UN PERSONAGGIO DI SPICCO DELLA SARDA RIVOLUZIONE, SEPOLTO A PARIGI: MICHELE OBINO, AMICO E FEDELE SEGUACE DI ANGIOY

Al cospetto di Angioy, l’autrice dell’articolo. Nel riquadro sopra Michele Obino

di ADRIANA VALENTI SABOURET

Quando Michele Obino vide il giorno a Santu Lussurgiu, il 19 gennaio 1769, i genitori, don Lorenzo e donna Cecilia Massidda, non avrebbero mai sospettato che avrebbe finito i suoi giorni a Parigi e lì avrebbe riposato nel più celebre cimitero della capitale francese, il Père Lachaise.

Amico e fedele  seguace di Angioy – come i fratelli Agostino e Raffaele – Michele condivise la sua lotta contro il feudalesimo e lo protesse, rischiando la vita, ospitandolo quando l’amico era ricercato.

Costretto anch’egli alla fuga, viene protetto ad Alghero dai Peretti, amici di origine corsa, e dai Simon. S’imbarcò probabilmente per la Corsica il 31 dicembre 1800 con i due fratelli, Giovanni Bonu e altri, dove frequentò il salotto della madre di Napoleone fino al 1803 circa.

Dalla Corsica raggiunge Parigi passando per la Svizzera, dopo una sosta a Milano, e là vivrà fino al 6 gennaio 1839, data della sua morte avvenuta al suo domicilio parigino sito al numero 342 della rue Saint Honoré, all’età di 76 anni.

Il 20 febbraio 2022, Michele Obino, figura maggiore della Sarda Rivoluzione, esce ufficialmente dall’anonimato del Cimitero Père Lachaise di Parigi, collocandosi con una biografia da noi personalmente curata in francese, corredata da fotografie e localizzazione nella pianta del vastissimo camposanto parigino, nel sito APPL (Amis et Passionnés du Père Lachaise) che v’invitiamo a consultare (https://g.co/kgs/RB7ycm)

La tomba, da noi scoperta nel 2019 dopo accurate ricerche archivistiche che contrastavano la sua sedicente sepoltura al Cimitero di Montmartre, appartiene oggi alla Città di Parigi che ne decretò lo stato di abbandono sul finire degli anni ottanta.

La folta vegetazione  spontaneamente cresciuta, l’ha tuttavia resa inviolabile, preservandola.

La biografia del sito rimanda inoltre a tre noti personaggi francesi frequentati da Michele Obino durante gli anni parigini: il giudice Guy Jean-Baptiste Target, il poeta Pierre Louis Ginguené e il geologo Louis Constant Prévost.

Tre celebrità dell’epoca che testimoniano l’alto valore di questo personaggio lussurgese riuscito mirabilmente a inserirsi nell’alta società parigina napoleonica.

Con Target, che perfino il re Louis XVI aveva voluto come avvocato per il suo processo, collaborò nello studio notarile omonimo e, alla morte di questi, lo rilevò. Quanto al Prévost, don Obino lo nominò suo esecutore testamentario raccomandandogli la sobrietà per le sue esequie nonchè l’elemosina di cinque franchi a dodici povere vedove con figli a carico.

Nel testamento olografo, rogato il 5 dicembre 1838, Obino nominò suoi eredi, oltre che i parenti sardi, gli amici francesi che avevano condiviso il suo quotidiano durante lunghi anni: Mme Clarisse Bourgoin, che lo aveva ospitato come pensionante, il figlio del giudice Target, tre sorelle Target e  il Prévost, la cui moglie era una delle citate sorelle Target.

Concludiamo augurando che altri personaggi di spicco della Sarda Rivoluzione escano pian piano dall’ombra collocandosi, a giusto titolo, anche all’estero, come patrioti sardi le cui vicende umane sono degne  di sempre maggior luce e crescente interesse storico.

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