L’AVVOCATO CHE A MILANO OGNI MATTINA SI SVEGLIA PENSANDO A RACCONTARE: TRAVOLTA DAL SACRO FUOCO DELLA SCRITTURA, RITA MURGIA RACCONTA “DUAL SIM”

Rita Murgia

di MCHELA GARAU

Gli allievi del corso di Editing ed Editoria tenuto da Carmen Salis presso l’Accademia d’Arte di Cagliari, hanno incontrato e intervistato Rita Murgia, avvocato sarda ma milanese d’adozione che, nel 2021, ha pubblicato Dual SIM. Artemide e Marte si incontrano a Milano, edito da AmicoLibro.

Com’è iniziata la tua carriera di scrittrice? Avevo il primo libro Un giro di Jack (AmicoLibro, 2018) nel cassetto da molto tempo, fino a quando mio padre ha deciso di presentare ad AmicoLibro il mio manoscritto anziché uno suo. Da quel momento mi ha travolta il sacro fuoco della scrittura.

Com’è nata l’idea di dual SIM? In realtà ero partita con l’idea per un’altra storia e, invece, ho iniziato a scrivere il primo paragrafo di dual SIM. Mi piaceva l’idea di parlare dei single di oggi, filtrati secondo la mia esperienza di single a Milano.

E il titolo? Il titolo è nato con l’idea dei due personaggi paralleli, come i cellulari con due schede. Tendo sempre a inserire qualcosa di tecnologico, in Un giro di Jack c’era il guestbook. In dual SIM ho messo gli sms che Rita si scambia con un personaggio che è quasi esterno al libro, e che ritroviamo nella postfazione.

Che differenze ci sono tra dual SIM e il tuo primo libro Un giro di Jack? Un giro di Jack è stato perlopiù un esperimento. Dual SIM, invece, l’ho scritto consapevolmente. Sono due libri molto diversi tra loro, ma entrambi accomunati dalla focalizzazione interna che, nel caso del secondo libro, è una doppia focalizzazione. Inoltre il primo parla del percorso fisico ed emotivo che ho vissuto trasferendomi da Capoterra a Milano. Nel secondo ci sono piani narrativi differenti, ma che guardano nella stessa direzione. Ho, infatti, utilizzato un registro diverso per caratterizzare i due personaggi, femminile e maschile, che racconteranno le stesse cose. È stato divertente, per esempio, raccontare del personaggio di Nicoletta attraverso gli occhi di Rita e di Numa.

In dual SIM, come dicevi, ci sono due focalizzazioni, quella femminile e quella maschile. Come è nato il personaggio di Numa e come sei riuscita a scrivere dal punto di vista di un uomo? L’idea del personaggio di Numa è nata un giorno mentre andavo in tribunale. Dopo aver letto il mio primo libro, molti uomini mi dicevano che non avevano trovato delle affinità, che non era il loro genere ed era come se avessi scritto “il mio caro diario”. Quindi per scattare questo mito e rendere veritiero il personaggio di Numa e poter scrivere dal suo punto di vista ho fatto un lavoro di ricerca su mio marito, intervistandolo.

Tuo marito ne è stato contento? Sì. Mio marito era compiaciuto che trovassi così interessante la sua vita tanto da volerla raccontare.

Cosa ti è piaciuto di più del dover scrivere dal punto di vista di Numa? Mi è piaciuto ricreare i suoi discorsi surreali. Inoltre ho trovato più facile narrare la sua parte, perché è stato liberatorio scrivere come un uomo.

Il personaggio femminile sei tu, Rita. Come mai la scelta di mantenere il tuo vero nome? Avevo scelto, sin dal primo libro, di mantenere il mio nome perché in entrambi racconto quello che mi è successo, quindi non voglio nascondermi. Il lettore ha bisogno di sincerità.

E per gli altri personaggi? Hai utilizzato nomi reali o no? Ho mantenuto i nomi reali solo per i personaggi che provenivano da Un giro di Jack, per gli altri no. Prima di pubblicare ho chiesto a tutti l’autorizzazione e fatto firmare una liberatoria.

Quando scrivi? Essendo un avvocato scrivo nel tempo libero, ma quando mi sveglio la mattina sto già pensando a cosa scrivere.

Che differenza c’è tra lo scrivere un romanzo e le scritture che devi fare per il tuo lavoro di avvocato? Innanzitutto mi piace cimentarmi in tutti i generi. Ma nella scrittura relativa al mio lavoro sono molto pignola. Le frasi sono lunghissime e piene di premesse, quindi la punteggiatura è importantissima. Il mio lavoro mi ha anche aiutata perché, per professione, non posso divagare, quindi non lo faccio neanche quando porto a spasso il lettore.

8 pensieri riguardo “L’AVVOCATO CHE A MILANO OGNI MATTINA SI SVEGLIA PENSANDO A RACCONTARE: TRAVOLTA DAL SACRO FUOCO DELLA SCRITTURA, RITA MURGIA RACCONTA “DUAL SIM””

  1. che bella sorpresa stamattina svegliarsi e tra una call e una lettera da inviare trovare questa intervista dove l’intervistatrice è stata fedele a quanto ci siamo dette nella nostra chiacchierata ma pure è riuscita ad andare oltre e leggere nelle pieghe del non detto.

  2. complimenti per il vostro lavoro, portate a galla storie molto interessanti di sardi che ispirano e sono da esempio
    bravi

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