GIULY PER SEMPRE: PAOLO STARA SERAFIN RACCONTA DI UNA DONNA VISSUTA A CAVALLO DI DUE MILLENNI

Paolo Stara Serafin

di CARMEN SALIS

Presentato nella Biblioteca di Capoterra il romanzo di Paolo Stara Serafin, Giuly per sempre – Edizioni Amicolibro; la storia di una donna, come tante altre, che meritava di essere raccontata.

Paolo, il ritrovamento di una scatola piena di lettere ti ha fatto prendere una decisione… Sì, è vero. Quando perdi una persona cara, restano i ricordi; ricordi che però si affievoliscono col trascorrere del tempo. La fortuna ha voluto, in questo caso, che fra le tante cose accumulate durante una vita in comune con lei, siano comparse lettere, block notes, foglietti di appunti, che lei aveva conservato gelosamente dentro una borsa chiusa da tanto tempo. In questi sprazzi di appunti, c’era lei, viva. In quelle parole scritte velocemente durante i suoi momenti di solitudine, voluti, cercati, c’erano i suoi pensieri, il suo modo di esprimersi; c’era ancora il suo desiderio di far conoscere la parte più bella di lei, il suo saper amare, con una pubblicazione.  E come potevo non cogliere l’opportunità che mi veniva offerta dal destino? Ecco perché ho sentito il desiderio di pubblicarle, all’interno della mia storia, all’interno della nostra storia. Perché questo era il suo desiderio, fino ad allora inappagato.

Giuly era una donna dal carattere forte e capace di un amore infinito. Perdonatemi, se sento di dividere in due la risposta, ma devo spiegare due aspetti distinti, se pur legati tra loro: il carattere forte e l’amore infinito. Il carattere. Sì, io sono sempre stato convinto della forza del suo carattere. Ne sono sempre stato convinto perché, anche se a un osservatore esterno i suoi momenti di malinconia potevano parere espressione di una sofferenza, di una sua debolezza nei confronti della vita, di un carattere fragile, essi erano momenti in cui, sia pure in modo riservato, raccoglieva le forze per ricominciare più forte di prima. E in quei momenti lei scriveva per scaricare le sue malinconie ma anche per ricaricare le proprie energie. Tutto ciò lei l’aveva dimostrato superando le difficoltà incontrate nel lavoro; accettando la scomparsa, una dopo l’altra, dei suoi fratelli e delle sue sorelle; dimenticando le pur immancabili difficoltà di certi momenti nella vita di coppia; accettando, infine, la sofferenza della malattia.  L’amore. L’amore che lei ha dato alla sua figliola, l’amore che lei ha dato a me nel corso degli anni, l’amore per le sue sorelle, l’amore per il prossimo, che diventa palpabile durante la messa cantata di Salvador de Bahia, mi hanno convinto della sua dimensione. Mi ha convinto soprattutto l’intensità con cui lei ha amato Matteo, il protagonista della storia. Amore infinito, che auguro a ogni uomo di provare.

In questo libro racconti la libertà: i viaggi, l’amore, la complicità di coppia Sì, racconto quello che augurerei a ogni donna, a ogni uomo: la liberà di amare come meglio si crede, al di là di schemi prefissati, scegliendo semplicemente la maniera più consona a se stessi, alla coppia.E poi viaggiare insieme, prima con la fantasia, poi con le nostre gambe, per spiagge, paesi, città, orizzonti sempre nuovi è dell’essere umano. Ecco, la curiosità che ci ha sempre spinto a vedere, scoprire, capire… Dovrebbero averla tutte le coppie del mondo. E questa curiosità, quel legame che ci vincolava, erano sostenuti da una forte complicità di coppia, basata su di una speciale stima, una profonda amicizia che s’era trasformata in un amore speciale. Ma tutto questo l’ho scritto perché sono certo che molte possano vivere gli stessi sentimenti, gli stessi desideri, lo stesso profondo amore.  Solo che, forse, non tutti hanno avuto l’input per scoprirlo.  Spero perciò, che questa mia storia possa essere d’esempio.

L’amore è anche malinconia e sofferenza? L’amore è felicità, appagamento, esaltazione. Tuttavia, quando non corrisposto, o nei momenti inevitabili di crisi, esso può diventare sofferenza, forse anche malinconia. Tuttavia, la sofferenza dell’amore non corrisposto, la malinconia latente che affiora nei momenti di crisi, sono necessari per apprezzare meglio i susseguenti momenti di felicità che, ne sono certo, arrivano sempre per tutti.Però la sottile malinconia che assaliva la protagonista del romanzo, Giuly, era sorta per ben altri motivi e si era disciolta grazie all’amore ritrovato, grazie alla curiosità appagata, grazie alla scoperta di genti più aperte, di paesi diversi e molto vicini ai suoi ideali.

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