LE DONNE DEL FIUME: IL LIBRO DI TALA MASCA, DEDICATO AL MONDO FEMMINILE E ALLE DIVERSE ‘MAGIE’ DELLA SARDEGNA

di ALESSANDRO CALTABIANO

In questi giorni ho letto “Le donne del fiume”, un libro dedicato alle donne e alla Sardegna, con tutta la sua magia, il suo folklore, la sua natura maestosa e – perché no – anche con qualche difettuccio.
La sua autrice, Tala Masca, è stata davvero brava a farne un gioco di opposti tutti intimamente legati tra loro: donne e uomini, passato e presente, passione sensuale e amore materno, rabbia e dolcezza, esclusione e richiamo, fiducia e pregiudizio… ognuno di questi elementi, incarnato da un personaggio o anche da più personaggi allo stesso tempo, si mescola con gli altri come colori sulla tela di un quadro perfetto.

Qualche parola sulla trama.
Diego è un uomo di successo ed è sposato con una donna che ama, Monia.
I due conducono una vita tranquilla finché, nel giorno del trentaseiesimo compleanno di Diego, una vecchia cicatrice sul suo fianco inizia a bruciare: allora un’altra donna compare nei suoi ricordi più profondi, una donna di cui l’uomo non conosce nulla se non il nome, Tamara, e che lo esorta a tornare indietro, al suo paese in Sardegna, nel luogo in cui tutto è cominciato.
Qui, al di là di un muro di pietre, fango e paglia costruito vicino a un fiume, in un tempo dimenticato ha vissuto una strega solitaria e inquietante, la Coga… Secondo un’antichissima credenza popolare, ispirata probabilmente dalla divinità sumera Lilith, le Cogas entravano nelle case per uccidere i neonati di sesso maschile. Da questo punto di vista ho apprezzato tanto il ricorso al ricchissimo folklore dell’isola, che da sardo adottivo (sono infatti nato a Torino) non ho mai dato per scontato, e che mi ha sempre affascinato.
Gli altri elementi per cui questo libro va segnalato sono un intreccio studiato nei minimi dettagli, dei personaggi variegati, credibili e tutti ben inseriti nella trama e l’attenzione che l’autrice riserva alle vicende del passato, attenzione in cui ritrovo una sensibilità profonda.
Il valore aggiunto, per mio gusto personale, risiede nell’uso sapiente e curato del linguaggio e nello stile elegante e al contempo evocativo, per certi versi senza tempo quanto la vicenda stessa.
Soprattutto, ho apprezzato il tono maturo della riflessione. I temi portanti dell’opera sono il pregiudizio, l’esclusione e l’individuazione di un mostro (o di un capro espiatorio), cosa che avviene tanto tra le persone quanto nella società civile o nella politica.
Ma la realtà che diamo per scontata, perché la vediamo con i nostri occhi, non è mai per forza l’unica verità; e l’empatia, il vivere il mondo secondo il cuore altrui, è oggigiorno una dote sempre più rara.
Anche per questo motivo, di libri come “Le donne del fiume” abbiamo un disperato bisogno: leggetelo, non ve ne pentirete!

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