerca della sintesi artistica è diventata capacità espressiva che si manifesta non solo nella pittura ma, in ogni forma della mia arte. L’essenza è comunicare, ogni mia opera è un racconto, vuole riaffermare, sentire e realizzare i valori cardine dell’essere, la propria unicità.

Artisti si nasce o si diventa? Ho sempre avvertito il bisogno di voler creare, in qualsiasi modo. Non a caso le mie passioni si sono manifestate quasi tutte insieme, dal dipingere allo scrivere. La pittura e il fumetto fanno parte della mia vita, il mio desiderio è sempre stato quello di raccontare e inventare storie o immagini attraverso qualsiasi mezzo.

Ma l’artista, che ruolo ha?  Ha il privilegio di avere accesso all’interiorità delle persone, rendendola visibile. Non mi sembra poco…

Il tuo impegno artistico è sempre stato declinato al futuro, le tue opere sono modernissime. E’ quello che ho sempre provato a fare, perché credo sia possibile spingersi creativamente verso qualcosa in più. Certo, è molto più comodo restare nella zona di comfort del proprio tempo, seguendo ciò che funziona in un determinato periodo. Però, secondo me, è bello poter attingere da una parte e dall’altra, rimodellare a proprio gusto, portando alla luce qualcosa che non sappia di passato, bensì di futuro.

Le tue figure femminili sono belle e raffinate, quali sono le impressioni che suscitano? Ogni volta è interessante ascoltare le impressioni che suscitano nelle persone, proprio per questo motivo invito chiunque a non soffermarsi solo alla bellezza di un’immagine ma a scrutarne il significato, essere curiosi scoprendo ciò che ci trasmette. Quando ci si trova davanti ad un disegno/dipinto, è un po’ come quando si conosce una persona, inizialmente ne vediamo solo l’aspetto esteriore ma col tempo, conoscendola percepiamo altre cose, come il carattere e cosa ci accomuna.

Come fai a mettere nella tua arte le suggestioni della vita di tutti i giorni? Osservo, interiorizzo e rielaboro, anche inconsciamente. Ho un’idea precisa di come deve essere la mia pittura. Così, quando vedo qualcosa di coerente col mio modo di vedere le cose, è fatta.

Quale sogno sei riuscito a realizzare e uno non realizzato? Non mi capacito di dove sono arrivato, da ragazzo mi ero dato un tempo per diventare artista, ci sono riuscito, ma non voglio fermarmi sarebbe limitativo. Non ricordo sogni non realizzati anzi me ne capitano spesso impensati come lo scorso anno collaborare graficamente al disco della cantante Marta Ferradini figlia del famoso Marco, alcune delle mie immagini girano nel videoclip della sua canzone “Marta Rossa”.

Stiamo dimenticando le tue bellissime caricature, ci parli di questa arte che solo pochi sanno realizzare? Possiamo dire che si tratta dell’arte di esagerare, di forzare i tratti per ridicolizzare, denunciare, criticare o semplicemente far ridere. La pratica della caricatura è stato uno dei mezzi privilegiati che gli artisti hanno utilizzato per fare satira sin dall’alba dei tempi.

Attualmente a cosa stai lavorando? Innanzitutto una nuova pubblicazione in Brasile per l’Editore di “Coisa de Maluco” famosa rivista a fumetti, dopo 10 anni mi sono trovato nuovamente a disegnare un racconto scritto in Portoghese dal Maestro Ataide Braz, in poche settimane è nato “A Besta”. Inoltre, dalla mia collaborazione con “Medea Odv” associazione di volontariato nazionale contro qualsiasi forma vi violenza, nascono illustrazioni per campagne a tema come l’ultima “EmozioniAMOci” diamo un calcio al bullismo arrivata sino al Presidente del CONI Giovanni Malagò che ha ricevuto sia la maglietta che una mia caricatura.

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